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Pastena, la tradizione della festa della S.S. Croce o del Maggio

Una tradizione antica che ancora oggi si ripete da aprile fino al 3 maggio con figure salienti e date impossibili da dimenticare

Il “Maggio” è una festa di primavera legata ai riti propiziatori di fertilità e di raccolta che si svolge ancora oggi a Pastena. I preparativi della festa, infatti, sono legati ad antiche usanze cerimoniali, come la preparazione alla caccia e i sacrifici degli animali. Il “Maggio” si lega così al passaggio dall’età della caccia a quella della coltivazione. La manifestazione, un misto straordinario di ritualità religiosa e profana, è caratterizzata da vari momenti propiziatori che raggiungono il culmine dal 30 aprile al 3 maggio.

Le date più significative

Il 15 aprile una commissione va alla ricerca dell’albero più bello e più alto, di solito un cipresso, e si dice che “cerca il maggio”, sulla corteccia dell’albero prescelto il Mastro di Festa incide una croce. Il 30 aprile, all’alba, inizia la festa vera e propria  con  la cerimonia del “Taglio del Maggio”: dopo che il sacerdote ha recitato il rosario e benedetto la pianta, il Mastro dà il primo colpo d’ascia all’albero a cui poi seguono quelli degli altri partecipanti. Una volta abbattuto e sfoltito dei rami, viene trainato da diverse coppie di mucche che si alternano lungo tutto il percorso, seguite da un gran corteo di persone. L’albero viene portato in paese e lasciato in prossimità del Comune fino alla sera stessa quando allo scoccare della mezzanotte viene portato nella piazza principale del paese da un corteo simile a quello della mattina.

Sempre la sera del 30 Aprile verso le 23.30  avviene la cerimonia de ”l’Abbusso”, forse la più emozionate e  sentita dal popolo pastenese: il parroco, con in mano il crocifisso sul quale è incastonata la reliquia della SS. Croce, si reca a casa del Mastro, dove bussa due volte senza ottenere risposta. La terza volta il Mastro  risponde “Chi è?”. Il parroco quindi replica “La SS.Croce che viene a visitarvi”. A questo punto il Mastro apre la porta e nell’euforia e nell’emozione generale accoglie la reliquia in casa fino al 3 maggio. Il primo maggio , nella piazza principale del paese, il tronco viene ripulito, addobbato in cima con un mazzo di ginestre e innalzato.

Il 3 maggio ha luogo la Festa della SS. Croce (giorno nel quale la Chiesa ricorda il ritrovamento del legno della Croce nella prima metà del IV secolo da parte della patrona del paese Sant’Elena, madre dell’imperatore Costantino). Dopo la santa messa, si svolge la solenne processione, durante la quale i fedeli seguono la statua di Sant’Elena posta su un trono realizzato nel 1899.

Nel pomeriggio si svolge "l’ascesa al maggio”: il tronco viene cosparso di grasso trasformandosi in un “albero della cuccagna” che i giovani del paese devono scalare, dopo averlo pulito con stracci e cenere, per arrivare ai doni sulla vetta: liquori, salumi, denaro e la classica ciambella con una croce di pasta lavorata al centro. Dopo aver proclamato il vincitore, il parroco va a casa del Mastro per riprendere la reliquia della SS.Croce e riportarla in chiesa, dove si celebra la Santa Messa del Possesso e avviene il passaggio di consegne tra il vecchio ed il nuovo mastro di festa che si occuperà della festa dell’anno successivo.

I protagonisti

“Le Donne Addette alla Preparazione dei Dolci”
A casa del mastro di festa il 15 aprile inizia la preparazione dei dolci, che verranno consumati durante i festeggiamenti. Le donne lavorano ininterrottamente, giorno e notte, dandosi il cambio. Ci sarà un tavolo imbandito sempre a disposizione di tutti coloro che vogliono andare a portare “la scerpa” (offerta che viene fatta da tutta la popolazione al Mastro di festa e consiste generalmente in prodotti che occorrono per la preparazione dei dolci), in cambio viene offerto un sacchetto di dolci con una immaginetta della S.S. Croce. I dolci caratteristici sono le ciambelle cresciute, ricetta unica custodita gelosamente dalle donne, insieme ai ciambelloni che saranno consegnati a tutti gli addetti.

“I Fucilieri”
Gruppo di uomini muniti di fucile che sparano colpi a salve, durante l’abbattimento, il traino e l’innalzamento del maggio.

“Il Mastro di Festa”
E’ colui che rappresenta la comunità nello svolgimento dei festeggiamenti religiosi e tradizionali, in tutta la loro durata.

“La Vitella Sacra”
Si tratta di una giovenca di pochi mesi che richiama alla mente la simbologia del “sacrificio”. Il 1° aprile il Mastro di Festa la fa benedire sul sacrato della chiesa e viene lasciata libera nei campi. I contadini quando la vedono si fanno il segno della croce, considerando quella presenza come una benedizione.

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