Valmontone, Petrassi; bena la casa della Pace Vittorio Arrigoni

“Parlare di pace è sempre un messaggio positivo, un messaggio di grande speranza e l’idea di costruire una Casa della Pace qui a Valmontone con l’importante contributo della

Piero-Petrassi-PP

“Parlare di pace è sempre un messaggio positivo, un messaggio di grande speranza e l’idea di costruire una Casa della Pace qui a Valmontone con l’importante contributo della

Regione Lazio e voluta dall’Amministrazione comunale, assume un valore in più, perché, da argomento ideale, la pace diventa anche un luogo fisico, uno spazio in cui la testimonianza diventa presenza, incontro, dialogo quotidiano” lo ha dichiarato oggi il consigliere Petrassi nel suo intervento in occasione dell’inaugurazione della Casa della Pace “Vittorio Arrigoni” a Valmontone.

“Parlando di pace fra i popoli – ha proseguito Petrassi -, il pensiero corre immediatamente allo straordinario processo di integrazione dell’Europa. Un’Europa che 60 anni fa, letteralmente devastata da conflitti mondiali, ha saputo trovare il coraggio di rialzarsi e recuperare le ragioni di un progetto di pace attraverso l’unione, attraverso la condivisione di un destino comune, superando divisioni profonde fino ad abbattere i muri fisici e simbolici del passato.”

Il Presidente Petrassi ha quindi voluto rivolgere un pensiero all’attualissimo dramma di migliaia e migliaia di uomini e donne, vecchi e bambini, che fuggono dagli stenti e dai conflitti dei loro paesi per cercare una vita dignitosa e di pace altrove: “se oggi ragionassimo solo in termini di nuovi muri e fili spinati invece che in termini di accoglienza, faremmo un grave passo indietro. Rischiamo di tradire il significato più intimo della nostra Unione, che quei muri è riuscita ad abbattere. Che senso ha un’Europa che lascia alle frontiere tanta gente disperata?”

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“Vorrei allora ricordare – ha concluso Petrassi - le parole di Papa Francesco: “Ripeto a voce alta: non è la cultura dello scontro, la cultura del conflitto quella che costruisce la convivenza nei popoli e tra i popoli, ma questa: la cultura dell’incontro, la cultura del dialogo; questa è l’unica strada per la pace. Il grido della pace si levi alto perché giunga al cuore di tutti e tutti depongano le armi e si lascino guidare dall’anelito di pace. La pace è frutto di una cultura di solidarietà, misericordia e compassione”.

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