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VIDEO | Tutti in marcia per ricordare Serena Mollicone nel giorno dell'udienza Gup

L'evento è stato organizzato dal gruppo social #siamotuttiguglielmomollicone ha visto la partecipazione di tante persone. In prima fila anche Carmine Belli

 

Un sostegno morale ed affettivo come pochi quello che viene dato in questi giorni alla famiglia Mollicone. Cittadini ed Istituzioni in prima linea per tenere alta l'attenzione mediatica sul processo che vede coinvolte cinque persone indagate, a vario titolo, per la morte di Serena Mollicone, la diciottenne di Arce, assassinate nel 2001. Questa mattina in occasione dell'udienza Gup in tribunale, a Cassino, nel sud della provincia di Frosinone, un gruppo di amici di papà Guglielmo, che hanno dato vita alla pagina social 'siamotuttiguglielmomollicone', si sono dati appuntamento davanti la stazione ferroviaria della città martire e da lì, accompagnati dalle forze dell'ordine, hanno pacificamente marciato fino in piazza Labriola. Il sindaco di Arce, Luigi Germani, ha sfilato indossato la fascia tricolore mentre a sostenere uno degli striscioni è stato Carmine Belli, il carrozziere di Rocca d'Arce ingiustamente accusato di aver ucciso la studentessa quel maledetto giugno di diciannove anni fa. La marcia si è poi conclusa davanti le panchine rosse del rispetto, posizionate nell'area antistante il tribunale e inaugurate lo scorso mese di novembre proprio da Guglielmo Mollicone poi colpito da un grave malore. 

Il processo

In aula c'è stata invece la replica del magistrato Maria Beatrice Siravo in merito ad alcune eccezioni presentate dalle difesa degli indagati. Il processo è stato aggiornato al 26 febbraio e sono state calendarizzare altre due udienze in programma per il 13 e il 20 marzo. A presenziare c'erano Franco Mottola, ex comandante della stazione dei Carabinieri di Arce, accusato unitamente alla moglie Annamaria ed al figlio Marco di omicidio volontario, il luogotenente Vincenzo Quatrale accusato di concorso morale esterno in omicidio e istigazione al suicidio a carico del brigadiere Santino Tuzi e l'appuntato Francesco Suprano accusato di favoreggiamento. Tutti e tre i militari nel giorno della scomparsa di Serena, avvenuta il primo giugno, erano di servizio presso la caserma dei Carabinieri di Arce.

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