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Martedì, 6 Dicembre 2022

VIDEO | Ruspandini è prolisso e la Casellati spegne il microfono: “Non faccio il presidente dell’orologio”

Troppo lungo l'intervento del senatore ciociaro sulle comunicazioni del premier Draghi in vista del Consiglio europeo del 21 e 22 ottobre. La presidente del Senato: "È una pratica che avete voluto voi contestando quando davo i tempi supplementari"

“Non è facile purtroppo” sono state oggi, mercoledì 20 ottobre 2021, le ultime parole in aula del senatore ciociaro Massimo Ruspandini prima di vedersi disattivare il microfono dalla presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati per via di un intervento troppo lungo sulle comunicazioni del premier Mario Draghi in vista del Consiglio europeo del 21 e 22 ottobre.

Così, accompagnata dalla recriminazioni dai banchi di Fratelli d’Italia (“Una pratica brutale”) e da un applauso altrui, la seconda carica dello Stato: “Ho prima scampanellato proprio per avvertirla che il tempo stava scadendo - si è rivolta seccata al parlamentare originario di Ceccano (Frosinone) - È una pratica che avete voluto voi contestando quando davo i tempi supplementari. Non l’ho voluta io certamente che non ho mai interrotto nessuno. C’era sempre stata una contestazione sui tempi, per aver dato un minuto in più all’altro. Mi rifiuto di fare il presidente dell’orologio”.

L’intervento di Ruspandini in Senato

"L'Unione Europea deve aiutare e quindi contribuire alla difesa dei nostri confini. Non basta riempire di soldi Erdogan - ha dichiarato, nell’occasione, il membro del Comitato parlamentare di controllo sull'attuazione dell'Accordo di Schengen, di vigilanza sull'attività di Europol, di controllo e vigilanza in materia di immigrazione - Ci vuole molto di più e dev'essere uno sforzo condiviso, perché l'immigrazione irregolare e incontrollata non arriva solo nell'est Europa”.

“E basta guardare i dati del Ministero dell'Interno - ha aggiunto - In Italia dal primo gennaio al 15 ottobre 2021, sono sbarcati 49.235 migranti irregolari, praticamente il doppio rispetto ai 25.920 riferiti allo stesso periodo del 2020 e sestuplicati rispetto agli 8.463 del 2019 senza contare, naturalmente, quelli entrati attraverso la rotta balcanica o con gli sbarchi fantasma".

"Ovviamente non possiamo costruire un muro con la Libia ma bisogna ragionare su un nuovo modo, finalmente efficace, di difendere i confini dell'Unione europea - è andato avanti - Terrestri o marittimi che siano, come già proposto da Fratelli d'Italia, vanno finanziati quegli Stati che realmente bloccano le partenze evitando di riempire di soldi chi lo promette soltanto”.

“Insomma, abbiamo l'occasione di costruire un'Europa che non sia soltanto regole burocratiche, ma un'Unione reale tra popoli diversi ma fratelli per storia e cultura - ha concluso Ruspandini, prima dell’interruzione dell’audio - Ben diversa da quella che ha in mente Matteo Renzi, che non perde occasione per confermarci di avere una visione dell'Europa più vicina a quella dei burocrati che a quella dei popoli".

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