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VIDEO | Coronavirus, Cassino zona rossa? Il Sindaco: “Decidono Asl e Prefettura di Frosinone”

Il Primo Cittadino Salera ridimensiona i contagiati attualmente presenti al San Raffaele, ormai in isolamento, e al Santa Scolastica. Fratelli d’Italia e Lega, però, vogliono che la città venga dichiarata area soggetta ad alto rischio epidemiologico

 

“Ecco la situazione di oggi nella nostra città rispetto al Coronavirus. Vi terremo aggiornati in tempo reale tutti i giorni, consci del fatto che, come avvenuto dal primo giorno, alcune importanti decisioni non possono essere prese dal sindaco in solitario, ma vengono prese dalla Asl e la Prefettura”, ha messo in chiaro il Sindaco di Cassino Enzo Salera, offrendo in un video una ricostruzione dei contagi da Coronavirus connessi alla Residenza Sanitaria Assistenziale San Raffaele, ormai in isolamento per via dei 24 casi accertati dalla task force regionale per il tramite della Asl di Frosinone, e all’Ospedale Santa Scolastica.

Con “alcune importanti decisioni”, ovviamente, il Primo Cittadino intende la dichiarazione della città di Cassino come “zona rossa” al pari di Fondi, un pezzo di Ciociaria Storica. A richiederlo fortemente, tra gli altri, il Vicepresidente provinciale di Fratelli d’Italia Gabriele Picano e il Consigliere regionale della Lega Pasquale Ciacciarelli. Nel frattempo, la Asl ha sospeso temporaneamente la dimissione dei ricoveri e la dirigenza della Rsa San Raffaele ha garantito che continuerà ad attenersi alle disposizioni delle autorità sanitarie.  

Dal Primo Cittadino Enzo Salera

“Dal 3 marzo 2020 - riepiloga il Sindaco di Cassino nel video pubblicato sulla propria pagina social - cioè nel momento in cui si è verificato il primo caso presso la Casa di Cura San Raffaele, sono risultati positivi presso questa struttura complessivamente 24 persone, di cui 17 pazienti, 4 operatori sanitari e 3 persone che erano state dimesse nelle settimane precedenti e risultate positive successivamente in altre strutture”.

“Per quanto riguarda la struttura ospedaliera del Santa Scolastica - cambia poi pagina lo stesso Salera - i dati, alle ore 17 del 21 marzo 2020, risultano essere questi: transitati 16 pazienti risultati positivi, di cui 5 provenienti dai ‘famosi’ 24 della Casa di Cura San Raffaele, e altri 11 pazienti di cui soltanto 10 residenti nel Comune di Cassino. Questi 11 pazienti positivi presso la struttura Santa Scolastica sono stati tutti trasferiti in altre strutture”,

In quanto alle “strutture sanitarie di Cassino, ad oggi - traccia, poi, il bilancio attuale - ci sono 8 pazienti isolati all’interno della Casa di Cura San Raffaele, in quanto gli altri erano stati trasferiti in precedenza, e 4 operatori sanitari posti in quarantena. Al Santa Scolastica non vi è alcun paziente positivo in quanto tutti sono stati trasferiti in altra struttura”.  

“Ricordiamo - conclude il Sindaco Salera, prima di ricordare a tutti di restare a casa, pena denuncia da parte delle forze dell’ordine - che sono costantemente in contatto con la Prefettura di Frosinone e con la Direzione Generale della Asl da stamattina, in attesa di disposizione per eventuali ed ulteriori disposizioni restrittive nella città”.

Dalla Asl di Frosinone

L’Azienda Sanitaria Locale, guidata dal Direttore Generale Stefano Lorusso, ha disposto “la sospensione temporanea delle dimissioni dei ricoveri, fatto salvo le necessità legate ai quadri clinici gravi, di acuzie improcrastinabili non trattabili all'interno della casa di cura che andranno comunque concordati con la struttura sanitaria che riceve il paziente, che andrà adeguatamente resa edotta della situazione legata al rischio di contagio. Si richiede ovviamente la comunicazione giornaliera da effettuare da parte della Casa di Cura San Raffaele sulla situazione epidemica interna".

Dall’RSA San Raffaele

“Come già nei giorni scorsi con le precedenti indicazione della Asl – recita una nota della Casa di Cura cassinate - la struttura sanitaria si atterrà scrupolosamente, come fatto fin dall'inizio dell'emergenza Covid-19, alle indicazioni e prescrizioni ricevute. Giova precisare che, fin dall'incontro tenutosi il 14 marzo presso la sede dell'Ares 118 alla presenza dei responsabili del Seresmi, la direzione sanitaria del San Raffaele Cassino ha immediatamente impartito e fatto rispettare tutte le indicazioni, in particolare di prevenzione, concordate in tale incontro: costituzione di una coorte (area di isolamento) dove sono stati posizionati tutti i pazienti che hanno avuto un contatto diretto indiretto con i tre casi originari, a tale coorte stato delicato personale sanitario dotato di tutti i dispositivi di protezione idoneo”.

Da Gabriele Picano (FdI)

“Caro Sindaco di Cassino - ha scritto in giornata il Vicepresidente provinciale di Fratelli d’Italia - Sono consapevole che stai adottando le misure necessarie a contenere la propagazione del virus Covid-19, ma i cittadini di Cassino anche alla luce della notizia riguardante il San Raffaele di Cassino, hanno paura. Non possiamo permetterci di diventare un focolaio di papabili dimensioni nazionali, di vedere i nostri affetti o amici o conoscenti in difficolta respiratorie, per cui valuti se sussistono i presupposti per adottare le misure più restrittive per la Città, ivi compresa la zona rossa. Sono necessari dei sacrifici adesso per non rimpiangerli in futuro”.

Da Pasquale Ciacciarelli (Lega)

“Ho inviato una nota urgente all’assessore regionale alla Sanità D’Amato ed al direttore generale della ASL di Frosinone Lorusso - fa sapere il Consigliere regionale del Carroccio - affinché valutino l’ipotesi di dichiarare la città di Cassino zona rossa. In queste ore, infatti, le cronache locali riportano, da un lato un significativo numero di casi di Covid 19 nella Città martire, dall'altro, circostanza certamente più grave, dell'isolamento di una struttura sanitaria privata nella città a causa dell'accertamento di un numero importante di persone risultate positive al virus. Questa situazione sta generando comprensibile preoccupazione in tutti i Cittadini di Cassino, sia per l'ulteriore potenziale diffondersi del virus, sia per la rilevanza dal punto di vista dell'utenza, che è entrata comunque in contatto nei giorni scorsi con la struttura sanitaria ora isolata”.

“La crescente preoccupazione dei cittadini di Cassino - conclude - si sta manifestando di ora in ora, con telefonate ai vari interlocutori istituzionali, compreso lo scrivente, sia attraverso appelli sui social. Per questi motivi ho chiesto di valutare con la necessaria attenzione la possibilità di dichiarare subito la Città di Cassino quale "zona rossa", quindi con il blocco totale delle entrate e delle uscite dalla Città, allo scopo di prevenire ogni ulteriore possibile diffondersi del virus”.

Dalla Federazione Nazionale Dipendenti Pubblici di Frosinone 

"A distanza di parecchi giorni dal primo caso ufficiale registratosi correlato alla struttura del San Raffaele - comunica il preoccupato Segretario provinciale della Fenadip Vincenzo De Nisi - oggi veniamo a conoscenza che il numero dei contagiati riconducibili proprio alla clinica San Raffaele è salito a 24. È chiaro che dal punto di vista sanitario non possiamo permetterci un focolaio, ma a maggior ragione e per quanto di mia competenza, non posso tacere e non chiedere, anche attraverso gli organi di informazione, quali siano stati i provvedimenti adottati a tutela della salute e della sicurezza dalla clinica privata nei confronti dei tanti dipendenti che a vario titolo gravitano attorno alla struttura".

"Mi riferisco ai tanti operatori sanitari, ma anche agli ausiliari e ai dipendenti delle ditte che svolgono vari servizi di supporto all’interno della struttura. A tutela proprio di tutti questi lavoratori (e quindi a cascata anche a tutela della salute dei tantissimi utenti e pertanto anche dei cittadini, ma azzarderei a dire della cittadinanza) quali provvedimenti ha preso la direzione? Sono stati effettuati i tamponi al maggior numero di dipendenti possibili venuti a contatto diretto o indiretto con possibili positivi? Se no, perché ciò non è avvenuto?".

"Ho notizie di diversi dipendenti che sono stati posti in quarantena con provvedimento della Asl e che a fine quarantena dovrebbero paradossalmente rientrare sul posto di lavoro rischiando di infettarsi e infettare. Eh sì, perché ormai sappiamo benissimo che il personale positivo asintomatico non è più una risorsa sul lavoro, ma un pericolo per tutti gli altri. Come si comporteranno clinica e ditte in relazione a questo problema?".

"E poi, capitolo DPI: sono stati dotati a sufficienza tutti i dipendenti di tali dispositivi di protezione individuale? Mascherine e non solo. Se no, per quale motivo? È stato poi sentito il responsabile del servizio prevenzione e protezione? Che prescrizioni ha disposto? Non ultimo: sono stati adeguatamente informati i lavoratori del rischio (sul lavoro)? Ho l’impressione che in molti non vogliano toccare questo argomento, troppo silenzio sta avvolgendo questa vicenda. Rompiamolo questo muro".

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