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VIDEO | Blitz anti-spaccio, tutti i dettagli dell’Operazione Amnèsia

Dal giovane imprenditore di Pofi costretto a fare da corriere per pagare i debiti di droga fino alle misure cautelari a carico di 23 indagati. Se n’è parlato in maniera approfondita nel corso della conferenza stampa tenuta presso il Comando provinciale dei Carabinieri di Frosinone

 

Tutti i dettagli dell’Operazione Amnèsia, condotta dal Nucleo operativo e radiomobile dei Carabinieri di Frosinone a partire dalle 4.30 di oggi 3 giugno per dare esecuzione alle misure cautelari a carico di 23 indagati (6 albanesi, i "vertici", e 17 italiani), sono stati forniti nel corso dell’odierna conferenza stampa tenuta dal Colonnello Fabio Cagnazzo (Comandante provinciale dei Carabinieri), dal Maggiore Matteo Branchinelli (Comandante della Compagnia del capoluogo) e dal Luogotenente Angelo Pizzotti (Comandante del Norm frusinate). Si parla di detenzione, acquisto, trasporto e cessione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti presso Alatri, Ferentino, Pontecorvo, Cassino, Arnara, Castro dei Volsci, Pofi, Ceccano, Ripi, Colfelice, San Giovanni Incarico, Arce e Ceprano, nonché nella zona sud di Roma, a Olevano Romano (RM), e a Cercola (NA) e Casoria (NA). In aggiunta, l’accusa di estorsione aggravata.

È difatti da una denuncia di una fantomatica usura, presentata da un imprenditore 30enne di Pofi costretto a fare da corriere per pagare i debiti di droga, che è nata l’attività investigativa che ha portato poi al blitz anti-spaccio eseguito da 100 militari dell'Arma e due unità cinofile. Da qui 13 indagati in carcere, 8 agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico e 5 con obbligo di dimora nei comuni di residenza. Un provvedimento, quello emesso dal Gip Ida Logoluso su richiesta del Sostituto procuratore Vittorio Misiti, che pende ancora sulla testa di tre albanesi attualmente irreperibili e ricercati. Un giro d’affari da oltre 300.000 euro e un volume di stupefacente movimentato di circa 25 kg. Hashish, marijuana e cocaina, al telefono “benzina” o “birra” nel tentativo di non destare sospetti, sotterrati spesso e volentieri in terreni di campagna e di inconsapevoli vicini di casa.  

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