Frosinone calcio, Matteo Ciofani "Ora vogliamo un'altra continuità, di vittorie"

Il giovane calciatore non è solo il "fratello di" in squadra ma è diventato un forte punto di riferimento

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FrosinoneToday

 Segni particolari, preziosissimo jolly. Matteo Ciofani non  è solo il ‘fratello di’ in questo Frosinone. Ma rappresenta il punto di riferimento di un gruppo che parte da lontano. Curiosità che non potrà che fargli piacere: in ogni stagione trascorsa con la maglia giallazzurra – tranne che in quella di Lega Pro all’esordio – non ha mai avuto l’aureola di titolare fisso. Salvo poi prendersi quella maglia, in qualche modo. Da terzino nella difesa a quattro, da centrale polivalente nella difesa a tre, da esterno alto nel centrocampo a quattro, da cursore nel centrocampo a cinque o da ‘quinto’ come dicono nel nuovo linguaggio gli esteti della tattica. Tutto questo, grazie ad una eccellente capacità di sposare rendimento costante, applicazione, attaccamento alla maglia. In questa stagione 15 presenze quasi tutte piene, di cui 14 dal 1′ e per di più in un ruolo che non è proprio il suo. E una sola assenza, a Pescara, quando la febbre lo costrinse a restare in albergo. Grazie alla sua diligenza tattica Moreno Longo è riuscito a ‘tamponare’ la defezione di esterno di ruolo come Paganini.

Matteo, sei uno che in B ci sei stato per 165 partite. Secondo te che tipo di campionato è questo? Il tecnico parla di continuità, dopo 6 pareggi nelle ultime 8 giornate e ci troviamo sempre là sopra. Ecco, nella tua esperienza tra i Cadetti hai avuto modo di ‘incrociare’ una stagione di questo tipo?

“E’ un campionato sicuramente anomalo ma significa che è livellato. Le rose delle squadre sono tutte buone e ci sono formazioni che hanno gruppi importanti, come peraltro il Frosinone. La verità è che si può vincere e si può perdere con tutti. Ed è comunque la prima volta che mi capita di disputare un campionato così equilibrato”.

Tu nasci terzino. In questo Frosinone dopo la partita di Pescara hai  lasciato il tuo ruolo di difensore per diventare esterno di centrocampo. Hai incontrato delle difficoltà? E quale ruolo si adatta meglio alle tue caratteristiche?

“E’ il quinto anno che sono qui ed ho ricoperto tutti i ruoli della difesa. Quest’anno, visto anche l’infortunio di Paganini, l’unico in grado di adattarsi meglio in quel ruolo probabilmente ero io. Sicuramente in 3-4-3 bisogna essere un po’ più offensivi, io sono chiaramente più un giocatore con caratteristiche difensive ma qualche gol lo sto facendo. Spesso mi ritrovo anche in area avversaria (ad Empoli ha sfiorato di poco il 3-0 con un tentativo di colpo di testa, ndr), sto cercando, facendo del mio meglio, di calarmi in quello che vuole il mister. Non mi avvicino alle caratteristiche di Luca che nasce come vero esterno d’attacco ma cerco di dare equilibrio dietro perché ce ne è bisogno”.

Ad Empoli dopo il triplice fischio non è sfuggita la tua reazione, per poco non ti strappi la maglia per la rabbia. Abbiamo visto una rabbia autentica, sincera, da parte di chi non vede l’ora di giocare la prossima. Le prossime tre partite le giochiamo contro Castori, Marino e a Carpi. Quando si dice il destino…

“Inutile dire che sono partite abbordabili perché non è vero e in questo calcio non c’è nulla di scontato. Tornando al finale di Empoli, non è bello prendere due gol negli ultimi due minuti per una serie di motivazioni che non ci fanno terminare la partita al fischio finale. A parte la delusione da calciatori perché noi amiamo il nostro lavoro e vogliamo farlo sempre al meglio, c’è da dire che dopo certi risultati sappiamo di dover andare incontro alla stampa, ai tifosi, alla Società. Sapevamo benissimo che sarebbe stata una settimana movimentata dopo quel finale. Ma si va avanti, si deve andare avanti. La classifica è ottima, le altre non corrono. Abbiamo queste due partite da sfruttare ma non sono affatto scontate come ho detto. Dobbiamo migliorare certi difetti, soprattutto sulle palle inattive. Ci saranno dei cambiamento e il mister ce ne ha già parlato. E vediamo se riusciamo a trovare una continuità di vittorie e non solo di risultati”.

Ti sei fatto un’idea di queste ultime 5 gare dell’andata fino al 28 dicembre? Tre in casa, trasferte a Carpi e Foggia che non sono passeggiate.

“Assolutamente no perché tanto le dobbiamo affrontare tutte. E tutte presenteranno le loro difficoltà. Pensiamo al Cesena e dalla prossima penseremo alle altre. Certo, nella nostra testa c’è l’obiettivo di raggiungere una vittoria perché ne abbiamo bisogno”.

Quanto alle difficoltà emerse sulle palle inattive, state forse passando alla marcatura a uomo in area?

“Abbiamo rivisto la partita con il mister e ci ha annunciato che ci saranno dei cambiamenti. Ci sono ancora tre giorni per valutare e affinare tutto”. Top secret. Come è giusto che sia. Fino al fischio d’inizio di sabato pomeriggio.

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