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Albrto latini PP

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Valmontone, il sindaco sulla vicenda del video Hard difende l'indifendibile, ma ormai la figuraccia è fatta

Con la nota stampa del primo cittadino Latini che leggete qui di seguito si raggiunge forse, in assoluto, il punto più basso della politica valmontonese degli ultimi 50 anni. Il sindaco invece di voler fare chiarezza sulla squallida vicenda

Con la nota stampa del primo cittadino Latini che leggete qui di seguito si raggiunge forse, in assoluto, il punto più basso della politica valmontonese degli ultimi 50 anni. Il sindaco invece di voler fare chiarezza sulla squallida vicenda

del video hard che ha portato la città casilina alla ribalta delle cronache nei giorni scorsi, si incaponisce a difendere l'indifendibile ed addirittura stigmatizza il comportamento del consigliere Piero Attiani che nella massima assise comunale avevo chiesto delle logiche spiegazioni. Invece dell'operazione trasparenza è iniziata di fatto l'operazione tutti coperti ed allineati fino a nuovo ordine, ma la cosa ancor più scandalosa che per arrivare a ciò gli attuali amministratori se ne fregano delle regole, o meglio del regolamento comunale (art. 70 comma 3), e secretano l'aula come ad avere paura che Piero Attiani potesse fare chissà quali importanti nomi. Una vicenda veramente brutta che è solo alla fase iniziale e che nei prossimi giorni ci farà scoprire nuovi risvolti che superanno anche il piano istituzionale del comune per sbarcare in aule ben più importanti.

(Nota del direttore DF)

Di seguito il comunicato stampa di Latini: "Trovo a dir poco paradossale che la triste vicenda privata di un cittadino venga strumentalizzata tentando, in modo becero, di farne un caso politico. Per il continuo, ed inspiegabile, risalto dato alla vicenda attraverso alcuni giornali, sappiamo che un privato cittadino di Valmontone è rimasto vittima di una frode che lo ritrae in un video hard. Una frode che sta dilagando in tutta Italia, messa in atto da persone che nulla hanno a che vedere con Valmontone. Dispiace, ovviamente, che abbia colpito un nostro concittadino ed esprimo, a nome di tutta l'Amministrazione, la mia vicinanza e solidarietà alla famiglia. Quel che trovo intollerabile, invece, è il tentativo strumentale, dei soliti noti della politica locale, di cercare in ogni modo di tirare dentro l'Amministrazione, con fantasiosi teoremi, con l'unico risultato di ledere l'immagine della città di Valmontone. Una situazione inaccettabile per cui, come ho già annunciato in Consiglio comunale, ho dato mandato ai legali di denunciare chiunque, in modo squallido, continui ad infangare arbitrariamente l'immagine della nostra Valmontone".

Lo dichiara il sindaco Alberto Latini intervenendo ufficialmente sul caso dopo che la vicenda del cosiddetto "video hard" è stata portata addirittura in Consiglio comunale, e raccontata in modo distorto da un organo di informazione che non era presente al momento della discussione.

"Non è accettabile - ribadisce Latini - che da qualche giorno il nome di Valmontone sia associato a questo video hard. Personalmente trovo anche incomprensibile, per il rispetto della privacy del cittadino, che un consigliere comunale di minoranza abbia voluto addirittura renderne pubblico il nome in aula, nonostante il presidente del Consiglio comunale Mirko Natalizia si affannasse a spiegargli che, quando si parla di vicende che riguardano specifiche persone, l'aula deve essere prima sgomberata. E non solo perché lo dice chiaramente il regolamento ma anche per questioni di semplice buon senso".

"Come se non bastasse quanto detto in aula - aggiunge il sindaco - il consigliere è tornato a parlare del privato cittadino anche sui media con l'affermazione 'stavo chiedendo al Sindaco cosa avesse intenzione di fare su questa triste vicenda che sta infangando il nome della nostra città e di tutti noi amministratori pubblici, visto che ******* ha affermato di aver denunciato (senza fare nome) uno sciacallo che avrebbe ripreso e diffuso il video e che addirittura questa farebbe parte dell'amministrazione comunale'. Affermazione gravissima che, oltre a violare di nuovo la privacy della vittima facendone il nome, lo porta ad offendere il Consiglio comunale tutto dando dello sciacallo ad un consigliere senza nome, e quindi a tutti, solo sulla base di vaghe accuse riferite da altri, senza nomi e senza alcunché di reale. Questo sì che è sciacallaggio e sciacalli sono coloro che, magari utilizzando ulteriori elaborazioni informatiche, cercano di trarre vantaggio politico strumentalizzano una vicenda così triste a danno di Valmontone. Una situazione, è evidente, come sindaco della città non posso più tollerare".

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