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VIDEO | Carpineto-Artena, beccati padre e figlio spacciatori con un bel giro di “affari”

Nei guai anche due fratelli artenesi di mezza età che fungevano da distributori della droga: cocaina (“Quella bona”) e hashish (“Quello scuro”)

 

Droga da Artena a Carpineto Romano ed agli altri paesi del sud della provincia di Roma dell’Area Casilina e Lepina. La linea di droga tra queste cittadine è stata interrotta dai Carabinieri della Compagnia di Colleferro che, seguendo le direttive della Procura della Repubblica di Velletri, hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misure cautelari procedendo all’arresto di 4 persone, dai 27 ai 51anni, due di Carpineto Romano e due di Artena, di cui tre con precedenti di polizia a vario titolo, con l’accusa di spaccio di sostanze stupefacenti in concorso.

L’indagine condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Colleferro insieme ai colleghi della Stazione di Carpineto Romano, supportati nella giornata odierna da quelli della Stazione di Artena e del Nucleo cinofili di Ponte Galeria, ha avuto il suo fulcro d’attenzione, nei mesi di aprile, maggio e giugno, il territorio di Carpineto Romano dove il 49enne e il 27enne, padre e figlio, con frequenza giornaliera, raggirando le misure imposte dal lockdown, cedevano sostanza stupefacente del tipo cocaina ed hashish ( rispettivamente chiamati in codice dagli arrestati “quella bona” e “quello scura”) ad assuntori, di tutte le età, non solo del proprio Paese di residenza, ma anche di Montelanico, Colleferro e della provincia di Latina.

Carabinierio colleferro e droga cassetti-2

Gli accertamenti dell’aliquota operativa e dei Carabinieri di Carpineto Romano oltre ad accertare l’attività di spaccio dei pusher hanno ricostruito, tramite lunghi pedinamenti ed osservazioni, anche il loro canale di approvvigionamento: due fratelli, 47 e 51anni, di Artena.

Per tre degli indagati sono scattati gli arresti domiciliari, mentre per il 49enne di Carpineto Romano è stato tradotto dai Carabinieri in carcere, dove rimane a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

Le parole del sindaco Stefano Cacciotti

"Bisogna ammettere senza ipocrisia che a Carpineto, come in tanti altri comuni del circondario, esiste un problema enorme riguardante anche il piccolo spaccio. Problema - scrive il primo cittadino carpinetano su facebook - che oggi balza agli onori delle cronache per via di alcuni arresti, ma che domani probabilmente torneremo tutti ad ignorare. Ed è proprio qui che risiede lo sbaglio, perché il problema della droga nel nostro paese è serio, riguarda anche cittadini in fase adolescenziale o addirittura preadolescenziale, e non possiamo e non dobbiamo continuare a sottovalutarlo.

I carabinieri stanno facendo un ottimo lavoro investigativo e ringrazio il Maresciallo D’Alonzo per questo, ma ritengo che, in particolare in una piccola comunità come la nostra, la miglior arma contro la droga nonché l’unica efficace forma di prevenzione, siano la conoscenza e la consapevolezza del pericolo. Dare informazioni basate sui fatti in merito alla droga, affinché in particolare i più giovani possano prendere decisioni consapevoli.

In questo senso tutte le Istituzioni, Comune, forze dell’ordine e scuola, devono tornare a fare di più magari organizzando campagne di informazione con totem, locandine e manifesti per raggiungere il maggior numero di persone, incontri nei quali promuovere confronti tra studenti e professionisti, medici o ex tossicodipendenti, coinvolgendo anche gli insegnanti che sono i più competenti nella gestione dei processi educativi.

Prendo l’impegno a nome di tutta l’Amministrazione di proporre azioni positive su temi di rilevanza sociale da mettere in campo per prevenire e contrastare, nel caso specifico, il fenomeno dello spaccio e del consumo di droga".

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