Domenica, 14 Luglio 2024
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Vittorio De Sica: un ciociaro doc

Vittorio De Sica, all'anagrafe Vittorio Domenico Stanislao Gaetano Sorano De Sica è uno dei fondamentali protagonisti della cinematografia italiana

Vittorio De Sica, all'anagrafe Vittorio Domenico Stanislao Gaetano Sorano De Sica è uno dei fondamentali protagonisti della cinematografia italiana. È considerato uno dei padri del neorealismo e uno dei maggiori registi e interpreti della commedia all'italiana. I suoi film Sciuscià, Ladri di biciclette, Ieri, oggi, domani e Il giardino dei Finzi Contini hanno vinto l'Oscar al miglior film in lingua straniera, premio al quale fu candidato anche Matrimonio all'italiana. Nasce a Sora, da Umberto, impiegato della Banca d’Italia e Teresa,casalinga, una famiglia della piccola borghesia, ma a un anno di età si trasferiscono a Napoli dove trascorre gli anni della fanciullezza e dove si diletta di recitazione sin da giovanissimo. E’ per questo che agli inizi degli anni ’50-’60 lo si credeva napoletano. Poi visse a Firenze ed infine a Roma.

In cinema esordisce nel 1918, a soli 17 anni, rivestendo un ruolo secondario nel film Il processo Clèmenceau, di Eduardo Bencivenga, addirittura al fianco del mito Francesca Bertini. Nel 1922 ritorna per la prima volta a Sora, in occasione di festeggiamenti di carattere patriottico e sociale. Qui, accompagnato al pianoforte dal padre Umberto recita “La canzone del Piave”, riscuotendo un grande successo ed un caloroso consenso da parte dei sorani. Un emergente architetto e scenografo sorano, Antonio Valente, lo presenta e introduce nell’ambiente teatrale, campo anch’esso ambito da De Sica, facendolo entrare nella compagnia di Tatjana Pavlova, nella quale Vittorio viene impegnato subito in una piccola parte da cameriere nella commedia Sogno d’amore. Fu una apparizione, ma bastò ad accendere in Vittorio la scintilla dell’amore per il teatro, che lo porterà spesso e volentieri sul palcoscenico. Infatti egli interpretando con bravura la parte di Gastone ne La signora delle camelie, sempre con la compagnia della Pavlova, fece una grande tourneè in Sud America nel 1924, riscuotendo un notevole successo. La sua attività di attore teatrale viene intercalata, con grande disinvoltura, con quella di attore cinematografico, cosa che non è facile per il motivo che i due tipi di recitazione sono completamente diversi, nei tempi, nei ritmi e toni, ma Vittorio passava con naturalezza da un ruolo all’altro. Nel 1931, prima di diplomarsi ragioniere, sostenendo gli esami presso l’Istituto Tecnico “Leonardo Da Vinci” a Roma, ebbe l’onore di recitare con un altro mito, Emma Gramatica, nel film La vecchia signora.

Il 10 aprile 1937, ad Asti, Vittorio sposa Giuditta Rissone, che aveva conosciuto dieci anni prima entrando nella compagnia teatrale Almirante-Rissone-Tofano, con il ruolo di attor giovane. Dalla loro unione nascerà la figlia Emi. Senza però tralasciare il cinema, Giuditta e Vittorio interpretano insieme due film, La segretaria per tutti e Un cattivo soggetto. Nel 1940, a Cinecittà, conosce Maria Mercader, ma solo nel 1942 tra i due nasce una impetuosa storia d’amore che li terrà legati per 34 anni, fino alla morte di lui. Fino al 1948 alterna l’attività teatrale con quella cinematografica, quella dell’attore con quella del regista, cogliendo successo anche nel mondo della canzone con Parlami d’amore Mariù. Dopo essersi consacrato maestro del neorealismo con un’opera come Ladri di biciclette, che gli darà l’Oscar e la fama mondiale, Vittorio sente il desiderio di tornare a Sora, porta con sé anche la sua adoratissima Maria, ormai in attesa del loro primo figlio, che vedrà la luce il 24 febbraio del 1949 e a cui verrà imposto il nome di Manuel.

Due anni dopo, il 5 gennaio del 1951, Vittorio e Maria saranno ancora allietati da un altro figlio, a cui verrà dato il nome di Christian e tenuto a battesimo dal neo amico-collaboratore Cesare Zavattini. Sempre nello stesso anno Vittorio ritorna a Sora, ormai osannato da tutti i critici del mondo (ha vinto da poco il festival di Cannes con Miracolo a Milano). In quell’occasione Vittorio è commosso dal tripudio calorosissimo dei sorani, in un bagno di folla rimasto memorabile, guidati dal sindaco notaio Savona. Nel 1952 Vittorio attraversa l’Atlantico e si reca negli U.S.A. per perorare la causa dei neorealisti, e qui incontra altri due mostri sacri del cinema: Charlie Chaplin e il produttore Sam Goldwin. Nel 1956, durante la lavorazione di Montecarlo di A. Taylor, Vittorio frequenta spesso i casinò e perde più di 70 milioni di lire.

La ciociara

La ciociara è un film del 1960 diretto da Vittorio De Sica. Il soggetto è un adattamento di Vittorio De Sica e Cesare Zavattini dall'omonimo romanzo scritto da Alberto Moravia; nonostante le vicende siano romanzate è facile ravvisare analogie con gli episodi di violenza sui civili da parte delle truppe alleate, perpetrati durante la Campagna d'Italia.La pellicola è interpretata da Sophia Loren, Jean-Paul Belmondo, Eleonora Brown, Carlo Ninchi e Andrea Checchi. Per la sua interpretazione, Sophia Loren vinse il premio Oscar alla migliore attrice protagonista.

Curiosità sul film

Carlo Ponti, marito della Loren, che inizialmente doveva produrre il film per la Paramount, aveva pensato a George Cukor come regista, Anna Magnani (reduce dall'Oscar del 1956) come interprete di Cesira e Sophia Loren come Rosetta. La Magnani rifiutò quando seppe di dover interpretare la parte della madre della Loren, per una marcata differenza fisica legata all'altezza tra le protagoniste e suggerì a De Sica di far interpretare la parte della madre alla Loren. Ponti successivamente rinuncerà ai partner americani per la produzione, assocerà la sua Compagnia Cinematografica Champion a due co-finanziatori francesi e affiderà la distribuzione alla Titanus. Inoltre affiderà la regia a De Sica. Lo sceneggiatore Zavattini rimaneggerà il soggetto ringiovanendo Cesira, la quale avrebbe dovuto avere cinquant'anni, per poterla far interpretare alla Loren, allora venticinquenne. Data la giovanissima età (11 anni e mezzo) di Eleonora Brown, interprete della piccola Rosetta, regia e troupe non le parlarono apertamente di una scena di stupro, ma di violenza gratuita a suon di percosse, impostando il set e il movimento degli attori in tale caso come una sorta di "gioco". De Sica per far piangere la giovane, che non era un'attrice professionista, nella scena della morte di Michele le raccontò cose atroci, come la finta morte dei genitori in un incidente. Ai provini partecipò anche Raffaella Carrà per la parte di Rosetta, ma fu scartata perché giudicata troppo cresciuta per la parte

Gli anni ’60 e ‘70

La sua passione per il gioco, con alterne vicende, lo porta di nuovo a trovarsi in una situazione difficile nel 1964 a Londra (dove vi si è recato per interpretare Le avventure di Moll Flanders, di Terence Young), ma per fortuna l’amico produttore Saltzman lo aiuta mettendogli a disposizione il denaro occorrente, come anticipo per il futuro impegno di Vitttorio come regista del film Un mondo nuovo. Nel frattempo, dopo una permanenza di tre anni in Francia, De Sica prende la cittadinanza francese e riesce a sposare la sua amatissima Maria Mercader, testimone d’eccezione Roberto Rossellini. Pur soggiornando spesso a Parigi, dove possiede una casa, continua a lavorare senza sosta e senza risparmiarsi in Italia, interpretando e dirigendo ancora tanti film del calibro de I girasoli (1969), Il giardino dei Finzi Contini (1970), Lo chiameremo Andrea (1972), Il delitto Matteotti (1973) e C’eravamo tanto amati (1973). Ma Vittorio è minato nella salute, tanto che a seguito di un’operazione ai polmoni, muore a Neully (Francia) il 13 novembre del 1974. Il funerale fu celebrato, dopo tre giorni, nella basilica di San Lorenzo fuori le mura a Roma; riposa nel cimitero del Verano.

In televisione

Molto attivo anche sul piccolo schermo, sebbene non lo amasse molto, partecipò a diverse trasmissioni statunitensi e italiane di intrattenimento leggero come Il Musichiere (1960), Studio Uno (1965), Colonna Sonora (1966), Sabato Sera con Corrado (1967), Delia Scala Story (1968), Stasera Gina Lollobrigida (1969), Canzonissima con Corrado e Raffaella Carrà (1970-71) e nuovamente in quella del 1972/1973 con Pippo Baudo e Loretta Goggi e Adesso musica (1972), nonché nel ruolo del giudice chiamato a processare il burattino Pinocchio nello sceneggiato Le avventure di Pinocchio di Luigi Comencini (1972). Nel 1971 diresse due documentari, e inoltre molti uomini di cultura gli dedicarono diversi documentari onorifici.

Nel suo paese Natale, Sora, in Via Cittadella, è stata sistemata

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