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VIDEO | Il sorriso del dottor Ciappotto non va in quarantena. La clownterapia diventa 'smart clowning'

Iacopo Scascitelli dell'associazione Andrea Tudisco Onlus racconta come si è trasformata la clownterapia durante l'emergenza Coronavirus

 

Non ha certo bisogno di presentazioni il dottor Ciappotto, Iacopo Scascitelli quando capita di incontrarlo senza naso rosso e camice, clowndottore dell'associazione Andrea Tudisco Onlus. Con lui avevamo già 'chiacchierato' in occasione dell'avvio della Terapia del sorriso all'interno dell'ospedale Fabrizio Spaziani di Frosinone. Era il 13 febbraio il Coronavirus sembrava non rappresentare ancora un pericolo per l'Italia. Da lì a breve tutto sarebbe cambiato e a distanza di un paio di mesi solo oggi possiamo parlare di una prima prova di ritorno alla normalità.

La clownterapia diventa smart clowning

Da quando è iniziata l’emergenza del Covid-19 anche gli ospedali sono stati costretti a sospendere nei loro reparti le attività ludiche e di clownterapia per i piccoli pazienti. Per non interrompere una quotidianità fatta anche di svago e divertimento, l’Associazione Andrea Tudisco Onlus, ha pensato di attivare una nuova forma di clownterapia, ribattezzata per l’occasione ‘smart clowning’, grazie alla quale i clown dottori, collegati da casa ad un pc, riescono ad interagire con i bambini ricoverati. 

La risata non si ferma

A spiegarlo nel dettaglio è stato proprio il dottor Ciappotto che assieme ai suoi colleghi ha proseguito la missione di regalare sorrisi ai bimbi ricoverati, riuscendo a trasmettere il loro grande entusiamo perfino via web. "In questo momento di emergenza che ha investito il nostro Paese, con il lockdown totale, i nostri clowndottori non potevamo più raggiungere fisicamente i bambini e le loro famiglie. Allora ci è venuta l’idea di attivare una piattaforma, grazie alla quale riusciamo a farci vedere dai bambini che sono collegati tramite tablet, pc o cellulari. Non sapevamo che tipo di risposta emotiva e di coinvolgimento ci sarebbe stata dall’altra parte dello schermo, ma abbiamo visto che le emozioni positive continuano a generarsi anche a distanza: la risata non si ferma, e anche attraverso uno schermo riesce a raggiungere i piccoli ricoverati e a cambiare segno alle loro emozioni". Ovviamente è cambiato il tipo di intervento, non c'è più un contatto diretto, si utilizzano tanti altri strumenti che si hanno a disposizione, ma il risultato è davvero sorprendente. 

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