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VIDEO | Pignataro Interamna, lo straziante addio a Cristian Terilli l'operai morto in fabbrica

Intanto sono stati resi noti i risultati dell'autopsia: a provocare la morte è stato un trauma toracico unitamente alla frattura della colonna vertebrale

 

In centinaia hanno affollato la chiesa di San Salvatore a Pignataro Interamna, in provincia di Frosinone, dove si sono svolti nel primo pomeriggio di mercoledì 8 gennaio, i funerali di Cristian Terilli, l'operaio di ventinove anni, morto all'interno dello stabilimento Sevel di Atessa in provincia di Chieti.

Dure le parole pronunciate nel corso dell'omelia da don Adamo Gizzarelli che ha spiegato come 'il lavoro non deve essere più fonte di pericolo o di morte ma di sostentamento, di passione'. Strazio e dolore senza fine per i familiari del giovane marito, padre di due bimbi. Lutto cittadino voluto dal sindaco Giovanni Murro e tanta tristezza in piazza e tra i vicoli al passaggio del feretro. 

Il fatto

I risultati dell'autopsia

Nel giorno del dolore sono state anche rese note le cause che hanno provocato la morte di Cristian. Ad uccidere l'operaio della ditta esterna che stava effettuando manutenzione per conto della Comau, è stato un trauma toracico chiuso unitamente alla frattura della colonna vertebrale. L'incidente è avvenuto mentre il ventinovenne stava effettuando dei lavori di manutenzione dell'impianto robotico del reparto Lastratura. Ad accertare i traumi è stata l'autopsia, effettuata all'ospedale di Chieti - cosi come riportato da chietitoday.it - dall'anatomopatologo Domenico Angelucci, alla presenza dei consulenti delle sei persone indagate dal pm di Lanciano, il sostituto procuratore Serena Rossi per presunto omicidio colposo. Sono stati effettuati i prelievi per gli esami istologici, tossicologici e alcol.

Gli indagati

Gli indagati sono i rispettivi responsabili delle società interessate e del settore sicurezza di Fca-Sevel, Comau di Torino, ditta appaltante, e la Sinergia che ha preso il subappalto. A schiacciare l'operaio della ditta Sinergia di Cassino, sub appaltatrice della manutenzione, è stato un pesante castelletto di traslazione, che supporta le fiancate del furgone Ducato. La morte è arrivata praticamente all'istante. Nei prossimi giorni la procura nominerà i periti tecnici per accertare le ragioni del crollo dell'impianto. 

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