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Cassino, “nutriamo l’amore non la violenza” e emerso questa mattina al convegno

Questa mattina,presso il teatro “Manzoni” di Cassino, il Questore di Frosinone dr. Filippo Santarelli, con il Dirigente il Commissariato di Cassino dr. Alessandro Tocco e con il Direttore Tecnico Capo della Polizia di Stato dott.ssa Cristina...

conferenza Cassino 16 marzo

Questa mattina,presso il teatro “Manzoni” di Cassino, il Questore di Frosinone dr. Filippo Santarelli, con il Dirigente il Commissariato di Cassino dr. Alessandro Tocco e con il Direttore Tecnico Capo della Polizia di Stato dott.ssa Cristina Pagliarosi, è intervenuto alla conferenza organizzata dal Dirigente Scolastico dell’Istituto di Istruzione Superiore “S. Benedetto”: le donne sono state incoraggiate a non subìre e a non barricarsi nell’isolamento ma a segnalare e denunciare ogni tipo di violenza .

“Violenza sulle donne…ciò che chiediamo alle Istituzioni”è il titolo della conferenza svoltasi questa mattina a Cassino, presso il teatro “Manzoni”, alla presenza del Giudice Tommaso Miele, Presidente della Sezione della Corte dei Conti per l’Abruzzo.

All’invito del Dirigente Scolastico dell’Istituto di Istruzione Superiore “S. Benedetto” prof. Pasquale Merino, che ha organizzato l’evento, ha risposto favorevolmente la Questura di Frosinone, da sempre impegnata in campagne di sensibilizzazione contro la violenza di genere e sempre al fianco delle fasce più deboli.

All’incontro è intervenuto il Questore dr. Filippo Santarelli, con il Dirigente il Commissariato di Cassino dr. Alessandro Tocco e con il Direttore Tecnico Capo della Polizia di Stato dott.ssa Cristina Pagliarosi.

In perfetta continuità con “Questo non è amore”, manifestazione lanciata a livello nazionale dalla Polizia di Stato per le giornate del 14 febbraio e dell’8 marzoe che aveva interessato il territorio della Provincia, la presenza della Polizia di Stato, anche nell’evento cassinate, si inserisce come impegno costante ad incoraggiare le donne,vittime di violenza di genere, a rompere il muro del silenzio, dell’isolamento e del dolore.

Oltre alla tutela offerta dalla legge, che va dagli strumenti dell’ammonimento al divieto di avvicinamento fino ai domiciliari e al carcere per i casi più gravi, sottolinea il Questore, la battaglia più importante si gioca sul campo della prevenzione in cui la Polizia di Stato è impegnata, non solo nel contribuire attraverso l’informazione al superamento di una mentalità di sopraffazione, ma a fare da sentinella per intercettare prima possibile comportamenti violenti e intimidatori.

In questa prospettiva si muove l’adozione, dall’inizio dell’anno, del protocollo E.V.A. (Esame delle Violenze Agite) da parte di tutte le Questure d’Italia.

Questa procedura consente agli equipaggi di Polizia, che intervengono su casi di violenza domestica, di sapere se ci siano stati altri episodi in passato nello stesso ambito familiare, attraverso la compilazionedi una checklist che, anche in assenza di formali denunce, spesso impedite dalla paura di ancor più gravi ritorsioni, consente di tracciare situazioni di disagio, con l’obiettivo di tenerle costantemente sotto controllo e procedere all’arresto nei casi di violenza reiterate.

Per uscire dal circuito della violenza, prosegue la dott.ssaPagliarosi, Direttore Tecnico Capo Psicologo della Questura di Frosinone, è fondamentale la consapevolezza della donna – vittima che le permette di saper leggere l ’“altro” nel contesto di violenza e di abusi: iniziamo con il dare l’etichetta giusta ai comportamenti subiti, tanto quanto a quelli messi in atto.

Non possiamo parlare di amore se poi la relazione è interrotta da episodi di violenza, sopraffazione, abusi.

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L’amore è libertà, rispetto di sé e dell’altro e i ragazzi presenti, futuri componenti della società, potranno fare di questi concetti il loro slogan: nutriamo l’amore, non la violenza!

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