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VIDEO | Coronavirus, clamorosa protesta in carcere a Cassino e Frosinone

Centinaia di detenuti hanno battuto con oggetti metallici contro le sbarre delle finestre contro l'ipotetica sospensione dei colloqui settimanali

 

Hanno protestato contro la decisione del Governo di annullare anche i colloqui settimanali con i loro familiari. In realtà un provvedimento allo stato attuale ancora non ufficializzato. I detenuti ristretti nel carcere di Cassino e Frosinone hanno esternato il loro disappunto battendo per ore con degli oggetti contro le sbarre delle finestre. L'emergenza Covid19 quindi non ha risparmiato neanche loro. 

Stracci a fuoco nelle celle

"L'organizzazione sindacale Sinappe - scrive il vice segretario regionale, Bruno Caprarelli - con il presente, vuole comunicare il gravissimo evento critico che si è verificato nella serata del 06/03/2019 all’interno di una sezione detentiva del carcere di Frosinone. Poco dopo le ore 18 un mezza dozzina di detenuti ristretti all’interno di una sezione, hanno iniziato una violenta protesta immotivata, lanciando fuori dalle proprie stanze detentive tutto ciò che era possibile e successivamente davano fuoco ad alcuni indumenti rendendo l’aria irrespirabile a causa del fumo. Solo grazie all’intervento dei pochissimi colleghi in servizio con a capo di essi i sottufficiali di turno e il Comandante del Reparto (rientrato immediatamente in Istituto). I poliziotti in servizio, dopo altre due ore di trattativa, dimostrando grandissima professionalità, abnegazione e spirito di sacrificio, sono riusciti a ripristinare l’ordine e la sicurezza all’interno del reparto, mettendo al sicuro la restante popolazione detenuta e gli stessi autori della protesta".

La denuncia

"Sono oramai anni che il sindacato Sinappe denuncia all’Amministrazione centrale la gravissima carenza di personale di polizia e il sovraffollamento di detenuti - prosegue ancora Caprarelli - cui è soggetto l’istituto detentivo del capoluogo. Basti pensare che lo stesso Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, prevede per l’Istituto di Frosinone una pianta organica di almeno 300 unità di Polizia Penitenziaria, a fronte dei 200 presenti e la capienza massima di una popolazione detentiva di 450 detenuti, a fronte dei 600 presenti. Ad aggravare la situazione, estremamente a rischio per l’incolumità degli operatori della sicurezza e di tutti coloro che per le ragioni dei propri uffici hanno accesso nell’Istituto, negli ultimi giorni sta avendo il suo effetto negativo anche l’espandersi del virus epidemiologico COVID-19. È del tutto evidente l’abbandono a livello Centrale da parte dell’Amministrazione e politico nazionale, riguardante il sistema “carcere”, salvo alcune indicazioni del tutto generiche che invitano il personale a lavarsi insistentemente le mani. Sarebbe opportuno che la stessa Amministrazione si assumesse le proprie responsabilità, limitando in questo periodo, il più possibile gli accessi all’interno degli istituti penitenziari da parte di persone provenienti dall’esterno e dotando di strumenti idonei gli operatori a difesa dell’espandersi del virus".

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