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VIDEO | Cassino, distrutta, nuovamente, la panchina rossa. 'Calpestata' la dignità di Guglielmo Mollicone

Il simbolo del rispetto per le morti di Serena e Gilberta Palleschi era stata inaugurata a fine 2019 proprio dal padre che è diventato il simbolo della ricerca delle giustizia

 

Hanno preso a calci non solo panchina del rispetto dedicata a Serena Mollicone e Gilberta Palleschi, ma hanno preso a calci anche la composta dignità con la quale Guglielmo Mollicone, pieno di speranza, l'ha inaugurata il 20 novembre scorso. I vandali entrati in azione la notte scorsa, come già avvenuto adi inizio anno, in piazza Labriola a Cassino (Frosinone), nell'area antistante il Palazzo di Giustizia, hanno dato il peggio di loro stessi, senza una morale, senza valori. Vigliacchi cresciuti da vigliacchi che non hanno saputo educare i figli al rispetto del prossimo.

Una piazza diventata un luogo di rispetto

Quella piccola piazza è divenuta per molti cittadini di Cassino un luogo di riflessione, di compostezza, dove poter trascorrere, durante il giorno, momenti di pace. Ma al calar delle tenebre tutto cambia: piazza Labriola diventa luogo di nessuno e le panchine diventano centro di spaccio e di sbronze. Troppo spesso lungo il viale di accesso al tribunale, gli addetti alla sorveglianza trovano resti di festini, preservativi e bisogni fisiologici. Se questa è Cassino e se questo è il concetto di rispetto allora vuol dire che il sacrificio di Serena, Gilberta, Gabriel, Mauro e gli occhi pieni di speranza del povero Guglielmo Mollicone non sono serviti a nulla.

Le parole di Giuliana De Ciantis

"Il maaestro Guglielmo ha lottato tanto per far si che la memoria di Serena così come quella di mia cognata Gilberta, assassinate senza pietà, fosse sempre tenuta in considerazione. Insieme a lui ho inaugurato questa panchina ed oggi mi sento umiliata e sconfortata dinanzi a tanta cattiveria".

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