Sabato, 16 Ottobre 2021
Calcio

Frosinone Calcio, il direttore Angelozzi a fine calciomercato: "Un grazie al Presidente Stirpe, vero primo tifoso di questa squadra"

Il direttore sportivo: "I tifosi è giusto che sognino ma noi società dobbiamo mantenere i piedi a terra"

Si è tenuta questa mattina la conferenza stampa del direttore sportivo del Frosinone Calcio Guido Angelozzi, il quale ovviamente si è soffermato sul calciomercato appena concluso che ha visto i ciociari tra le assolute protagoniste con diversi colpi di spessore per la Serie B. 

L'evoluzione del mercato - "Il calciomercato svolto ha portato sicuramente un tesoretto tecnico. Le occasioni che si sono venute a creare non erano programmate. Man mano sono successe delle cose che non ci aspettavamo come la vicenda Chievo e grazie alla proprietà siamo stati bravi a portarle a termine. Strada facendo abbiamo cambiato modo di fare. Una società come la nostra non si è fatta sfuggire l'occasione e li abbiamo presi. Il nostro programma non è cambiato è sempre triennale, potevamo abbassare un pochino di più il monte ingaggi che è comunque qualcosa in meno dell'anno scorso. Non mi era mai capitato di fare un mercato in entrata ed in uscita di questa portata qua. Cambiare tanto è spesso rischioso, non sempre si indovina".

I calciatori fuori dal progetto tecnico -  "Gli esuberi sono calciatori che non hanno avuto mercato, qualcuno ha rifiutato di andare via. Faranno parte del Frosinone fino a fine contratto, ci sarà la vetrina di gennaio ma sono calciatori che avranno poco da dare e quindi anche poco mercato. Mi riferisco a Bastianello, Tabanelli, D'Elia, Ardemagni. Per quanto riguarda Iemmello c'era la possibilità che andasse via, magari per giocare con più continuità. In altri paesi il mercato è ancora aperto e potrebbe anche andare a giocare altrove, altrimenti resterà con noi e farà parte della rosa".

I giovani arrivati  - "Ci sono due tre prestiti dove abbiamo il diritto di riscatto e controriscatto. Siamo partiti per cercare di cambiare tante cose, l'ultima trattativa che non è andata a buon fine e che mi è dispiaciuta non si sia chiusa è quella per Ciervo. Volevamo mettere un'opzione per acquistarlo e non averlo solo in prestito ma alla fine non si è trovato l'accordo. Il ragazzo Manzari diventerà un calciatore nostro con il tempo. Zerbin il Napoli non ha voluto andare oltre il prestito secco.  Era un ragazzo che comunque ci piaceva e l'abbiamo preso lo stesso. Gatti sapevamo fosse forte. Già l'anno scorso a gennaio lo volevamo comprare e lasciare alla Pro Patria. A giugno siamo stati lungimiranti e l'abbiamo preso con tanta determinazione. Il ragazzo aveva avuto anche l'offerta della Juve Under 23 ma ha preferito venire qui a Frosinone". 

Gli obiettivi - "I tifosi è giusto che sognino ma noi società dobbiamo restare con i piedi per terra. Tutto quello che è successo in questo mercato è grazie al Presidente, il vero primo tifoso di questa squadra. Bisogna vedere nel tempo come vanno le cose, bisogna ragionare partita per partita e alla fine vedere dove arriviamo. Ci sono state delle situazioni che non erano previste e la società, grazie al presidente Stirpe, è stata brava a cogliere l'attimo".

Le cose più difficili in questo mercato - "Gli affari più complicati sono stati quelli in uscita. Molti calciatori sono rimasti e me ne assumo la responsabilità, altri non hanno accettato alcune proposte facendo muro. Quella più difficile è stata per Krajnc che aveva un contratto fuori portata per noi, siamo stati un mese a parlare e cercare una soluzione. Poi grazie ad un piccolo sacrificio della società siamo riusciti a liberarlo. Ma è stato un mercato in generale complicato. Molte società l'ultimo giorno regalavano i calciatori. Il calcio è in crisi e molti calciatori, compresi alcuni rimasti anche qui, non l'hanno capito. Per fortuna la nostra società è solida ed un Presidente che principlamente è più tifoso di tutti quanti. Quando arriva il calciomercato gli piace fare una squadra forte proprio come se fosse un tifoso. Mai avrei pensato che a Frosinone potessero arrivare in questo mercato calciatori come Garriano, Ricci e Canotto. Al di là della nostra competenza, se non c'è la volontà del Presidente di fare operazioni di un certo tipo, non si possono fare". 

La rosa lunga - "Il Frosinone ha una rosa di 30 giocatori, con i tre portieri sono 27. Se uno prende i calciatori bravi perchè li prende, se non li prende perchè non li prende. Noi abbiamo avuto la fortuna e bravura di prendere determinati calciatori, non facendoci sfuggire l'occasione. Abbiamo preso un calciatore che era in Nazionale e che ha fatto 30 partite in Serie A. Dobbiamo essere orgogliosi che il Presidente Stirpe ha portato questi calciatori qui a Frosinone. Non dobbiamo stare attenti a chi gioca meno. Sono professionisti e chi più bravo gioca. Abbiamo tante scelte e deve essere una fortuna avere tante scelte. In questa rosa ci sono cinque giocatori giovani e comunque la concorrenza fa bene. Chi vuole stare qua siamo felici di averlo, chi non ci vuole stare lo aiutiamo ad andare via. Dal primo all'ultimo per me sono tutti uguali. Noi gli stipendi li paghiamo a tutti, quando si fa parte di un gruppo bisogna rispettare le regole".

Novakovich e Brighenti - "Le condizioni dell'attaccante stanno migliorando ed è in gruppo. C'era in ballo una trattativa con la Stella Rossa ma il Presidente lo ha voluto tenere qui con noi. Per il capitano purtroppo non ci sono buone notizie in quanto oggi si dovrà operare a Bologna e starà fuori per 2-3 mesi". 

Il lavoro del mister - "Grosso lo conosco da 30 anni, giocava in C2 al Chieti. La bellezza di cinque anni fa ero il responsabile dell'area tecnica del Sassuolo, lo volevo lì però la proprietà non se l'è sentita di prenderlo per il post Di Francesco. L'anno scorso volevamo continuare fino al 30 giugno con Nesta, ma siamo stati costretti a separarci. Subito ho chiamato Grosso e mi ha detto subito di sì. Sì è trovato a gestire una situazione difficile, poi gli ho chiesto se se la sentisse di rinnovare con noi, con l'intenzione di cambiare tanto. Non di smantellare ma di rifare un progetto nuovo e lui ha accettato. Lui per me è stato bravissimo finora, non so come andrà a finire. Innanzitutto ha avuto l'intuizione di Ciano e vedete tutti come sta giocando. Io quando vedo Camillo gli dico 'ma sei tu o il cugino?'. Tutte le cose che facciamo ci confrontiamo sempre con Grosso. È il nocchiero di tutti Fabio Grosso e sono contento che anche voi lo apprezziate".

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