Duro botta e risposta tra Fontana (M5S) e Delle Cese (Cosilam) sul depuratore di Villa Santa Lucia

Il Presidente del Consorzio del Lazio Meridionale, proprietario dell'impianto dissequestrato nella Bassa Ciociaria, replica alle critiche della Deputata frusinate del Movimento 5 Stelle

Il depuratore Cosilam di Villa Santa Lucia

Ho letto le dichiarazioni dell’Onorevole Fontana relativamente alla questione dell’impianto di depurazione di Villa Santa Lucia (dissequestrato lo scorso 28 febbraio, ndr) e sono rimasto sorpreso nel constatare che un Deputato della Repubblica Italiana intervenga su un tema così delicato con forti imprecisioni e tanto pressapochismo", replica il Presidente del Cosilam Marco Delle Cese alla Portavoce M5S alla Camera, che aveva definito la vicenda "l’emblema di un fenomeno che vede proprio nel Lazio un triste primato, quello di avere nel territorio della provincia di Frosinone la maggior parte degli impianti di depurazione industriale e urbani fuori uso, sequestrati o ancora da completare". 

Cosa aveva detto Ilaria Fontana

"In questi ultimi giorni - ha lamentato la Parlamentare frusinate pentastellata - abbiamo assistito al sequestro di un impianto di depurazione che riceve le acque reflue industriali di una cartiera (la "Reno De Medici", ndr). Al netto del possesso da parte del gestore del depuratore di una regolare autorizzazione ambientale allo scarico o meno, le conseguenze cambiano poco: in questo caso la Procura di Frosinone (lapsus, ndr) ha contestato scarichi idrici inquinati oltre i limiti di legge e l’assenza di autorizzazione. Se l’autorizzazione ci fosse stata, la Procura avrebbe contestato gli scarichi idrici oltre i limiti e avrebbe sospeso o revocato l’autorizzazione stessa. Un depuratore che non ha funzionato a dovere e che, come conseguenza, pone seri problemi ai 300 lavoratori della cartiera vista la necessità di dover sospendere la produzione industriale (poi sbloccata, ndr)".

Come le risponde Marco Delle Cese

"Avrebbe fatto bene a leggere gli atti o a chiedere informazioni prima di lanciarsi in una disamina generica e senza fatti concreti -  controbatte il Presidente del Consorzio per lo Sviluppo Industriale del Lazio Meridionale (Cosilam) - Intanto bisogna precisare che il provvedimento della Procura di Cassino, e non di Frosinone come da lei affermato, si basa su uno sforamento che sarebbe stato registrato nel 2018 a seguito di un campionamento fatto con metodi inadeguati. E questo non lo affermo io, ma i giudici del Tribunale del Riesame".

Fontana su controlli e indagini

"La fotografia perfetta di una situazione purtroppo in atto da anni - aveva aggiunto l'altresì componente della Commissione Ambiente della Camera - e sulla quale le autorità competenti in materia di autorizzazioni allo scarico e in materia di tutela delle acque devono assolutamente correre ai ripari al più presto, per evitare un nuovo caso come quello del depuratore di Anagni che con finanziamenti per il completamento da quasi vent’anni è ancora lì fermo in attesa del completamento della rete fognariaScarichi fuori limite di legge, indagini antimafia sulla gestione dei fanghi e un impatto altamente negativo sullo sviluppo economico dell’area: una serie di problematiche non da poco per degli impianti come i depuratori di acque reflue che di fatto dovrebbero essere dei presidi ambientali".

La replica alle suddette dichiarazioni

"In questa vicenda non è mai stata coinvolta l’Antimafia - ci tiene a precisare il Presidente del Cosilam Marco Delle Cese - e non ci sono mai state indagini in tal senso che abbiano riguardato le strutture del Consorzio. Piuttosto l’Onorevole Fontana - si scaglia poi dovrebbe dirci dove si trovava nei venti giorni in cui noi, la società AeA (gestore del depuratore, ndr), i Comuni e i sindacati abbiamo lavorato incessantemente per riuscire a risolvere una difficile situazione che rischiava di generare un danno occupazionale enorme. Nessuna presenza, nessun intervento, nessuna interrogazione. Ciò che abbiamo avuto in questi venti giorni da parte sua è stato un silenzio assordante".

Le conclusioni della Deputata Cinque Stelle

"Ci si chiede - aveva fatto presente, infine, la pentastellata Fontana - quanto lo Stato e la collettività dovranno ancora pagare per l'incapacità gestionale degli enti e dei soggetti gestori attualmente responsabili del comparto di depurazione delle acque e dei reflui. In Regione è stato approvato il disegno di accorpamento dei consorzi industriali nei quali operano l'Asi (Consorzio Industriale di Frosinone, ndr) e il Cosilam, così come è stato approvato il nuovo Piano di Tutela delle Acque ad inizio anno, ma siamo ben lontani da vederne ancora i frutti".

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L'affondo finale del Presidente del Cosilam

"Da lei che siede nelle fila della maggioranza parlamentare - conclude il Presidente Delle Cese - ci aspetteremmo atti concreti per garantire le risorse economiche per programmare nuovi investimenti. Da parte nostra c’è la piena disponibilità a collaborare, così come ho avuto modo di dire all’Onorevole nell’incontro che abbiamo avuto su nostro invito al Cosilam, ma su fatti, risorse e investimenti. Le chiacchiere, quelle finalizzate solo ad apparire, non ci interessano”.

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