Frosinone calcio, Federico Dionisi in conferenza stampa parla dei playoff di serie B

"Siamo passati dai giorni di delusione a quelli in cui è scattata la rabbia per non aver raggiunto quello che volevamo ottenere e in queste ore stiamo trasformandola in energia positiva per arrivare al 6 giugno nel miglior modo possibile"

Federico Dionisi arriva in conferenza stampa, davanti ai microfoni e telecamere,  a 5 giorni dalla semifinale di andata dei playoff di serie B. Il Frosinone non conosce l’avversario ma nel frattempo svolge i compiti a casa e studia sia il Bari che il Cittadella.

Dionisi, con la sentenza di secondo grado che ha confermato la prima decisione della Giustizia Sportiva è ufficiale: il Cittadella riceverà il Bari. E da quella gara uscirà l’avversario del Frosinone. La ferita che si è aperta con la mancata promozione diretta si è rimarginata?

“La ferita deve sanguinare ancora, va assorbita lentamente e va preso spunto da quella partita nella maniera giusta. Il rinvio ci ha permesso di metabolizzare quella brutta batosta ed abbiamo avuto anche il tempo di farlo. Siamo passati dai giorni di delusione a quelli in cui è scattata la rabbia per non aver raggiunto quello che volevamo ottenere e in queste ore stiamo trasformandola in energia positiva per arrivare al 6 giugno nel miglior modo possibile. E arrivare fino in fondo in questi spareggi”.

Come vi siete preparati? Come pensi di affrontare il Bari o il Cittadella? E tra le due chi preferiresti?

“Sia il Cittadella che il Bari hanno pregi e difetti, come tutte in questi playoff. Ma la cosa più importante è dire che dipende da noi, siamo concentrati su noi stessi. E continueremo a farlo fino alla fine. Il nostro avversario peggiore siamo noi stessi. Ci prepareremo al meglio noi per superare qualsiasi difficoltà che incontreremo”.

La griglia playoff si conosce, quali squadra pensi che possa arrivare alla fine? Chi ti preoccupa? E chi non vorresti incontrare in finale?

“Non ho preferenze, i playoff sono gare difficili. Si decidono sempre per episodi. Le squadre che sono arrivate a questo punto della stagione sono quelle meritavano di essere qui ma anche qualcosa in più. Noi ci dobbiamo preparare bene, non ci saranno gare con vittorie schiaccianti. Dobbiamo essere pronti a vivere di episodi e portarli dalla nostra parte”.

Ieri sera la prevendita si è chiusa a 5.300 abbonati su oltre 7.000. Significa che la maggior parte della gente ha detto: non si può lasciar solo il Frosinone. Cosa ti ha più colpito dell’atteggiamento dei tifosi?

“Anche i tifosi hanno vissuto come noi i primi giorni di sconforto. Passati questo momento è scattata di nuovo fuori la voglia di combattere. Non siamo gente che si arrende facilmente, noi come loro. La migliore sensazione è di ripartire meglio di quanto sia stato fatto in campionato. Con tanta voglia di combattere che ci hanno trasmesso”.

Perché non affrontare i playoff con pizzico di lucida follia?

“E’ quello che stiamo cercando di fare, senza pensare ai moduli. Resettare tutto. Come ho detto, tutto si deciderà sugli episodi e dobbiamo portarli dalla nostra parte. Ecco, proprio con quel pizzico di lucida follia che serve”.

Nelle ultime partite hai giocato sull’esterno sinistro. Il fatto che si vada verso il 4-4-2 o 3-5-2 ti porta a pensare che potresti trovarti meglio?

“Sicuramente penso che posso essere ancora più utile alla squadra. Il mister ha sfruttato quelle che potevano essere le mie doti partendo da lì magari anche sacrificandomi in quella fase del campionato. Mettendo dentro Citro, Ciano, Paganini. Quell’atteggiamento ha portato dei risultati, se vogliamo, fino a 2′ dalla fine col Foggia. Adesso sono cambiate le dinamiche, troveremo il modo per essere più pericolosi possibile. E’ compito del mister individuare chi impiegare, come e dove. E noi ci stiamo mettendo a completa disposizione, lo abbiamo dimostrato anche nel finale di stagione regolare”.

Cosa vi siete detti alla ripresa degli allenamenti dopo Foggia?

“Circolava delusione, poi quando ci siamo visti e siamo andati in campo ci siamo detti di voltare pagina. Ma adesso il lavoro più importante è arrivare il 6 di giugno nel migliore dei modi e poi correre fino alla fine”.

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