Subiaco, Il Sindaco ha presentato ai Capigruppo consiliari la volontà di aprire un tavolo per costruire un progetto di accoglienza SPRAR

Il 30 marzo il Sindaco, Francesco Pelliccia, ha tenuto la Conferenza dei capigruppo consiliari, convocata dal Presidente del Consiglio Comunale, Avv. Claudia Di Pasquali, per riferire aggiornamenti importanti comunicati dalla Prefettura di Roma...

Il 30 marzo il Sindaco, Francesco Pelliccia, ha tenuto la Conferenza dei capigruppo consiliari, convocata dal Presidente del Consiglio Comunale, Avv. Claudia Di Pasquali, per riferire aggiornamenti importanti comunicati dalla Prefettura di Roma sui progetti d’accoglienza. Hanno partecipato all’incontro il Capogruppo di “Insieme per Subiaco” Gabriele Cignitti, il Capogruppo di “Subiaco Bene Comune” Gianfranco Trombetta, il Capogruppo di “Alternativa per Subiaco” Matteo Berteletti.

Tutti i Comuni, in questa fase, sono chiamati obbligatoriamente a farsi carico di progetti di accoglienza, riferiti ad un numero di persone proporzionale al numero di abitanti, su impulso del Ministero dell’Interno, in esecuzione dell’art. 10 della Costituzione Italiana “Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge”.

CAS e SPRAR

I Comuni possono decidere se gestire direttamente tale fenomeno, costruendo progetti di accoglienza propri, secondo disponibilità, esigenze e obiettivi d’integrazione da voler perseguire attraverso l’attivazione di SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) o, attraverso CAS (Centro Accoglienza Straordinario) e quindi lasciando la gestione di tali flussi a strutture private che possono accreditarsi direttamente presso la Prefettura perseguendo, però, progetti di gestione autonomi, senza il coinvolgimento diretto dell’ente locale.

Il Sindaco ha comunicato ai Capigruppo presenti che sul territorio l’Associazione “Gli Angeli Onlus” ha partecipato ad un bando per l’attivazione di un CAS (Centro accoglienza straniera) per un massimo di 25 rifugiati che varrà fino il 31.12.2017. A seguito di tale notizia il Sindaco si è attivato immediatamente per richiedere l’attivazione di un progetto SPRAR in luogo del CAS.

Perché progettare uno SPRAR

Il Comune di Subiaco, in ragione della volontà di assolvere nel migliore dei modi il compito di integrazione, su una necessità oramai ineludibile - essendo i comuni obbligati per legge a dare il proprio contributo all’accoglienza -volendo garantire “interventi di “accoglienza integrata” che superano la sola distribuzione di vitto e alloggio, prevedendo in modo complementare anche misure di orientamento e accompagnamento legale e sociale, nonché la costruzione di percorsi individuali di inclusione e di inserimento socio-economico vorrebbe, invece, attivare uno SPRAR, per evitare collocazioni concentrate in luoghi determinati, con limitata distribuzione sul territorio.

L’obiettivo principale dell’Amministrazione è, infatti, proprio in linea con gli obiettivi programmatici dello SPRAR, vale a dire “ la presa in carico della singola persona accolta, in funzione dell’attivazione di un percorso individualizzato di (ri)conquista della propria autonomia, per un’effettiva partecipazione al territorio italiano, in termini di integrazione lavorativa e abitativa, di accesso ai servizi del territorio, di socializzazione, di inserimento scolastico dei minori”.

Un progetto SPRAR da costruire attraverso un Tavolo aperto a tutti

A tal proposito il Sindaco ha evidenziato come sia intenzione dell’Amministrazione costruire un progetto di accoglienza per la quota di persone spettanti al Comune di Subiaco (circa 30) realizzando un progetto SPRAR, con la collaborazione di tutti i soggetti interessati, operatori del terzo settore, attori economici e associativi, cittadini, gruppi consiliari che vogliano partecipare. Proprio a questo scopo l’Amministrazione intende aprire un tavolo aperto alla cittadinanza per costruire un progetto di comunità, che veda progettualità diffuse volte all’integrazione piena degli ospiti, prevedendo anche attività di pubblica utilità con l’ente, secondo un protocollo già in uso dalla Prefettura di Roma.

L’attivazione dello SPRAR, secondo una clausola di salvaguardia prevista dal Ministero dell’Interno, farà venire meno il centro privato, CAS, sul territorio comunale e costituirà l’unico progetto di accoglienza.

Perché uno SPRAR invece di un CAS

Ciò a salvaguardia della sostenibilità dei progetti: il CAS, difatti, un domani potrebbe anche fornire accoglienza senza limiti numerici e creare situazioni più complesse da gestire.

Con lo SPRAR, invece, il Comune avrà la certezza del numero di arrivi e soprattutto sarà in grado direttamente di poter indirizzare i progetti di integrazione ed accoglienza, secondo una strategia comune, attinente al territorio e alle sue peculiarità, anche sociali.

Il progetto per l’attivazione dello SPRAR dovrà essere presentato entro il prossimo 30 settembre e l’Amministrazione potrà usufruire anche di supporto tecnico da parte dell’ANCI, per poter partire il 1 gennaio 2018.

In tal modo si intende ordinare con una programmazione definita e di qualità l’arrivo dei richiedenti asilo, avere un tetto numerico certo e soprattutto costruire veri progetti di accoglienza e inclusione, che permettano in primo luogo di dare risposte efficaci alle persone che arrivano, realizzando modalità di integrazione vere che rappresentino modalità di crescita per tutto il territorio, creando anche posti di lavoro locali legati alle necessità di accoglienza.

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