Frosinone calcio, intervista a tutto campo con il direttore dell’Area Tecnica Ernesto Salvini

"Con il Cesena mi aspetto la reazione della squadra dal DNA vincente. Sui nostri giovani saremo...attenti"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FrosinoneToday

Il direttore dell’Area Tecnica, Ernesto Salvini, a tutto campo. Nell’intervista al sito ufficiale un ampio focus che abbraccia il campionato di serie B, il Frosinone, inevitabilmente la partita di Empoli alle spalle, le cose buone e quelle da far migliorare, la sfida al Cesena. E ancora il calciomercato, il settore giovanile e qualche sassolino da togliere rapidamente.

Direttore, chi è la squadra più regolare di un campionato che al vertice – tra i 29 punti del Bari e i 23 della Cremonese – ha bruciato già una media di 20 punti su 48 a disposizione?

Nessuna. Perché come ebbi già modo di dire in passato questo campionato è caratterizzato dal fatto che non c’è una squadra che abbia raggiunto una regolarità tale da permetterle di creare un vuoto in classifica come accaduto negli altri anni. Cosa che mi porta a pensare, al contrario di altri, che questo sia dovuto ad un forte equilibrio e quindi ad una crescita verso la qualità e non ad una diminuzione della stessa”.

Il Palermo resta la squadra da battere nonostante il primato del Bari?

Considero, nella graduatoria delle Società che dovrebbero avere una marcia in più per la promozione non solo le qualità tecnico-tattiche ma anche l’importanza della piazza che rappresentano oltre al blasone. Ed aggiungerei per questo, anche per Empoli e Palermo, una maggiore disponibilità dovuta agli oltre 50 milioni di euro che si sono divisi del cosiddetto paracadute”.

Il Frosinone ha battuto Cittadella, Bari e Parma ed ha pareggiato con Cremonese, Palermo, Venezia ed Empoli per restare solo alle prime otto. Cinque su otto in casa. Significa che al ritorno servirà un altro passo… 

Parto dal principio che gli scontri diretti, a prescindere da dove siano giocati, debbano comunque non essere persi. Perché l’esperienza dell’anno scorso avvalora ancora di più questa ipotesi (lo scontro diretto con il Verona perso nella gara di andata, ndr)”.

Corrente di pensiero: quanto tutto questo si può definire ‘pareggite acuta’, quanto è continuità – visto che il Frosinone è l’unica squadra tra le prime otto che ha una serie positiva da 8 turni – e quanto è anche sfortuna?

Anche se con l’introduzione dei tre punti in caso di vittoria questa logica potrebbe essere meno valida, esistono ancora dei tecnici che impostano le gare sul famoso ‘prima non prenderle’ a discapito della quantità e non tanto della qualità delle azioni offensive. In quel caso probabilmente è stato coniato il termine ‘pareggite’, per una sorta di volontà nel ricercare pareggi. Chiaramente non può essere il nostro caso, ‘in primis’ per la dinamica che ha portato a pareggiare alcune gare e poi perché non è nella mentalità del nostro gruppo di lavoro (tecnici e giocatori, ndr). Il lato positivo è comunque la continuità nel risultato. Quanto alla sfortuna, nel nostro caso, ha inciso ad onor del vero insieme ad alcune nostre superficialità ma anche questo fattore potrebbe a lungo andare a rivelarsi positivo perché nel girone di andata è sempre meglio essere a credito con la fortuna”.

L’ansia procurata è sempre cattiva compagna di viaggio, come ha più volte detto il presidente Maurizio Stirpe. In questo Frosinone secondo lei c’è ansia, visto il finale di Empoli?

Andrò sicuramente controcorrente però stavamo vincendo una partita su un campo difficile e contro una diretta concorrente, forse tra le più accreditate. Quindi credo che l’ansia possa essere stata un fattore non determinante. I gol che abbiamo preso, invece, risentono ognuno di fattori concomitanti. Potevamo essere quindi più attenti? Sicuramente sì. Ma non mi sento di dover per forza ricercare un colpevole”.

Tra poco più di 15 giorni si inizierà a parlare di mercato. E’ favorevole all’abolizione della sessione invernale che inevitabilmente crea problemi in ogni squadra?

Credo fondamentalmente che sia un vizio tipico di noi italiani responsabilizzare troppo leggi e regolamenti, talmente tanto da cercare poi il sistema per aggirarli oppure sindacarne la effettiva necessità. Io dico che la possibilità di poter interagire in un dato momento del campionato sul mercato, se usata con intelligenza, sia strumento buono ed utile. Quindi non è la sessione invernale da abolire ma è la chiarezza e la lucidità di sapere quello che è giusto o non giusto fare. Forse l’unica difficoltà viene creata a quelle società che hanno dei calciatori importanti ed appetibili e non avendo l’esigenza di fare cassa possono essere infastidite da azioni di disturbo da parte di terzi. Una buona via di mezzo potrebbe essere la riduzione della durata del mercato”.

La prima intervista di Longo a Cantalice: “I tre attaccanti potranno coesistere se dimostreranno di poter essere funzionali al meccanismo”. Morale della favola: se giocano insieme allora vuol dire che lo sono?

“Affermazione perfetta che mi dà spunto per una considerazione. Quella di avere ancora più consapevolezza di quanto sia alto il potenziale del nostro reparto offensivo, a cui aggiungo anche Citro e Volpe, perché non solo dimostrano di avere grandissima qualità e duttilità tattica ma anche grande rispetto per la filosofia del tecnico e altrettanto grande spirito di sacrificio. Di conseguenza è necessario un elogio anche al resto della squadra perché grazie al loro lavoro possiamo permetterci questo tipo di modulo”.

In questa formazione, sono tanti i parenti di… Aleksej Stachanov? Gente che sa adattarsi a tutti i ruoli. Matteo Ciofani in testa. Che segnale rappresenta? 

Quando un calciatore ha la dignità, umiltà e la forza di interpretare in maniera corretta ed importante un ruolo magari non perfetto per le sue caratteristiche, il valore aggiunto che dà è incalcolabile”.

Prossime due partite in casa, ragioniamo su una alla volta. La prossima con il Cesena. Che Frosinone si aspetta?

“Mi aspetto una squadra che reagisca in maniera corretta e forte al modo in cui è venuto il pareggio di Empoli. L’intelligenza e la capacità di chi possiede la mentalità vincente è proprio la qualità espressa nella reazione”.

Al netto dei risultati, alle minori giallazurre che giudizio dà e che obiettivi si prefigge la Società?

“Ricordo il nostro primo appuntamento dissi che quest’anno la Società era riuscita a trovare le risorse anche per investire nel Settore Giovanile aumentandone la qualità e mi sbilanciai nel dire che sarebbe stata una stagione positiva anche da un punto di vista dei risultati. Che ci stanno dando ragione, al momento. Ma l’aspetto che rimarrà consolidato è indubbiamente la grande quantità di calciatori che nelle diverse categorie stanno dimostrando con un alto profilo tecnico e che rappresenteranno un patrimonio umano non indifferente. Grazie anche all’ottimo lavoro che i nostri tecnici e i nostri staff stanno elaborando giorno dopo giorno”.

Questa qualità di cui parla sta facendo crescere anche l’interesse di club importanti per i calciatori del settore giovanile?

La risposta è sì. Questo ci fa piacere perché valorizza ancora di più il nostro operato ma da un’altra prospettiva, riferendomi alle categorie dei più piccoli (Under 14 e Under 13, quelle per cui i ragazzi non sono ancora vincolabili, ndr) si stanno addensando situazioni sgradevoli. Già nell’estate scorsa abbiamo dovuto assistere a manovre poco corrette che con signorilità sono state affrontate. Però credo sia opportuno da subito mettere un freno a questo modo di fare degli altri. Avremmo già potuto intervenire federalmente con gli Organismi preposti grazie alle informazioni in nostro possesso ma non lo abbiamo fatto per i motivi di cui sopra, quindi per la nostra signorilità. Ma da subito diciamo basta. Per le altre Società professioniste che reitereranno tali comportamenti, in futuro non avremo più scrupoli a muoverci nelle opportune sedi e le conseguenze non saranno certo piacevoli”.

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