Assalti a Ottaviani: “No ad Antenna 5G a Capo Barile”

Il Sindaco torriciano ha chiesto al Primo Cittadino di Frosinone di non autorizzare l'installazione di alcun impianto di sperimentazione della rete internet ultraveloce nella zona di confine col suo Comune

Un'Antenna per la rete ultraveloce 5G (Foto d'archivio)

Il Sindaco di Torrice Mauro Assalti è fortemente preoccupato per le ricadute sulla salute dei cittadini e sull’ambiente che comporterebbe l’installazione di impianti sperimentali della rete 5G nella zona di confine con il comune di Frosinone. Ecco perché ha scritto al Sindaco del Capoluogo Nicola Ottaviani e all’Arpa Lazio.

La missiva di Assalti

Con la stessa, il Primo Cittadino di Torrice ha chiesto all’omologo frusinate Ottaviani di non autorizzare alcuna messa in opera di antenne per la connessione ultraveloce né a Capo Barile, dove dovrebbe sorgerne una, né in ogni altra località della “terra di mezzo”. Dall’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale, invece, vorrebbe una relazione tecnica approfondita sugli impianti e sugli eventuali effetti negativi ai danni della popolazione torriciana e dell’ecosistema.

La postilla del Sindaco

Lo stesso Assalti, in conclusione, ricorda che l’AGCOM, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, “non ha individuato come aree di sperimentazioni né i territori di Frosinone né quelli di Torrice, quindi riteniamo che non vi sia alcun motivo per procedere, almeno fino a quando non ci verranno date rassicurazioni sul fatto che tali impianti non siano nocivi”.    

Dall’Istituto Superiore di Sanità

L’ISS, a fronte delle preoccupazioni su eventuali rischi connessi alla tecnologia di telefonia mobile di quinta generazione (5G), ha già pubblicato nei mesi scorsi un documento divulgativo redatto dal Centro Nazionale per la Protezione dalle Radiazioni e Fisica Computazionale.

La premessa dell’ISS

“Uno degli aspetti di particolare novità del 5G - si spiega - consiste nel fatto che non sarà finalizzato solo alla comunicazione tra persone, ma anche al cosiddetto “Internet delle cose”, in cui vari dispositivi wireless comunicano direttamente tra loro, utilizzando in particolare onde elettromagnetiche di frequenza appartenente alla banda 26,5-27,5 GHz indicate spesso come ‘onde millimetriche’.

Le “onde millimetriche”

Onde elettromagnetiche di così elevata frequenza - si entra, poi, nel dettaglio - non riescono a penetrare attraverso gli edifici o comunque a superare ostacoli, ed inoltre vengono facilmente assorbite dalla pioggia o dalle foglie. Per questo motivo sarà necessario utilizzare, in maggiore misura rispetto alle attuali tecnologie di telefonia mobile, le cosiddette ‘small cells’, aree di territorio coperte dal segnale a radiofrequenza”.

Gli effetti sulla salute umana

Gli unici - si fa poi presente a riguardo - che siano stati accertati dalla ricerca scientifica sono gli effetti a breve termine, di natura termica, dovuti a meccanismi di interazione tra i campi e gli organismi biologici ben compresi”. In poche parole, l’energia elettromagnetica viene convertita in calore e, quindi, provoca un aumento della temperatura del corpo.  

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Gli effetti a lungo termine

“Secondo la IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, ndr) -  il complesso degli studi esaminati non supporta l’ipotesi di cancerogenicità dei campi elettromagnetici, con l’eccezione di alcuni studi epidemiologici di tipo caso-controllo che hanno evidenziato, a differenza di altri analoghi studi, un aumento del rischio di glioma (un tumore maligno del cervello, ndr) e di neurinoma del nervo acustico (un tumore benigno, ndr) in relazione all’uso intenso di telefoni cellulari”. L'Agenzia, pertanto, ha classificato i campi elettromagnetici come “possibilmente cancerogeni per gli esseri umani”, cioè non sicuramente cancerogeni.

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