Maurizio Stirpe: "L'esonero di Longo non è una decisione piacevole, ma l'unica che si potesse fare"

Il presidente del Frosinone promette il massimo sforzo nel mercato invernale: "L'operazione di potenziamento sarà molto importante e riguarderà tutti i reparti"

Poco fa è intervenuto in conferenza stampa il presidente Maurizio Stirpe, le sue dichiarazioni:

Il discorso iniziale di Maurizio Stirpe

"L'esonero di Longo non è una decisione piacevole per me. Il motivo dell'esonero è l'eccesso di ansietà che c'è nell'ambiente e dal punto di vista ambientale continuare con Longo era difficile. Lo ringrazio per tutto quello che ha fatto, rimarrà comunque nella storia del Frosinone. Non era la miglior decisione quella di esoneare Longo, ma l'unica possibile. Purtroppo le cose non sono andate come avevamo previsto e questo dispiace. C'è un modo di ragionare giustizialista e cafonesco che non tiene conto di quanto fatto da questa società. Comincio a vedere presupposti di persone che vogliono farsi del male da soli. Io non ho sensi di colpa verso nessuno e anzi mi sento a credito e non in debito con qualcuno. Non dovete mai dimenticare da dove siamo partiti e dove siamo arrivati. Se non abbiamo umiltà nel capire cosa stiamo facendo, noi ci facciamo solo del male. Vi inviterei a fare tutti un esame di coscienza e descrivere tutto con obiettività". 

Le responsabilità di questa situazione

"Ci sono le responsabilità di tutti. Il primo sono io, poi i collaboratori, poi l'allenatore e poi i giocatori. Qando vengono fatte certe scelte ero convinto di farle. Secondo me ancora non abbiamo espresso il nostro potenziale. Nelle prime otto giornate hai fatto un punto e nelle altre otto hai fatto sette punti, perdendo comunque con squadre forti come Napoli e Inter. L'ultima partita siamo stati in gioco nel primo tempo contro una grande compagine, si è provato a fare qualcosa nella ripresa ma qualche mossa è stata sbagliata e invece di tornare in gara l'abbiamo di fatto consegnata agli avversari. La vicenda con il Palermo, la fine posticipata della stagione, il mercato che ha portato diversi movimenti, gli infortuni pesanti di giocatori importanti come Dionisi, questa serie di condizione ha determinato un ritardo di condizione almeno di un mese. Il Frosinone ha cominciato a giochicchiare dalla partita con il Genoa. Certi percorsi non possono essere accelerati. Abbiamo preso il meglio che poteva venire a Frosinone. Ritardo di preparazione, acquisti che non hanno reso come ci aspettavamo e un pizzico di fortuna venuta meno, ecco spiegato il motivo di queste difficoltà. Non si può essere soddisfatti, ma ci sono tutte le condizioni e possibilità per rimanere in corsa fino alla fine. Anche se alla fine del girone d'andata avremmo 8 punti noi andremo comunque a correggere le cose che non vanno, facendo il massimo.  Domenica sera con l'allenatore ho chiesto solo del perchè del cambio dell'assetto tattico. In questo momento era necessario ravvivare la fiamma dell'energia e dare segnali diversi agli attori. Ci siamo messi in discussione tutti: io, società, allenatore, ora anche gli altri si devono mettere in discussione". 

Le aspettative dei tifosi

"Probabilmente il discorso dello stadio e delle infrastrutture ha suscitato aspettative diverse. La Serie A è ancora un'eccezione per questa piazza, non la regola. Noi puntiamo a farla diventare una regola, ma ci vuole del tempo. Se vuoi competere devi avere le risorse, c'è poco da fare. Le differenze tra Serie B e Serie A sono notevoli. Quando il Sassuolo è venuto in A la prima stagione, era nella stessa situazione attuale del Frosinone. Ma ha avuto la forza e la possibilità di riuscire a riacciuffare la salvezza con un mercato importante. Loro hanno forze imprenditoriali diverse dalle nostre, e dico questo senza nasconderlo o senza vergogna. Noi faremo comunque il massimo per rimanere in A. L'operazione di potenziamento sarà molto importante e riguarderà tutti i reparti".

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