Sora, polemiche sulla visita dei ragazzi del CPIA, la Castagna replica a tono

La consigliera con delega alle Politiche Giovanili era finita nella bufera in quanto capogruppo in maggioranza di Fratelli d'Italia. Ecco le precisazioni sulla sua posizione

Un momento della visita dei ragazzi del CPIA

Immigrazione, accoglienza, appartenenza politica e ruolo istituzionale. Sono le parole collegate ad una vicenda avvenuta nella città di Sora dove la consigliera Simona Castagna, capogruppo in Consiglio di Fratelli d'Italia, ma nella circostanza in veste di delegata alle Politiche giovanili, ha accolto gli studenti del Centro Provinciale per l'istruzione degli adulti, il cosiddetto CPIA di Frosinone. Un incontro in cui sono stati illustrati le attività e le iniziative svolte dagli sportelli del “Centro Informagiovani” e i servizi offerti dalla Biblioteca, quindi 'segnatamente nel settore delle politiche giovanili'. Eppure l'episodio ha scatenato un certo malcontento perché a quanto pare la consigliera Castagna, essendo esponente del partito della Meloni, non avrebbe dovuto "prestarsi" a questo tipo di iniziative che, a detta di alcuni cozzerebbero, con la linea politica di Fratelli d'Italia.

Discordanza con il partito

A puntare i riflettori sulla vicenda è stata l'associazione Becco Giallo: "La sua appartenenza al partito di Giorgia Meloni, - scrivono in una nota - crea un po' di imbarazzo, viste le aspre battaglie che il partito porta avanti proprio contro i centri di accoglienza. La consigliera - incalzano - non è nuova ad iniziative che cozzano con la linea politica dettata da Giorgia Meloni, e il suo ingresso nel partito scatenò diverse polemiche  visto anche il trascorso della bella avvocatessa che, in tempi non sospetti, l’hanno vista orbitare intorno al Partito Democratico.” 

La replica di Simona Castagna

Affermazioni alle quali la consigliera comunale ha replicato mettendo 'i punti sulle i', tracciando una linea di demarcazione tra ruolo istituzionale e quello politico e precisando alcuni passaggi che potrebbero essere sfuggiti a chi ha innescato le polemiche che in primis riguardano gli stessi del centro.

Studenti con regolare permesso di soggiorno

"Sono stata contattata da un docente del Centro Provinciale Istruzione degli Adulti (C.P.I.A.) di Frosinone, a cui l’anno scorso il Comune ha messo a disposizione una propria sede. - ha dichiarato la Castagna -  Il C.P.I.A. è una scuola pubblica aperta, non solo agli stranieri, ma anche agli italiani, nella quale si svolgono diversi corsi, quali quelli di italiano e di inglese. Gli stranieri iscritti a questa scuola, sono legalmente ospitati a vario titolo nel nostro territorio. Quindi, si tratta di stranieri in possesso di regolare permesso di soggiorno.

Dovere istituzionale

Tra l’altro, la sottoscritta, in quanto investita di funzioni pubbliche, non poteva non adempiere ad un preciso dovere-obbligo istituzionale, sottrarsi al quale avrebbe costituito un grave ed ingiustificato atto, per obbedire a non so quali pretese ideologiche partitiche. In effetti, a ben vedere, il partito nel quale milito non si è mai posto in antitesi al fenomeno migratorio, purché disciplinato in maniera assolutamente legale. 

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Pertanto, le oziose polemiche che hanno riguardato questa vicenda, costituiscono un odioso tentativo di strumentalizzazione politica di storie umane che attengono ad esperienze dolorose e personali, sulle quali non credo possa esprimersi un sentimento diverso da quello della vicinanza e della solidarietà.

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