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Contro l'ampliamento del termocombustore / San Vittore del Lazio

Termovalorizzatore, la protesta approda in commissione regionale: denunciato aumento di patologie

In audizione alla Commissione rifiuti il “no” dei vertici di Provincia di Frosinone, Comuni di San Vittore e Lazio meridionale e associazioni ambientaliste all’attivazione della quarta linea di incenerimento approvata dalla Regione Lazio

Hanno sottolineato che manca da anni un monitoraggio del potenziale inquinamento ambientale e denunciato un peggioramento della salute dei residenti. La protesta contro l’ampliamento del termovalorizzatore di San Vittore del Lazio, condivisa dalla Consulta dei sindaci del Lazio meridionale e varie associazione ambientaliste, è scoppiata anche in sede di Commissione regionale rifiuti. A presiederla il consigliere del Gruppo Misto Marco Cacciatore.  

In audizione telematica è stata ribadita la ferma contrarietà all’attivazione della quarta linea di incenerimento, a un mese dal parere favorevole espresso dalla Regione Lazio. Sono intervenuti il vicepresidente della Provincia di Frosinone Alessandro Cardinali, la sindaca di San Vittore Nadia Bucci e i vertici di numerose associazioni ambientaliste.

Si parla di Enzo Corigliano (Comitato spontaneo di cittadini per la tutela dell'ambiente dei territori del Cassinate, Basso Lazio e Feudo Bosco Vandra), Vladimiro De Blasio e Renato De Sanctis (Comitato di tutela Bosco Vandra), Stefano D'Auria (consulente legale di Fare Verde e di vari comuni di Lazio meridionale e Alto Casertano), Antonio Mambro (consulente tecnico dei comitati e di vari comuni dell'Alto Casertano) e Teresa Petricca (pneumologa della Asl di Frosinone, referente Isde dei Medici di famiglia per l'ambiente e delegata dell'associazione Fare verde).

Secondo i rappresentanti dei cittadini si registra un aumento di malattie per la popolazione locale, soprattutto bambini. Corigliano e D’Auria, inoltre, hanno ricordato che circa 31 comuni della zona interessata, più le province di Frosinone e di Caserta, in conferenza di servizi si sono espresse contro il progetto.

Iter non ancora concluso, ma per ora “nessuna violazione”

Marco Rocchi, dirigente Area Via della Direzione regionale Ambiente, ha precisato che al momento l’iter autorizzativo non ha riscontrato violazioni o fattori contrari, ma non è ancora concluso. Con riferimento alle potenziali emissioni nocive per la salute, Rocchi ha precisato che “nella seconda parte della terza seduta di conferenza di servizi, la conclusiva, abbiamo verbalizzato, secondo il principio di precauzione, che nel primo periodo di esercizio la quarta linea potrà essere utilizzata unicamente per sopperire alle esigenze di manutenzione e revamping delle tre linee esistenti, per garantire la continuità della gestione dei rifiuti”.

“Durante il primo periodo di esercizio, minimo un anno - ha aggiunto - dovrà essere posto in essere un monitoraggio sulle emissioni nonché un monitoraggio epidemiologico sulla salute delle popolazioni locali”. Anche l’architetto Federica Vitarelli (Direzione “Archeologia, Belle Arti, Paesaggio” del Ministero della Cultura) ha precisato che “al momento non vi sono motivi ostativi rispetto alle proprie competenze di merito”.

I pareri rilasciati dall’Agenzia regionale per l’ambiente

Rossana Cintoli, dirigente dell’Arpa Lazio, ha dichiarato che l’Agenzia ha rilasciato due pareri sulla questione, uno a metà del 2021 e uno recente a gennaio 2022, in cui, oltre a tentare di migliorare l’atto autorizzativo precedente, sono stati verificati gli aspetti di conformità alle migliori tecnologie disponibili per questa tipologia di impianti.

“Sono state inserite nei pareri alcune prescrizioni e richieste all'autorità competente alcune valutazioni rispetto alla documentazione che era stata presentata dal proponente”, ha fatto presente la dirigente Cintoli. Anche la dirigente dell’Arpa ha precisato che “non risulta ancora rilasciata l’autorizzazione definitiva, aggiungendo che l’impianto è comunque soggetto a controlli periodici”. Carla Ancona (Dipartimento di Epidemiologia del Ssn) non ha escluso che “ci possano essere problemi di salute e che sarebbe necessario fare nuovi studi, allargando il campo della ricerca. Dai report precedenti ci sono correlazioni in tal senso”.

Cacciatore: “Ruolo del termovalorizzatore sempre più marginale”

In chiusura di seduta, il presidente Marco Cacciatore ha rivendicato il ruolo attivo del Consiglio regionale del Lazio nel dare gli indirizzi, a partire dall’approvazione del nuovo Piano rifiuti nel 2020, dove “si parla di dismissioni degli impianti di incenerimento e non solo - ha detto Cacciatore - parla anche di recupero energetico, come in tutta Europa”.

“Il ruolo della termovalorizzazione, anche quella più qualificata - ha accentuato poi - è sempre più marginale ed è per questo che attivare una quarta linea a San Vittore preoccupa ancora di più”. Sugli studi epidemiologici, inoltre, il presidente della decima commissione ha ricordato che “nell’ultima legge di stabilità si è impegnato per far stanziare 200 mila euro finalizzati all’aggiornamento degli studi in materia”. Infine, Cacciatore ha citato anche la recente legge regionale sulle aree a rischio ambientale.

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