Sora, aumento dell'11% sulla Tari, strigliata dei 5 Stelle

Pintori: "Il merito di questo “bel risultato” va condiviso fra tutte le Amministrazioni sorane alla guida della città da quando è stata introdotta la tassa e che hanno deciso le sorti della società Ambiente"

La notizia del giorno è l’aumento della TARI che è stato deliberato nell’ultimo Consiglio Comunale del 31 marzo scorso. L’aumento medio è di circa dell’11% ed andrà a gravare pesantemente sulle tasche delle famiglie e delle imprese sorane. Ma come si è arrivati ad una TARI così alta? A spiegarlo è il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, Fabrizio Pintori, ripercorrendo alcuni step che vedono protagoniste non solo l'attuale Amministrazione, ma anche quella precedente.

Il conferimento a Teramo

"Alla base dell’aumento come spiegato dall’Assessore Paolacci, sia nel Consiglio che in Commissione Bilancio, ci sarebbe l’incremento nel 2018 delle tariffe della SAF, dove il Comune conferiva i rifiuti, nonché la successiva chiusura dello stesso stabilimento dal 10 settembre 2018 che ha costretto l’Ente a portare i rifiuti in un altro impianto di smaltimento nella più lontana provincia di Teramo. Per onestà intellettuale si deve riconoscere che su questi fattori esterni nessuna Amministrazione sarebbe stata in grado di intervenire per eliminarne l’impatto sull’aumento della TARI.

Mancata nomina dell'amministratore 

Tuttavia, all’Amministrazione De Donatis si possono imputare alcune decisioni o “non decisioni”, ad esempio la mancata nomina – nonostante il posto sia vacante da luglio dello scorso anno – dell’Amministratore Unico dell’Ambiente Surl, che forse con il suo operato avrebbe potuto ridurre i costi della società.

Anche colpa delle discariche

Inoltre, come da me rilevato in Consiglio Comunale nel Piano Economico Finanziario di Ambiente Surl viene riportato che i viaggi per trasportare i rifiuti indifferenziati di Sora a Colfelice (sede della SAF) sono triplicati a causa delle troppe discariche. Con il senno di poi viene da domandarsi se fece bene l’Amministrazione De Donatis a non approvare la mozione presentata nel 2017 dal M5S Sora per l’installazione di telecamere per effettuare le “video-trappole” e sanzionare coloro che gettano i rifiuti, esattamente come stanno facendo moltissimi altri  Comuni. Con l’approvazione della mozione si sarebbero potuti ottenere tre risultati: 1) il Comune avrebbe introitato le somme derivanti dalle sanzioni; 2) le discariche sarebbero diminuite o scomparse; 3) non si sarebbero triplicati i viaggi per conferire l’indifferenziata e quindi, in ultima analisi, i costi da ripagare attraverso la TARI. Un vero peccato che la mozione del M5S sia stata rigettata. La lotta alle discariche si sarebbe dovuta fare con le guardie ambientali, un progetto fortemente voluto dall’attuale Amministrazione ma rimasto fermo al palo, purtroppo – come affermato dal Sindaco durante i lavori del Consiglio – le persone abilitate a svolgere questo incarico sono solo tre.

Le responsabilità

Comunque si deve riconoscere che ognuno ha le proprie responsabilità. Infatti, sempre per onestà intellettuale, è doveroso ricordare a tutta la città che l’aumento del 11% va a sommarsi ad una TARI che era già tra le più alte della provincia di Frosinone. Negli anni l’importo della TARI, nonostante la raccolta differenziata, è rimasto pressoché identico e la città continua a svettare in cima alle classifiche per la pressione sulle tasche dei cittadini. Il merito di questo “bel risultato” va condiviso fra tutte le Amministrazioni sorane che si sono alternate alla guida della città da quando è stata introdotta questa tassa e che hanno deciso le sorti della società  Ambiente.

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Fra queste vi è anche l’Amministrazione Tersigni alla quale, già nel lontano 2015, gli attivisti del M5S Sora avevano dimostrato dati alla mano che confrontando le spese per lo smaltimento dei rifiuti dei comuni di Alatri, Sora, Ceccano, Anagni, Ferentino e Veroli, tutti con una popolazione residente compresa tra i 20.000 e 30.000 abitanti, era emerso che il Comune di Sora era quello che spendeva più di tutti. Infatti, nessuno ricorda sensibili cali della TARI sotto l’Amministrazione Tersigni. Non resta che concludere con un vecchio adagio: "da quale pulpito viene la predica".

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