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Valle del Sacco, Fontana interpella il ministro: "Basta con la campagna elettorale"

La deputata ciociara del M5S, ex sottosegretaria alla transizione ecologica, si scaglia contro la conferenza stampa tenuta dalla Regione Lazio a Ceprano sul Sin. Presenterà un'interpellanza al nuovo Ministero dell'ambiente guidato dal centrodestra

Alla deputata del M5S Ilaria Fontana, già sottosegretaria di Stato alla transizione ecologica, non è andata per niente giù la conferenza stampa tenuta dalla Regione Lazio a Ceprano sui primi storici interventi nel Sin della Valle del Sacco oltre Colleferro.

Se dal consigliere regionale del Pd è partito lo slogan "Basta parlare di Valle dei Veleni", l'altrettanto ciociara parlamentare, capogruppo dei Cinque Stelle nell'attuale Commissione Ambiente, vuole mettere un freno a quella che ritiene semplicemente campagna elettorale. Per questo ha deciso di presentare un'interpellanza al nuovo ministro al ramo, Gilberto Pichetto Fratin, l'uomo del centrodestra dopo i filo-M5S Sergio Costa e Roberto Cingolani

Costa è stato ministro nei Governi Conte, è lui che ha sottoscritto nel 2019 l'accordo di programma con l'ormai ex presidente della Regione Nicola Zingaretti. Allora Fontana, oltre che capogruppo del M5S, era presidente della Commissione Ambiente della Camera. Poi, tra il 2021 e il 2022, il ruolo di sottosegretaria in materia con la nuova transizione ecologica introdotta con il ministro Cingolani. 

Fontana, ora all'opposizione del governo di centrodestra e capogruppo del M5S nella Commissione Ambiente, intende "conoscere quali iniziative dovranno essere intraprese per rispettare il cronoprogramma degli interventi da attuare". Ritiene, infatti, che "i cittadini debbano avere risposte che si tramutano in fatti concreti circa il risanamento ambientale dei nostri territori e che tali temi non meritino di diventare oggetto di campagna elettorale".

Valle del Sacco: Fontana si unisce al coro di critiche

Fontana legge "proclami e grandi meriti di buon governo", ma la pensa diversamente: "In realtà si è fatto ben meno del dovuto ed in extremis". Passa così all'attacco nei confronti dell'assessore regionale al Ciclo dei rifiuti, Massimiliano Valeriani: "Esempio di camouflage è la modalità con cui ha annunciato a Ceprano che la Regione Lazio sarebbe riuscita a chiudere le gare d’appalto per l’affidamento dei lavori per la bonifica, evitando la revoca di oltre 32 milioni di euro di fondi statali: con più di due anni di ritardo dal cronoprogramma iniziale, è evidente come ognuno abbia una definizione di “puntualità” del tutto personale".

A criticare in presenza il Pd regionale alla conferenza stampa, come il resto di FdI a tutti i livelli, era stato l'assessore all'ambiente del comune di Ceccano: "Dieci anni di governo regionale, cinque dalla firma sull’accordo quadro della bonifica del Sin, riperimetrazione promessa e smentita, azioni concrete poche - ha detto Riccardo Del Brocco, in rappresentanza della Giunta di centrodestra - Una passerella per dire che 'hanno avviato', 'partiranno', “saranno presto effettuate…'. Meglio poco che niente, meglio tardi che mai, ma perdonerete il fatto che come cittadini ed amministratori locali di queste terre martoriate, non vi facciamo applausi".

A non fare di certo applausi alla Regione Lazio, che vede l'asse Pd-M5S messo a repentaglio dalle decisioni dei vertici in vista delle prossime elezioni, è a questo punto anche la pentastellata frusinate Ilaria Fontana. "Ci si accorge che è in arrivo una nuova campagna elettorale - sferza la depuata - quando, all’improvviso, si notano continui proclami che vantano grandi meriti di buon governo, quando in realtà si è fatto ben meno del dovuto ed in extremis".

Sito di interesse nazionale: il riepilogo dell'ex sottosegretaria

"La programmazione degli interventi di bonifica delle aree statali inquinate all’interno del Sito di Interesse Nazionale (Sin) del bacino del fiume Sacco iniziò nel marzo 2019, con l’accordo di programma siglato dall’allora Ministro dell’Ambiente Sergio Costa che affidava alla Regione Lazio il compito di soggetto attuatore di interventi di bonifica per ben 53 milioni di euro". Fontana riparte dall'inizio, dalla presunta svolta, il protocollo d'intesa per la realizzazione degli interventi di messa in sicurezza e bonifica del Sito di interesse nazionale Bacino del fiume Sacco

"L’accordo prevedeva l’affidamento delle fasi di caratterizzazione dei siti entro il 2020, ma della relazione sull’attuazione delle procedure amministrative, richiesta dal Ministero dell’Ambiente attraverso la Presidenza del Comitato di Indirizzo e Controllo, si persero le tracce per mesi. Fu così che si rese necessaria la realizzazione di schede specifiche con un cronoprogramma e attività dettagliate per ogni sito da bonificare e l’approvazione di un atto integrativo all’accordo, un addendum con nuove tempistiche e risorse aggiuntive. La stipula di tali contratti per queste indagini sui siti da bonificare slittò dunque a giugno o settembre 2021 a seconda dell’intervento".

Nel frattempo l'allora sottosegretaria di Stato aveva promosso tavoli istituzionali, specie quello presso la Prefettura di Frosinone, per superare ritardi e criticità. Agli inizi del 2022, però, la nomina del commissario della bonifica Lino Bonsignore, delegato per l'appunto all'attuazione dell'accordo di programma. Ha affidato tutti i lavori entro la scadenza del 31 dicembre 2022, oltre la quale si sarebbero dovuti restituire i finanziamenti statali all'Unione europea. 

"La fine dell’esecuzione dei lavori era prevista per la metà del 2023, ma i ritardi accumulati faranno saltare di parecchio anche le prossime scadenze", lamenta ora Ilaria Fontana, pronta a chiedere lumi al successore di Costa e Cingolani: il ministro del ripristinato ambiente, Pichetto Fratin, esponente di Forza Italia. 

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