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Martedì, 25 Giugno 2024
Salute

Cos'è la "sindrome da rientro" nei bambini?

Riaprono le scuole ma la ripresa non sempre è semplice per bambini e ragazzi. Ecco perché

Si torna a scuola. Ma sono molti i bambini che potrebbero risentire - almeno inizialmente - del ritorno all'ordinarietà. Dopo tre mesi di stop, lontano dai banchi di scuola, infatti, c'è chi dovrà fare i conti con la cosiddetta "sindrome da rientro". Di cosa si tratta?

Se gli adulti, il più delle volte, al ritorno in ufficio dopo l'estate, accusano stanchezza e faticano a riprendere il ritmo, bambini e ragazzi potrebbero reagire al rientro a scuola con insonnia, irritabilità e non solo. Si tratta di una fase molto delicata, tanto che i pediatri dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù hanno diffuso un vero e proprio vademecum per affrontare il ritorno a scuola.

Cos'è la sindrome da rientro a scuola?

Il suono della campanella potrebbe portare con sè insonnia, sbalzi d'umore, mal di testa, ansia. Succede soprattutto nella prima settimana.

Per quanto riguarda i problemi del sonno, il bambino potrebbe faticare ad addormentarsi, oppure avere risvegli notturni. Entrano in gioco vari fattori: per prima cosa, molto probabilmente, durante l'estate i soliti orari di dormi-veglia sono saltati, il bambino è andato a dormire più tardi, si è svegliato ben oltre le 9 e riprendere la routine del sonno - come accade agli adulti - non è proprio una passeggiata. L'ideale sarebbe far abituare gradualmente il bambino alla ripresa, iniziando a ripristinare l'ordinarietà già qualche giorno prima del suono della campanella. Meglio anticipare di un po' la sveglia, così come l'orario in cui si va a dormire. Importante, inoltre, ripristinare la routine del sonno (questo vale per i più piccoli), con il bagnetto, il lavaggio dei dentini, la lettura della storia e tutte quelle altre abitudini serali che aiutano a conciliare il sonno sereno e continuo per tutta la notte.

Il mal di testa, così come gli sbalzi d'umore, invece, sono spesso la conseguenza di un cambio radicale delle abitudini giornaliere. Se durante l'estate il bambino è stato abituato a trascorrere tante ore all'aria aperta, ritrovarsi in una classe per 6-8 ore (seppur con qualche sosta ricreativa) inizialmente potrebbe pesare e provocare i sintomi sopra elencati. 

L'ansia potrebbe generare anche da alcune paure che il bambino o il ragazzo hanno nel ritornare nell'ambiente scolastico: paura di non essere accettati, ansia delle interrogazioni, paura delle novità, compiti delle vacanze non finiti. Meglio affrontare il problema con i propri figli se si notano nervosismo e tensione eccessiva. 

Come evitare lo stress da rientro

A metterci il carico c'è anche la pressione che, molto spesso, gli adulti mettono ai bambini, seppur involontariamente. Il genitore, infatti, al mattino, sprona il bambino ad alzarsi ad una determinata ora, lavarsi, fare colazione, vestirsi, tutto entro determinati orari per evitare ritardi a scuola e a lavoro. Per ovviare all'ansia e al nervosismo che gli orari rigidi e gli obblighi familiari potrebbero generare, meglio porsi in modo sereno, calmo, paziente e anticipare tutto. La doccia serale permetterà al bambino di lavare, al mattino, solo denti e viso. Lo zaino pronto la sera prima toglierà un obbligo mattutino. Anche preparare i vestiti sulla sedia la sera prima è una sana abitudine. Per primi noi adulti dovremmo anticipare i tempi (e magari anche la sveglia) per fare tutto con maggiore calma. 

Rispettare i tempi dei bambini, con particolare attenzione in questi primi giorni di scuola, sarà la chiave per riprendere la routine senza traumi.

Non solo doveri

Un'ultima attenzione da avere, non meno importante delle precedenti, è quella di alternare il dovere al piacere (cosa che bisognerebbe fare sempre, ma ancor di più in questi primi giorni di lezioni). Dopo la scuola portate i bambini al parco, fateli giocare, regalategli del tempo all'aria aperta per liberare la mente da eventuali tensioni e regalare loro stabilità e serenità.

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