Subiaco, nasce l'associazione per la tutela dei diritti del malato “Antonio Lollobrigida” che mette a nudo quanto non funziona nella sanità

A Subiaco sabato 18 marzo 2017 si è tenuta un’Assemblea pubblica dalla costituente associazione “Antonio Lollobrigida”, la quale porta il nome del suo ideatore, purtroppo deceduto nel settembre scorso, e con l’esclusiva finalità di salvaguardare i...

A Subiaco sabato 18 marzo 2017 si è tenuta un’Assemblea pubblica dalla costituente associazione “Antonio Lollobrigida”, la quale porta il nome del suo ideatore, purtroppo deceduto nel settembre scorso, e con l’esclusiva finalità di salvaguardare i diritti dei malati nel nostro comprensorio. C’è stata la presenza di rappresentanze istituzionali dei comuni della Valle dell’Aniene:isindaci di Arcinazzo Romano, GiacomoTroja, di Rocca Canterano, Fulvio Proietti, il vicesindacodi Subiaco, Enrico De Smaele (oltre ai consiglieri sublacensi di maggioranza,Luca Pannunzi, e di minoranza, GianniOrmetti) e la componente della direzione nazionale di SI Marianna Sturba, evari rappresentanti di forze politiche e sindacali del territorio.Sono stati dibattuti le tematiche per le quali è stata convocata l’Assemblea, in primo luogo l’omaggio ad Antonio Lollobrigida, fondatore del locale Tribunale per i diritti del malato impegnato per oltre trent’anni a difesa del diritto alle cure sanitarie nella Valle dell’Aniene. Il sindaco di Rocca Canterano ha spiegato di aver inviato una “lettera nell’ottobre 2016 con la quale invitavo tutte le istituzioni della Valle dell’Aniene e, con richiesta specifica al sindaco di Subiaco, di una creazione urgente di un “Tavolo istituzionale di Valle”per l’Ospedale di Subiaco, ma finora ho ricevuto solo la risposta del collega di Arcinazzo”. Si è inoltre affrontato il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, presentato da alcuni cittadini di Subiaco, per la modifica del Decreto 368 della Regione Lazio che ha dimezzato i servizi ospedalieri.Il procedimento è all’esame del Consiglio di Stato, che ha chiesto al Ministero della Salute di replicare ai quesiti dei ricorrenti, ma il Ministero da oltre un anno ancora non risponde.

L’associazione denuncia le seguenti carenze:

TAGLIO POSTI LETTO -47% - Il Decreto 368 del 2014 ha ridotto del 47% i posti letto per acuti (quelli riservati ai degenti che manifestano forme acute di malattia), passati dagli originari 76 a 40. Ma, tra i 40 letti, quelli ordinari sono solo 30, quindi più che dimezzati (-55%) rispetto ai 62 di cui l’ospedale di Subiaco ha usufruito fino ai tagli inferti a partire dal Febbraio 2015.

MOBILITA’ PASSIVA AL 71,1% - Nell’Asl Rm 5 aumentano sempre di più i viaggi della speranza in cerca di un posto letto. La “mobilità passiva” è arrivata al 71,1% dei ricoveri effettuati dai residenti di tutta l’Asl, in aumento rispetto al 2014 (69,6%). Una mobilità che “sale al 75,8% (74,5% nel 2014) se calcolata come tariffato”. Quindi i tre quarti dei rimborsi erogati dalla Regione per i ricoveri dei residenti nell’Asl Rm 5 sono incassati dalle altre aziende sanitarie, anche private, o di fuori Regione.

CHIRURGIA DIMEZZATA - Il cronoprogramma annunciato 11 mesi fa prevedeva “l’apertura al Secondo piano di 10 posti letto di chirurgia e 10 posti letto di daysurgery entro il 20 agosto 2016”. Ma i lavori sono iniziati solo il 25 ottobre scorso, dimezzando i posti letto (da 10 a 5), traslocati nel reparto di Lungodegenza. La durata dei lavori annunciata dall’Asl era di “circa 70 giorni”: ne sono passati più del doppio, ma il cantiere ancora non chiude. E così da 6 mesi gli interventi programmabili sono di fatto sospesi con 2 reparti dimezzati: Chirurgia e Lungodegenza (5+5).

PRONTO SOCCORSO SOVRAFFOLLATO - Il cronoprogramma annunciato dall’Asl prevedeva anche un “Intervento sul Pronto Soccorso e Area dell'emergenza a partire dal 1 ottobre 2016 con la realizzazione di 2 posti di sala rossa per l'attività di rianimazione”. Ma, 6 mesi dopo, il cantiere ancora non parte e i pazienti in attesa di un letto vengono parcheggiati sulle lettighe lungo il corridoio.

ORGANICO SGUARNITO - Il cronoprogramma annunciato da Asl e Comune di Subiaco prevedeva anche l’assunzione di “2 medici di medicina interna per Lungodegenza – Area Medica; 1 chirurgo per la Chirurgia generale; 1 medico d'urgenza per il Pronto Soccorso e 5 anestesisti per rafforzare l'attività chirurgica e l'emergenza urgenza”. Ma, 11 mesi dopo quell’annuncio, nessun nuovo medico è ancora arrivato.

L’ELISUPERFICIE NON DECOLLA DA 15 MESI - Il Decreto 368 prevedeva, "Entro il 31 dicembre 2015, l'attivazione delle nuove elisuperfici di Amatrice, Ostia, Terracina, Subiaco". Ma, 15 mesi dopo quel termine perentorio indicato dalla stessa Regione, dell’elisuperficie non c’è neanche il progetto, che da ultimo era stato indicato in “fase concreta propedeutica alla realizzazione” ben 17 mesi fa dal Comune di Subiaco.

ORTOPEDIA AMPUTATA - L’ex reparto di Ortopedia, precedentemente accorpato alla Chirurgia, è stato “amputato” insieme alla Sala gessi in seguito al pensionamento, nel giugno scorso, dei 2 ortopedici .

LE RICHIESTE–Quello di Subiaco è l’unico presidio della provincia ad essere stato declassato da “ospedale sede di Pronto Soccorso” a “Presidio ospedaliero in zona particolarmente disagiata”. La perdita di questa classificazione riguardava inizialmente anche altri 2 ospedali (Monterotondo e Bracciano), ai quali però, con successivi decreti, è stata subito riassegnata. Nel maggio 2015, la Regione ha anche ripristinato a Bracciano “57 posti letto di cui 25 ordinari di area chirurgica indistinta, 2 di terapia intensiva post-chirurgica, nonché 4 posti tecnici di Osservazione Breve Intensiva (OBI)”.L’Associazione “Antonio Lollobrigida” chiede alla Regione pari dignità ed eguale trattamento per gli ospedali di Subiaco e Bracciano, sollecitando al Commissario ad Acta l’adozione di un nuovo Decreto, analogo al n. U00197, che disponga una equivalente “Rimodulazione offerta ospedaliera della ASL Roma 5. Modifica del DCA n. U00412/2014, in un Polo Ospedaliero Unificato Tivoli-Subiaco, confermando per Tivoli la funzione di Ospedale sede di Dea I Livello ed assegnando all’ospedale di Subiaco, a seguito dell’incremento dei posti letto di area chirurgica, la funzione di Ospedale sede di Pronto Soccorso” (con l’assegnazione all’ospedale di Subiaco della stessa dotazione concessa a quello di Bracciano dal Decreto U00197: 57 posti letto di cui 25 ordinari di area chirurgica indistinta, 2 di terapia intensiva post-chirurgica, 4 posti tecnici di Osservazione Breve Intensiva OBI, con la conseguente riacquisizione della classificazione di “ospedale sede di Pronto Soccorso”).

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REMS - I “Programmi Operativi 2016-18” indicano che “Le sedi definitive delle REMS trovano allocazione nella ASL FR (Ceccano, 40 p.l.), ASL RM5 (Ospedale Angelucci di Subiaco – 40 p.l.) e ASL Rieti (11 p.l.)” con la seguente “Tempistica: Luglio 2017”. L’associazione chiede alla Regione i motivi di questa disparità (a Subiaco e Ceccano ben 2 moduli da 40 letti e a Rieti neanche uno intero da 20).In aperto contrasto, peraltro, con la 2° Relazione Semestrale sulle attività svolte dal Commissario di governo per il superamento degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, Franco Corleone, in cui si legge che sul “Progetto della REMS definitiva di Ceccano con la presenza di due moduli da 20 posti il Commissario ha fatto presente i suoi dubbi su questa soluzione, dal punto di vista edilizio e del modello terapeutico che prefigura poiché, tendenzialmente, la sua preferenza è per una scelta verso modelli di strutture di accoglienza più piccole”.La Rems di Subiaco è l’unica realizzata all’interno di un ospedale, in contrasto con la relazione del commissario (“le REMS andranno costantemente monitorate e tenute sotto stretta sorveglianza; dovranno essere architettonicamente e strutturalmente adeguate alla loro funzione e natura che è quella di una comunità e nemmeno lontanamente di un ospedale o di un carcere”). Il commissario ha aggiunto: “La capitale produce sicuramente un numero elevato di presenze di pazienti e stupisce notare che a Roma non sia prevista neppure una REMS”. Nel 1° decreto del 2013 erano previste 2 Rems a Roma, poi sostituite nel 2° decreto (che confermò solo Subiaco), col quale si aumentarono sia le strutture (con 2 provvisorie a Palombara e Pontecorvo) che i costi (da 17 milioni e 705 mila a 20 milioni e 831 mila).L’associazione, alla luce di questi rilievi sottoscritti dal commissario del Governo, chiede ai Ministeri della Salute e della Giustizia di riesaminare il progetto della Rems di Subiaco e, conseguentemente, chiedealla Regione di bloccare la realizzazione del secondo moduloRems, i cui lavori peraltro non sono ancora iniziati.

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