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Domenica, 23 Gennaio 2022
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Roma, Spilabotte: "per stagionali soluzione e tutele crescenti" ossia otto mesi tempo pieno e tre a tempo parziale

Anche per i lavoratori stagionali la soluzione può essere la stipulazione di un contratto collettivo di secondo livello (il livello appropriato, a questo fine, sembra essere quello regionale) che preveda e detti le linee-guida per l'assunzione dei...

Anche per i lavoratori stagionali la soluzione può essere la stipulazione di un contratto collettivo di secondo livello (il livello appropriato, a questo fine, sembra essere quello regionale) che preveda e detti le linee-guida per l'assunzione dei lavoratori interessati con contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti, con una articolazione annuale degli orari che preveda otto mesi a tempo pieno e tre mesi a tempo parziale.

E' questo il senso della proposta che inseriremo anche nel parere al decreto attuativo sugli ammortizzatori sociali, che esprimeremo in Commissione Lavoro al Senato la prossima settimana". Lo dice la senatrice del Pd Maria Spilabotte, vicepresidente della Commissione Lavoro.

"La riforma degli ammortizzatori sociali prevista dal Jobs Act - spiega Maria Spilabotte - ha penalizzato i lavoratori stagionali che, prima dell'entrata in vigore della Naspi, lavoravano 6 mesi e percepivano la disoccupazione per gli altri 6. Ora invece la nuova Naspi coprirà 3 mesi, anche se per questo primo anno di entrata in vigore si è trovata una soluzione. Io credo che il tema vada affrontato di petto. Nelle scorse settimane ho incontrato gli stagionali della Campania: il modo di uscire dall'assistenzialismo, secondo la giusta filosofia del Jobs Act, esiste. Si tratta di stipulare in questo settore un contratto collettivo di secondo livello che preveda e disciplini un contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti, 8 mesi full time e 3 mesi part-time, garantendo ai lavoratori più sicurezza e agli imprenditori, che assumendo entro il 31 dicembre possono fruire della decontribuzione per i prossimi tre anni, la possibilità e al tempo stesso la responsabilità di progettare e lanciare attività produttive nei periodi di sospensione dell'attività stagionale. Sarebbe una doppia occasione: quella di rilanciare il settore del turismo e quella di puntare di più sulle politiche attive del lavoro, invece che su quelle passive

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