San Cesareo, Fondo di solidarietà: il Sindaco pronto a richiedere il rimborso delle somme sottratte al Comune

L’amministrazione comunale nell’ultima seduta della giunta ha deciso di richiedere il rimborso delle quote relative al cosiddetto “Fondo di Solidarietà”, imposto da un  provvedimento governativo che nel

L’amministrazione comunale nell’ultima seduta della giunta ha deciso di richiedere il rimborso delle quote relative al cosiddetto “Fondo di Solidarietà”, imposto da un provvedimento governativo che nel

triennio 2013/2016 ha sottratto alle casse comunali una cifra di circa 2 milioni e mezzo, destinandole, in ripartizione, a quei Comuni con evidenti difficoltà di bilancio.

Il Comune di San Cesareo, per effetto del suddetto criterio di riparto, ha subìto nel 2013 una decurtazione delle entrate erariali quantificabile in euro 551.031,40, rivelatasi poi del tutto illegittima per effetto della recente sentenza della Corte Costituzionale n. 129/2016, che, infatti, ha dichiarato illegittimo l’art. 16, comma 6, del decreto legge n. 95/2012 (c.d. Spending Review), adottato dal Governo Monti e poi sempre confermato, nella parte in cui lo Stato prevede la riduzione delle risorse per gli enti locali senza alcuna forma di coinvolgimento con tali enti ed in assenza di un termine per l’adozione del decreto di natura non regolamentare del Ministero dell’Interno.

“Alla luce della predetta sentenza della Corte Costituzionale – ha dichiarato il Sindaco Pietro Panzironi - che ha efficacia retroattiva, il Comune ha subìto una illegittima decurtazione delle sue entrate erariali, con conseguente diritto al rimborso, che il Governo centrale dovrà restituire. Questa assurda “sforbiciata” ha messo in estrema difficoltà, in primis, la qualità e la quantità dell’erogazione dei servizi erogati dal Comune, costringendoci ad adottare misure obbligate per tenere in equilibrio il bilancio, a scapito dell’utenza e dei cittadini.

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E’ veramente inaudito che dopo tre anni di tagli pesantissimi si sia dovuti aspettare una sentenza della Corte Costituzionale per avere conferma che quelle misure erano illegittime perché oppressive dell’autonomia degli enti locali. I mandati dei sindaci durano 5 anni e, quindi, è facile desumere che l’azione politico - amministrativa sia stata parzialmente vanificata, non avendo, i Comuni, potuto disporre di fondi propri. Amministrare senza 2.5 milioni, come nel caso di San Cesareo, ha condizionato pesantemente la nostra azione amministrativa e creato conflitto sociale. Più che “Fondo di solidarietà” possiamo chiamarlo “Fondo di povertà”, perché per salvare enti con difficoltà di bilancio, molti dei quali, però, responsabili di queste difficoltà, il Governo ha impoverito gli altri, soprattutto quelli che hanno operato in questi anni virtuosamente, costringendoli a dolorosi tagli sociali. I provvedimenti in materia finanziaria che, infatti, stanno incidendo in maniera sempre più pesante sulla capacità dei Comuni di erogare servizi alla cittadinanza, hanno anche reso sempre più complicato chiudere i bilanci comunali. Provvedimenti che ci mettono contro le persone che ci hanno eletto e che rendono sempre più difficile affrontare con successo i problemi quotidiani, poiché tutto ciò che possiamo fare è rincorrere le emergenze. Tagliando ai Comuni non si risolvono i problemi strutturali esistenti a livello nazionale, ma si ottiene la unica conseguenza di fornire meno servizi ai cittadini. Mi auguro che si mantenga fede alla sentenza della Corte Costituzionale – conclude il Sindaco – e che ci venga riconosciuto per intero il fondo versato nel 2013 e di conseguenza anche quelli degli anni successivi, che, ovviamente, reinvestiremo immediatamente per il miglioramento della qualità della vita della nostra comunità”.

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