La storia di Claudia Gennaro, da Frosinone agli Europei di pallavolo sorde

Claudia Gennaro è stata nominata "miglior palleggiatrice" degli Europei di Pallavolo sorde e con le compagne ha vinto la medaglia d'oro

Claudia Gennaro è stata nominata "miglior palleggiatrice" degli Europei di Pallavolo sorde. Ed è di Frosinone: con le compagne ha vinto la medaglia d'oro. Nell'ultima stagione ha giocato in serie D con la Volley4us Anagni con la quale ha disputato i playoff. Classe 1991, fa parte della Nazionale femminile di pallavolo sorde dal 2007 e ha alle spalle diverse competizioni internazionali - 3 Olimpiadi e 4 Europei - ma quella vinta settimana scorsa a Cagliari, in casa, è la prima medaglia d'oro della storia del volley sordi italiano, movimento gestito dalla FSSI (Federazione Sport Sordi Italia) che già nel 2017, a Samsun, in Turchia, alle ultime Olimpiadi dei sordi, ha conquistato una meravigliosa medaglia d'argento. Durante l'anno, Claudia gioca con gli udenti, sotto l'egida della FIPAV, mentre, in queste occasioni, organizzate da FSSI, ESDO (European Sport Deaf Organization), ha l'obbligo di non portare gli apparecchi acustici, così come compagne ed avversarie che si devono eventualmente togliere impianti cocleari e protesi. 

"È un'emozione impossibile da spiegare - ha commentato Gennaro dopo il match finale contro la Russia, vinto per 3-0 senza appelli - ho aspettato dodici anni per conquistare questa medaglia d'oro. Oggi abbiamo dimostrato che siamo una bellissima squadra, abbiamo giocato molto bene dall'inizio alla fine. Abbiamo seguito quello che ci ha detto Alessandra, la nostra allenatrice, e siamo riuscite a vincere questa medaglia che è una cosa immensa". Il percorso delle ragazze di coach Alessandra Campedelli è stato netto: solo vittorie, con un solo set perso nella gara inaugurale contro la Polonia. Poi, solo 3-0. Claudia è sorda e nasce da genitori segnanti: "La mia lingua madre è la lingua dei segni che ho acquisito naturalmente dalla mia famiglia. Mia madre e mio padre tenevano molto, però, anche all'apprendimento dell'italiano e, per dieci anni consecutivi, ho seguito una terapia logopedica grazie alla quale oggi parlo perfettamente in italiano. Sono quindi una ragazza bilingue. Spesso, gli udenti si meravigliano del fatto che io sia sorda perché a livello vocale mi esprimo in maniera eccellente. Allo stesso tempo, spesso, leggo le labbra degli udenti e traduco per amici sordi in lingua dei segni. Sì, sono un'interprete sorda. Il mio mondo è a metà e io sono, usando una metafora, proprio sull'equatore. Così, oltre a conoscere due lingue, io conosco e vivo due culture completamente diverse: quella sorda e quella udente". 

La FSSI (Federazione Sport Sordi Italia) organizza poi i campionati di pallavolo sordi, anche se le squadre sono solo tre. Claudia gioca, per quanto riguarda il movimento sordi, con la ASD Lodovico Pavoni Brescia mentre ancora non sa l'anno prossimo che cosa farà: "Ancora non si sa quale sia la mia prossima squadra - aggiunge - perché ho intenzione di trasferirmi, molto probabilmente a Roma, ma non mi dispiacerebbe provare a giocare in una categoria più alta della serie D". 

"Una giornata meravigliosa quella di oggi - ha aggiunto il presidente della FSSI, Guido Zanecchia perché è la prima volta che la nostra nazionale femminile conquista l'oro nella pallavolo. Non è stato un percorso facile, anche se abbiamo sempre vinto in maniera netta. Siamo state più forti, abbiamo lavorato bene e i miei complimenti vanno a tutte le atlete, allo staff, a tutti quelli che hanno lavorato perché ognuno ha il suo merito in questa bella vittoria. Un risultato importante anche per il futuro, speriamo di trovare sempre più atlete, di avere squadre sempre più forti ma l'oro vinto a Cagliari significa che stiamo lavorando bene".

E tornando alla sordità, Claudia Gennaro aggiunge: "Io sono fortemente integrata - spiega - ma spesso provo sulla mia pelle il senso di esclusione di amici sordi segnanti che non conoscono l'italiano. Spero in un futuro riconoscimento della LIS in Italia per abbattere le barriere. Molte di queste barriere le ho superate grazie allo sport. Sono orgogliosa di appartenere alla cultura sorda e mi auguro che sempre più persone udenti sostengano la comunità sorda, la nostra lingua e la nostra cultura".

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