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Quali sono i migliori vini della Ciociaria

La Ciociaria è terra di briganti, di balie, di panorami mozzafiato ma anche di buon cibo e soprattutto di ottimi vini

I vini di qualità della Ciociaria sono molti e dal gusto deciso e tra i più rappresentativi indichiamo principalmente il Cesanese del Piglio, vitigno autoctono (rosso) 1ª Docg del Lazio e la Passerina del Frusinate (bianco IGT) tra i comuni di Anagni Piglio, Paliano, Serrone e Acuto. Nella Valle di Comino si produce un eccellente Cabernet Atina Doc e una piacevole sorpresa è il Maturano, ma non mancano altri vitigni riscoperti.

CABERNET DI ATINA DOC

Il Cabernet è arrivato nella Valle di Comino nel 1860 grazie all’agronomo Pasquale Visocchi che importò dalla Francia alcuni vitigni, sia a bacca rossa come Cabernet Franc SauvignonMerlotSirah e Gamay; altri a bacca bianca come Pinot BiancoSemillon e Roussane. La Cantina Visocchi iniziò la sua attività intorno al 1868 e all’epoca trasformava circa 4.000 quintali di uva e i suoi vini erano esportati in tutto il mondo. Questa grande produzione durò per quasi cento anni. Negli anni ’50 infatti, il latifondo Visocchi iniziò ad essere smembrato e si ebbe quindi una drastica riduzione delle superfici vitate. Nel 1999 un gruppo di appassionati viticoltori guidato da Giovanni Palombo è riuscito ad ottenere il riconoscimento dell’Atina D.O.C. e riportare i vini della zona alle antiche glorie; è nato così il Cabernet di Atina. Le aree di produzione si estendono nei comuni di Atina, Gallinaro, Belmonte Castello, Picinisco, Sant’Elia Fiumerapido, Alvito, Villa Latina, San Donato Val di Comino, Vicalvi, Casalattico, Casalvieri, Settefrati. Nel 2011 è stato poi modificato il disciplinare di produzione per la Atina Doc con l’inserimento tra i vitigni ammessi dell’Atina Semillon.

Il Cabernet di Atina è un vino corposo, sincera espressione di un’area vocata con un microclima unico. I vitigni che rientrano nella composizione del vino Atina Cabernet DOC sono Cabernet sauvignon e/o Cabernet franc min.85%. Le caratteristiche organolettiche del Atina Cabernet DOC prevedono un colore rosso rubino Il profilo olfattivo del vino Atina Cabernet DOC è fruttrato e al palato risulta armonico, di corpo, secco. Un vino caldo e vellutato, adatto ad abbinamenti con i piatti tradizionali, primi piatti con condimenti decisi, carni rosse e formaggi stagionati.

Zona di produzione: Atina, Gallinaro, Belmonte Castello, Picinisco, Sant’Elia Fiumerapido, Alvito, Villa Latina, San Donato Val di Comino, Vicalvi, Casalattico, Casalvieri, Settefrati

CESANESE DEL PIGLIO DOCG

Nell’area del Piglio e dintorni si coltiva la vite sin dall’antichità. Non si hanno notizie certe circa l’origine del vitigno, ma dai documenti comunali di Piglio risultano vigneti già nel ‘400. Leggenda vuole che il Cesanese del Piglio fosse il vino prediletto da Federico II di Svevia che soleva accompagnarlo alla cacciagione, mentre, testimonianze più certe indicano questo vino come il preferito dai Papi di Anagni, Innocenzo III e Bonifacio VIII. Il Cesanese è certamente un vino antico ma soltanto negli ultimi decenni si è sviluppata una viticoltura professionale che ha portato, nel 1973 alla concessione della D.O.C. e nel 2008 al massimo riconoscimento della D.O.C.G. Prodotto nei comuni di Piglio, Serrone e parte di quelli di Anagni, Acuto e Paliano. Concorrono alla produzione di questi vini le uve Cesanese d’Affile e/o comune, coadiuvate da altri vitigni, riconosciuti dalla Regione Lazio, in misura non superiore al 10%. La denominazione di origine Cesanese del Piglio (o Piglio) DOCG è riferita a 3 tipologie di vino rosso (base, superiore e riserva) che hanno le seguenti caratteristiche:

  • Cesanese del Piglio: buona struttura e presenza di buone dotazioni polifenoliche e tanniche polimerizzate, che conferiscono al vino carattere di pienezza di corpo, assenza di ruvidezza e buona longevità. Il prodotto presenta un colore rosso rubino con riflessi violetti, odore intenso con sentori fiorali e fruttati (bacche e drupe) tipici delle cultivar, sapore secco, armonico di giusto corpo.
  • Cesanese del piglio Superiore: Ha le stesse caratteristiche organolettiche del Cesanese del piglio base, ma presenta una gradazione alcolica minima di 13° rispetto ai 12° della versione base, inoltre  può essere messo in commercio a partire dal 1. Luglio dell’anno successivo alla vendemmia (1. Febbraio per la versione base)
  • Cesanese del Piglio Riserva: La tipologia di Cesanese del piglio Superiore se sottoposta ad un periodo di invecchiamento non inferiore a 20 mesi, di cui 6 mesi di affinamento in bottiglia e con un titolo alcolometrico minimo di 14,00% vol, può fregiarsi della menzione aggiuntiva "Riserva". Le caratteristiche organolettiche del Cesanese del Piglio Riserva sono analoghe a quelle del Cesanese del Piglio Superiore fatta salva la possibilità di un leggero sentore di legno se per l’affinamento sono stati usati contenitori di questo materiale.

Al palato tutti i vini presentano un’acidità normale, un amaro poco percepibile, poca astringenza, buona struttura (a volte tendente al debole nella tipologia di base), che contribuiscono al loro equilibrio gustativo.

Dal colore rosso rubino intenso con riflessi tendenti al violaceo. Si presenta con un bouquet carico di aromi floreali e frutti a bacca rossa. Al palato risulta pieno e caldo, merito dei tannini mai troppo forti che donano un’armonia unica. Queste caratteristiche fanno del Cesanese del Piglio un vino sempre elegante che ben si presta a piatti della tradizione, soprattutto secondi di carne come il classico agnello al forno o le carni alla brace.

Zona di produzione: Piglio, Serrone, Anagni, Acuto, Paliano

PASSERINA DEL FRUSINATE I.G.T.

La Passerina del Frusinate I.G.T. è lo storico bianco del territorio. Le uve di Passerina si coltivano in tutta la Ciociaria, non soltanto nelle aree vocate. La Passerina del Frusinate è un vino bianco secco ottenuto da uve autoctone caratterizzato da una profumazione vivace e fruttata e da un sapore asciutto che richiama i profumi della terra.

Questo vino negli ultimi anni ha vissuto una crescita notevole in termini di qualità, frutto del duro lavoro e dell’attenzione dei viticoltori. Di colore giallo paglierino con lievi riflessi dorati, la Passerina ha un bouquet fruttato, con sentori di mela verde e paglia fresca, al palato rivela invece un sapore asciutto. Adatto agli abbinamenti con minestre e primi piatti a base di verdure, alle carni bianche e si affianca dignitosamente anche ai piatti di pesce grigliato.

Il Maturano bianco, insieme al Capolongo, al Lecinaro e al Pampanaro, va a costituire un patrimonio vitivinicolo ritrovato. Si tratta di vitigni autoctoni della Valle di Comino, riscoperti negli ultimi anni grazie a un accurato lavoro di censimento presso antichi vigneti dell’area. Queste uve, oggetto di sperimentazioni e microvinificazioni per diversi anni, sono ormai presenti in molte aziende della zona. Tra i vitigni di maggior soddisfazione spicca il Maturano bianco che si distingue per le sue spiccate note minerali e fruttate.

I vitigni autoctoni attualmente censiti e riconosciuti sono sette: quattro bianchi, Maturano biancoCapolongoPampanaro, uva Mecella; tre rossi: Maturano neroLecinaro e uva Giulia. Nel 2011, Maturano bianco, Capolongo, Lecinaro e Pampanaro, sono stati inseriti tra i vitigni ammessi alla produzione dell’I.G.T. del Frusinate.

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