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Venerdì, 20 Maggio 2022
Calcio

Frosinone Calcio, il presidente Stirpe a 360 gradi: dalla stagione appena conclusa agli importanti progetti per il futuro

Il patron giallazzurro: “Siamo arrivati con il fiato un po’ corto alla fine e gli infortuni hanno inciso parecchio. C’è molto interesse all’estero per il brand Frosinone, non dobbiamo meravigliarci se in futuro potranno esserci degli investitori finanziari”

Il presidente Stirpe ha incontrato la stampa per fare un punto della situazione sul campionato appena concluso e sul prossimo futuro che attenderà la società canarina.

L'annata appena conclusa - "Avevamo le condizioni per stare tra le prime otto. Per una serie di ragioni legate soprattutto dalle imprevedibilità determinata da numerosi infortuni in un determinato periodo. Siamo arrivati con il fiato un po’ corto alla fine e gli infortuni hanno inciso parecchio. Il giudizio che do io fa prevalere la parte buona piuttosto che quella cattiva. Il nostro obiettivo era ed è rimasto quello di una salvezza tranquilla e possibilmente con un certo anticipo e ci siamo riusciti. Il rammarico c’è ma non la delusione, sono due cose differenti. Vedendo il campionato non si sarebbe gridato allo scandalo se fossimo entrati nelle prime otto. Complimenti alle altre che se stanno lì hanno comunque meritato più di noi di starci. Per i mancati playoff c’è rammarico specialmente per i tifosi".

Il progetto - "La società è partita con un grosso progetto di rinnovamento che si basava sullo svecchiamento e valorizzazione dei giovani, ha fatto un grande passo avanti in termini di sostenibilità e siamo molto più sereni rispetto ad inizio stagione. Gli obiettivi sono stati tutti raggiunti, manca pochissimo per chiudere al 100% tutte le problemtiche che avevamo a livello economico-finanziario e già dalla prossima stagione sarà un tema archiviato. Domenica mattina, se posso dirvi la verità, avevo già smaltito la sconfitta con il Pisa. Sto già pensando al futuro. Nella prossima stagione non farò la campagna abbonamenti perché il Covid, per me, è tutt’altro che debellato. Ciò non toglie che le agevolazioni di quest’anno le manterremo anche per l’anno prossimo. Grosso e Angelozzi, almeno per quanto mi riguarda resteranno sicuramente a Frosinone".

La crescita del brand Frosinone - "C’è molto interesse all’estero per il brand Frosinone. Non dobbiamo meravigliarci se il brand Frosinone potrebbe interessare a degli investitori finanziari. Il Frosinone è la società che milita nei campionati minori che ha più interesse da parte degli investitori stranieri, perché ha un progetto. Quindi non dovete meravigliarvi se ci saranno investitori che aiuteranno il Frosinone a rafforzarsi sotto determinati aspetti. Oggi, per quello che abbiamo fatto in passato e stiamo facendo, il Frosinone ha un brand che vale notevolmente di più rispetto a 7 anni fa. Oggi è una realtà che è un punto di riferimento. Non meravigliatevi se nel futuro se qualcuno potrà essere interessato in tutto o in parte al Frosinone".

Le infrastrutture e il settore giovanile - "I progetti delle infrastrutture sportive stanno andando avanti. Spero a breve di poter operare a Ferentino e portare a termine entro la fine della prossima stagione sportiva. La nostra famiglia cresce ed ha bisogno di spazi. Speriamo che a ottobre avremo l’apertura del punto di ristoro e avete visto che la Provincia e il Comune hanno risolto per la problematica strada per il settore ospiti.

Per il settore giovanile devo ringraziare Frara e Gorgone per il lavoro che è stato fatto e stanno facendo e ci fa ben sperare per il futuro. In termini di razionalità possiamo dire che è stata una grande stagione per il Frosinone e gli obiettivi raggiunti rappresentano un grande punto di partenza per il futuro. Non dovete mai dimenticare che tutto questo avviene in un momento di grande sofferenza per il Paese e per il territorio.

Nessuno in Italia sta investendo sulle infrastrutture o sul settore giovanile, tante chiacchiere e pochi fatti. Il Frosinone è una delle poche società che sta provando a cambiare il paradigma di come si fa il calcio professionistico.

Uno dei motivi perché il calcio italiano soffre dipende proprio dal fatto che è un calcio provinciale che vive ancora il calcio di 50 anni fa: il magnate che ha i soldi, ce li mette fino a quando non si stufa e poi il deserto. Il calcio deve andare in un’altra direzione. Voglio ringraziare tutti i collaboratori che abbiamo nella famiglia Frosinone, dal primo all’ultimo".

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