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Martedì, 25 Giugno 2024
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I sei dolci tipici ciociari

Gustosi, friabili e profumati ecco i dolci da provare assolutamente in provincia di Frosinone! Ce ne sono molti altri come le ciambelline al vino, i mostaccioli...tutti da assaggiare!

Molti e variegati sono i dolci della tradizione ciociara: quello che li lega è senz’altro l’amore che viene impiegato nel farli e il loro sapore genuino e tradizionale. Ecco i sei dolci tipici della Ciociaria.

Il panpepato di Anagni 

Molte sono le leggende che cercano di ricostruire l’origine di questo dolce che viene a tutt’oggi fatto in ogni casa nel periodo invernale e soprattutto natalizio. Tra gli ingredienti principali c’ è la frutta secca, in particolare nocciole, mandorle, uvetta, pinoli e noci, amalgamata con il miele e aromatizzata spesso con cannella e pepe nero, in una profusione di cioccolato fondente. Una volta terminata la lavorazione il composto viene lasciato riposare per 12 ore, prima di preparare piccole pagnottine che vengono poi cotte. Tipico del periodo natalizio. Da leccarsi i baffi!

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Il panfrutto di Ferentino

Si tratta di un dolce semplice e prodotto in questa zona almeno a partire dal 1800. Ha forma circolare simile a una ciambellina il cui impasto morbido e fragrante si distingue per la particolare consistenza. Il Panfrutto è un dolce realizzato da un impasto base di farina, zucchero, uova e lievito, a cui viene aggiunto miele di acacia, burro, vaniglia, cioccolato fondente, olii essenziali agli agrumi e una particolare infusione di bergamotto. Una volta realizzato, l’impasto viene lasciato riposare in lievitazione per 36 ore e dopo viene lavorato negli appositi stampi e cotto in forno. Il Panfrutto ha forma circolare simile a una ciambella, l’impasto è morbido, fragrante e si distingue per la particolare consistenza. La zona di produzione comprende i comuni di Ferentino, Alatri, Anagni e Fiuggi.Ottimo assieme al caffè o al liquore post pranzo!

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I Torroncini di Alvito

Si tratta di dolcini tradizionali del XVIII secolo probabilmente derivati dalla pasticceria borbonica. La ricetta è stata poi codificata nel 1850 e da allora, viene tramandata di padre in figlio e mantenuta segreta. Di forma rettangolare sono prodotti in tre tipologie: classico, pasta reale e croccantino. Possono essere ricoperti di cioccolato fondente e scaglie di caffè. Sebbene riproposti in diverse maniere seguendo l’estro dei pasticceri, gli ingredienti base sono: mandorle, nocciole, miele, zucchero caramellato e cioccolato. I piccoli dolci, di forma rettangolare, sono prodotti in tre tipologie: classico, pasta reale e croccantino; variano anche le consistenze, dal morbido al duro e possono essere ricoperti di cioccolato fondente e scaglie di caffè. Vengono prodotti più di dieci gusti differenti di torroncini, ma per tutti gli ingredienti base sono gli stessi: mandorle, nocciole, miele, zucchero caramellato e cioccolato.

La cassata di Pontecorvo 

Si tratta di un dolce a base di “case” cioè formaggio. Secondo una leggenda che affonda la sua origine nel XV secolo, la Casata sarebbe stata confezionata, per la prima volta, in onore della visita di un Papa alla città di Pontecorvo che dal 1463 al 1860 venne prescelta quale sede per l’enclave. All’interno il dolce rivela i suoi in gradienti attraversi i tre diversi strati: il giallo dell’uovo, il bianco del formaggio e il marrone del cioccolato. Normalmente le donne si destreggiano con la produzione di questo dolce in concomitanza con le festività pasquali. Ma viene realizzata anche per la festa patronale di Pontecorvo San Giovanni.

L’amaretto di Guarcino 

Questo è sicuramente uno dei dolci più noti e più amati anche al di fuori del territorio ciociaro. Si tratta di un dolce semplice, di forma arrotondata e con un impasto soffice poggiante su dischetti di ostia. Difficile dire quando venne introdotta sulla tavola questa ricetta. Secondo un’antica leggenda, questa sarebbe stata trasmessa da un fraticello pellegrino come ringraziamento per l’ospitalità ottenuta presso una delle famiglie di Guarcino. Da allora, la ricetta si è tramandata di generazione in generazione sempre nel più assoluto riserbo. L’Amaretto di Guarcino è prodotto da tempo immemore nel piccolo borgo medioevale di Guarcino, è il vessillo della cultura gastronomica cittadina. Gli Amaretti di Guarcino, composti di mandorle dolci e amare, albume d’uovo, zucchero e ostia, si distinguono da altre produzioni simili per la spiccata morbidezza, hanno forma leggermente ellittica e un sapore delicato.

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La pigna di Arpino

A Pasqua sulle tavole ciociare, dalle parti di Arpino non può assolutamente mancare la pigna! A prima vista sembra un panettone ricoperto in cima di glassa e confetti colorati. I suoi ingredienti principali sono uova, farina, zucchero e canditi (qualcuno vi aggiunge anche olio di semi e uva passa), si aggiungono poi vari aromi anice, limone, arancia, vainiglia… ma ognuno ha la sua personalissima ricetta, come pure per il “mischietto” (una soluzione ottenuta mescolando diversi liquori che possono essere strega, vermut, rum, vino bianco), sono soprattutto questi ultimi ingredienti a dare alla pigna il suo particolarissimo profumo..La lavorazione è lunga (almeno 4 giorni) e l’impasto duro richiede notevole energia. Alla fine il risultato è quello di un dolce mediamente dal peso di 1kg, ricoperto da una glassa di zucchero fondente.

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