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Daniele Maura, presidente del Consiglio provinciale di Frosinone (Foto pre Covid)

Daniele Maura, presidente del Consiglio provinciale di Frosinone (Foto pre Covid)

Area contigua Parco nazionale: secondo 8 sindaci della Valle di Comino, Daniele Maura non sa di cosa parla

Alla mozione del presidente del Consiglio provinciale di Frosinone, che lamenta troppi vincoli ai danni delle attività commerciali, replicano da Pescosolido, Campoli Appennino, San Donato, Alvito, Settefrati, Vallerotonda, San Biagio e Picinisco

Contro la mozione presentata dal presidente del Consiglio provinciale di Frosinone Daniele Maura, secondo cui “l’individuazione dell’area contigua del Parco (nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, ndr) pone troppi vincoli per moltissime attività, andando ad intaccare il tessuto economico sociale del territorio”, si scagliano otto sindaci della Valle di Comino.  

Si parla di Donato Bellisario (Pescosolido), Pancrazia Di Benedetto (Campoli Appennino), Enrico Pittiglio (San Donato Val di Comino), Duilio Martini (Alvito), Riccardo Frattaroli (Settefrati), Giovanni Di Meo (Vallerotonda), Dario Iaconelli (San Biagio Saracinisco) e Marco Scappaticci (Picinisco). “Con stupore - dichiara all’unisono l'ottetto - leggiamo le parole confusionarie e approssimative del presidente del consiglio provinciale Daniele Maura in riferimento all'istituzione dell'area contigua del Pnalm”.  

La mozione di Daniele Maura 

Il coordinatore d’aula di Palazzo Iacobucci, sollecitato dai consiglieri di Pescosolido De Gasperis, Reale, Cristian Sarrecchia, Alessandro Sarrecchia e Carlo Sperduti, ha protocollato in Provincia una mozione che non prescinde dal “rispetto della natura e dell’ambiente” e dalla tutela dell’orso marsicano 

“In un contesto come quello attuale, con una crisi economica che sta attanagliando con particolare durezza proprio queste zone montane che vivono spesso di allevamento ed agricoltura - ha spiegato Maura - penso sia opportuno pensare anche alla tutela dei comuni ricadenti in tale area (Alvito, Pescosolido, Campoli Appennino, San Biagio Saracinisco, San Donato Valcomino, Picinisco, Settefrati), lo stesso rispetto dovuto agli animali è dovuto ai cittadini dei comuni interessati, poiché una distorta visione ambientale sta provocando un disastro sul nostro territorio, ci saranno terreni con un titolo di proprietà che non ha più alcun valore e con diritti totalmente limitati”.  

“Coltivatori, allevatori non sono più padroni della loro terra e dopo tanti sacrifici, anziché raccogliere i frutti, questi ultimi vengono divorati da animali selvaggi e da atti amministrativi insensati. In questo momento, se non risultasse possibile la completa soppressione dell’area, auspico che venga almeno effettuata una riperimetrazione che ne possa ridurre drasticamente la superficie. Se non si agisce in fretta, i troppi vincoli presenti potrebbero dare un ulteriore, pericoloso schiaffo allo stesso tessuto economico e sociale. E soprattutto ora non possiamo permetterlo”. 

La replica degli 8 sindaci della Valle di Comino 

“L'esimio presidente - si rivolgono allo stesso Maura - dovrebbe conoscere il percorso di concertazione fatto tra Regione Parco e Comuni per arrivare alla definizione dell'area contigua. Un lavoro di concertazione che ai sensi della legge di istituzione non doveva nemmeno essere tenuto, va dato atto alla Regione Lazio di essersi preoccupata dei territori. Quando chiede una riperimetrazione evidentemente non sa che il perimetro è stato individuato di concerto con i Comuni stessi che hanno raggiunto i propri obiettivi, facendo uscire dall'area contigua i territori che non necessitavano di questa.  

“Quando parla di vincoli dovrebbe sapere che l'unico vincolo che introduce l'istituzione dell'area è il vincolo paesaggistico che i nostri comuni hanno già tutti. Dovrebbe sapere che l'area contigua non c'entra nulla con la difesa dell'orso marsicano. Quello è il patom che è ben altra cosa. Dovrebbe saperlo ma non lo sa, oppure condizionato da cattivi "consiglieri" si inerpica a fare queste figuracce. Auspichiamo che quando il Presidente del consiglio provinciale, convocherà il consiglio con all'ordine del giorno l'interrogazione del presidente del consiglio, inviti i Sindaci coinvolti in modo da farsi raccontare e spiegare come funziona lo sviluppo e la difesa del territorio. Un territorio che probabilmente a lui sconosciuto”.

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