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Valmontone, Aria Nuova; con la città della musica Latini, Mattia e Natalizia i solisti del gruppo diretto da Angelo Miele

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO: Ennesima speculazione edilizia, ma di quelle più squallide,  conclusa  il 12 marzo c.a. presso la sede che appartiene al Popolo,  l’ Aula Consigliare,  con la benedizione dell’opposizione.

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO: Ennesima speculazione edilizia, ma di quelle più squallide, conclusa il 12 marzo c.a. presso la sede che appartiene al Popolo, l' Aula Consigliare, con la benedizione dell'opposizione.

Quello che sta accadendo nella nostra Città in questi giorni è di una gravità inaudita: continua la svendita del nostro territorio a privati, questa volta si cede per la realizzazione di Centri Commerciali, sapientemente fatti rientrare in quello che è il Piano Particolareggiato della Città della Musica, progetto nato nel 2006 da precedenti amministrazioni e da realizzare in Via della Pace nell'area che attualmente ospita il mercato domenicale proprio di fronte ai Macinanti. Circa nove ettari di terreno a destinazione agricola sottratto alla comunità senza chiederne il consenso.

All'inizio detto progetto prevedeva la realizzazione di una struttura di trentamila mq, ove all'interno avrebbero trovato spazio sia i locali destinati alla vendita di strumenti musicali, sia gli spazi dedicati alla musica vera e propria con sale di registrazione, sale prova, ed altro.

Idea formidabile per originalità, salvo poi scoprire che gli scopi erano altri. Su una delibera proposta dell'Assessore di allora, fu applicata una variante al progetto iniziale: le strutture da edificare avrebbero dovuto ospitare un mega centro commerciale e non più il Polo Musicale?.. Detta variante fu bocciata dalla giunta comunale di allora per essere invece approvata in Consiglio Comunale.

Nel Dicembre 2011 la Regione Lazio respinse quella variante lasciando di fatto intatto il progetto iniziale. Oggi quel Progetto è stato fatto proprio dal Sindaco Alberto Latini, IMPROVVISAMENTE, sospinto da una parte della maggioranza tra cui il promotore di quella variante, già bocciata dalla Regione Lazio. Spiazzati dal primo diniego, si è cercato un percorso alternativo al fine di aggirare l'ostacolo. L'escamotage trovato è quello di sperare che la Regione non si pronunci sulla questione e quindi sfruttare l'eventuale silenzio - assenso per rendere operativo il nuovo Progetto.

Il nostro è un NO secco e deciso ad un'altra speculazione immobiliare nel cuore dei nostri terreni vocati all'agricoltura e che vedrebbe sorgere, grazie a questi loschi giochi di potere, altri eco-mostri che preoccupano non poco anche chi ambientalista non è.

Il nostro è un NO secco e deciso a questo Progetto definendolo INOPPORTUNO perché non risponde a nessuna logica di mercato, DANNOSO per quei negozi al dettaglio presenti nel nostro centro storico e quartieri, già in sofferenza a causa della crisi e della concorrenza operata dalla grande distribuzione di cui fanno parte il Parco Giochi e il Fashion District, che hanno contribuito alla desertificazione commerciale del nostro Paese. FALLIMENTARE perché si continua a favorire le disgrazie che i Centri Commerciali, gli Ipermercati e Poli Turistici hanno portato in altre Città negli ultimi dieci anni ( consumo irreversibile del suolo, danni irreparabili per l'ambiente, morìa dei piccoli negozi delle città, degrado per i centri storici) ma soprattutto NESSUNA prospettiva di lavoro stabile per i giovani ma solo precarietà, contratti a tempo determinato che il più delle volte non si trasformano mai a tempo indeterminato contribuendo solo all'aumento del tasso di disoccupazione. ABBIAMO GIA' SUBITO L'INGANNO DEI POSTI DI LAVORO?.BASTA!!!!!

Il nostro è un NO netto e deciso verso le scelte scellerate della politica locale, miope al nostro degrado ed alle nostre necessità, ma mirata ad approvare progetti che apportano danni incalcolabili. Costruire un altro Polo Commerciale nel cuore di Via della Pace rappresenta una vera e propria dichiarazione di resa della politica agricola a favore di un sottosviluppo commerciale.

Il nostro è un NO netto e deciso a quei " Non Luoghi" che rappresentano la peggiore economia di spreco. Andrebbero vietati.

Un NO netto e deciso anche dal punto di vista economico e finanziario perché sarà una perdita sicura e fra una ventina d'anni bisognerà provvedere ad un altro progetto di riqualificazione urbana nella stessa zona, per recuperare un territorio devastato.

BISOGNA FERMARLI

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