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Helga Miraglia

Helga Miraglia

Zagarolo, conosciamo meglio Helga Miraglia. Candidata con la lista civica Lorenzo Piazzai Sindaco

Continuiamo il nostro giro conoscitivo tra le candidate ed i candidati in vista delle prossime elezioni amministrative di fine maggio a Zagarolo. Questa volta vi presentiamo Helga Miraglia candidata con la lista civica Lorenzo Piazzai sindaco per...

Continuiamo il nostro giro conoscitivo tra le candidate ed i candidati in vista delle prossime elezioni amministrative di fine maggio a Zagarolo. Questa volta vi presentiamo Helga Miraglia candidata con la lista civica Lorenzo Piazzai sindaco per Zagarolo.

Helga Miraglia, di origini milanesi, cinque anni fa si è trasferita a Zagarolo . È assistente sociale segue, alcuni progetti di inclusione sociale della Croce Rossa e collabora con un sito di formazione rivolto alle famiglie.

Membro del consiglio di circolo della Scuola de Amicis, si è sempre impegnata attivamente per affermare la centralità della scuola nella vita sociale.

"Io e mio marito abbiamo scelto questo paese perché volevamo offrire ai nostri figli una vita migliore rispetto alla città. Ben presto ci siamo accorti che la periferia si era trasferita in campagna, nel senso che molte delle famiglie che vivono a Zagarolo non sono entrate a far parte del tessuto sociale del paese. Infatti non possiamo dire di godere degli aspetti positivi di vivere in un piccolo centro per la mancanza di centri di aggregazione e per il fatto che molte famiglie vivono lontane tra di loro in colli, poco collegati tra loro e privi di spazi pubblici.

Quasi la metà della popolazione di Zagarolo è composta da persone che vanno dai 25 anni e non superano i 54 anni , la fascia di età tra i 6 anni e 25 anni costituisce il 20% della popolazione. Questo vuol dire che nel nostro territorio le famiglie con figli sono numerose. Ed a queste dobbiamo guardare per una qualsivoglia progettazione politica. E sottolineo Progettazione, non possiamo continuare ad edificare palazzine senza creare servizi di urbanizzazione, collegamenti, centri di aggregazione, sviluppo sociale ed economico. È il momento di mettersi a tavolino è progettare colle per colle, quartiere per quartiere le azioni da fare , gli obbiettivi da raggiungere e i momenti di valutazione necessari.

Non si può progettare se non hai presente la popolazione che amministri. Viviamo un momento di grande crisi, quindi non si può ignorare il fatto che le famiglie vivono un momento di disagio legata alla difficoltà economica, precarietà e contrazione del lavoro, come dimostrano anche i dati raccolti dai servizi che raccontano di nuovi utenti che non si erano mai presentati ai servizi sociali.

Come Asl RMG abbiamo un servizio di orientamento che attiva borse lavoro, ma a livello distrettuale e se consideriamo che Zagarolo ha 18 mila abitanti, abbiamo già fatto la valutazione dell'efficacia di questo servizio.

Leggendo il piano sociale di zona uno dei bisogni rilevati riguarda la difficoltà educativa, che va dal bisogno di sentirsi orientati e sostenuti nei compiti educativi da esperti, scuole e servizi educativi, a situazioni più complesse che necessitano un maggiore investimento sulle responsabilità familiari, per esempio il Bullismo.

Che dire poi della mancanza di servizi di supporto per i bambini dai 0 a tre anni.

Un dato allarmante dalla lettura delle problematiche familiari si riferisce all'aumento di pazienti psichiatrici di età compresa tra i 16 anni e i 25 anni, dove emerge una forte correlazione tra malattia mentale e uso di sostanze psicotrope. Quindi ritorna a gran forza il tema della socializzazione e della necessità di centri o forme di aggregazione giovanile a prevenzione delle devianza, ma anche semplicemente a favore del benessere dei nostri figli, e come si dice quando stanno bene i figli stanno bene i genitori.

A partire da queste considerazioni diventa essenziale saper progettare per le famiglie secondo queste direttive: difficoltà economiche, lavorative, alloggiative, sostegno alla genitorialità, aggregazione e socializzazione, collegamenti e urbanizzazione dei colli.

Parlando di famiglie non mi sono soffermata a quelle con minori disabili e anziani non autosufficienti, qui l'insufficienza di servizi domiciliari impedisce alle donne di poter lavorare fuori casa e così contribuire al reddito familiare, oltre al fatto che spesso proprio l'impoverimento del tessuto sociale in atto produce per loro maggiore isolamento.

Il saper progettare in queste direttive non vuol dire dare solo contributi economici, vista la penuria del Bilancio, ma saper generare servizi attraverso il reperimento di fondi, mi riferisco per esempio ai fondi disponibili per i nidi convenzionati e per i progetti di sostegno alla genitorialità. Vuol dire anche saper utilizzare strutture già esistenti come Scuole per momenti di socializzazione, migliorare il coordinamento delle associazioni per favorire l'accesso agli impianti sportivi ampliando l'offerta di discipline sportive per i giovani.

il paese oltre ad un piano di sviluppo sociale e di coesione , ha bisogno di un piano di sviluppo economico innovativo che sappia leggere il territorio che ha sempre avuto una vocazione enogastronomica e agricola, quindi anche in queste direzioni bisogna ragionare perché Zagarolo esca dall'empasse economico e sociale in cui si trova. In questo senso si parla di progetto nuovo, un progetto che ha la visione complessiva dei bisogni dell'intera comunità".

"Lavorerò per la coesione sociale del paese - ha chiuso la nostra chiacchierata Helga Miraglia con queste parole - partendo dalla valorizzazione delle strutture già esistenti come centri di aggregazione, in primis scuole e impianti sportivi,al sostegno di tutte le forme di auto-organizazzione civica e sociale".

DF

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