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Festival Cassino OFF con due appuntamenti imperdibili il 29 e 30 aprile

La fisarmonica verde, tratto dall’omonimo testo di Andrea Satta, adattamento teatrale di Ulderico Pesce e Andrea Satta , con Ulderico Pesce e Andrea Satta, musiche di Andrea Satta e Angelo Pelini, Prima nazionale, 29 aprile| h. 21, Aula Pacis...

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La fisarmonica verde, tratto dall’omonimo testo di Andrea Satta, adattamento teatrale di Ulderico Pesce e Andrea Satta , con Ulderico Pesce e Andrea Satta, musiche di Andrea Satta e Angelo Pelini, Prima nazionale, 29 aprile| h. 21, Aula Pacis, Cassino, Festival CassinoOFF. Lo spettacolo racconta la Seconda Guerra Mondiale attraverso il recupero del rapporto tra un padre, Gavino Esse, di origine sarda, che è stato internato in un campo di concentramento in Germania, e il figlio Andrea (Satta) che, mosso dal desiderio di capire il padre, cerca, dopo la sua morte, di ricostruire i momenti salienti della vita in base agli oggetti che il padre ha lasciato. Andrea, tra gli oggetti, trova un documento firmato da suo padre e da altri soldati internati politici del campo di concentramento di Lengenfeld. È la denuncia di una vera e propria strage commessa da Joseph Hartmann quando decise, il 14 aprile 1945, di chiudere in una baracca di legno un centinaio di internati politici per dargli fuoco. Alcuni prigionieri che provavano a scappare venivano raggiunti dai colpi di pistola sparati dallo stesso Hartmann, altri riuscirono a fuggire ma una quarantina di loro morì tra le fiamme. Quel documento spinge Andrea a sapere di più del padre. Decide allora di andare a visitare i luoghi di origine di Gavino: la Sardegna. Nella vecchia casa di famiglia recupera una fisarmonica italiana, dei dischi di musica italiana degli anni '40 e un cappottone militare. I ricordi diventano più precisi, i racconti della guerra più chiari. Andrea in questo viaggio verso il padre scopre l’atrocità della guerra.

All’Aula Pacis di Cassino, nell’ambito del Festival CassinoOFF e in collaborazione con il Circolo Fuorifuoco, il pomeriggio del 30 aprile dedicato ai più piccoli in cui quattro mamme racconteranno ai bambini in sala le favole che a loro volta le raccontavano le loro mamme, accompagnate dai Tetes de Bois che suoneranno le musiche di Fiorenzo Carpi, quelle del Pinocchio di Luigi Comencini e di tante generazioni fra le sinfonie dell'immaginario. Uno spettacolo come un varietà della poesia e della fantasia, con radici e saperi lontani. Ci sarà una volta. Mamma quante storie prende il via dal libro del musicista Andrea Satta, pediatra e scrittore, nel quale racconta la meravigliosa esperienza multiculturale di esercitare la propria professione di pediatra in un quartiere dell’hinterland di Roma, una periferia, simile a un paese, dove convivono molte persone originarie di Roma con altre proveniente da diverse regioni d’Italia e moltissime da altre parti del mondo tra storie, odori, sogni, amore, difficoltà, pianti e sorrisi. Ci sarà una volta è un volume di fiabe e racconti raccolti insieme ai genitori dei bambini che frequentano l’ambulatorio, un viaggio diventato un festival itinerante, un circo senza tenda, un luogo di scambio. Favole raccontate dalle mamme dell'ambulatorio, ma anche da quelle viaggianti arrivate a Mori, nella Valle dell'Adige fino in Trentino, al Festival delle Favole. Ci sarà una volta continua a girare l’Italia partendo da Torino e arrivando a Genova, Legnano, Castellammare di Stabia, Grugliasco, Lecce e ancora Matera, Barile sul Monte Vulture, Trento, Roma, Firenze, Napoli, Crotone, Terni, Pesaro, Ravenna e via così, passando per Cassino. “Qualche anno fa venne da me una mamma, originaria del Marocco: mi disse che da quando viveva qui, all’epoca otto anni, non riusciva a fare amicizia con nessuno. Le uniche occasioni che aveva per chiacchierare erano all’uscita del figlio da scuola e in ambulatorio, mentre aspettava che visitassi il suo bambino. La sua solitudine mi fece pensare molto. Allora mi venne un’idea: perché non chiedere alle mamme e ai papà di fare qualcosa di personale come raccontare le favole con cui si addormentavano da piccoli? Tutto ebbe inizio con un cartello in ambulatorio. La proposta ebbe un successo inaspettato: ho cominciato a capire che tutto funzionava quando sono iniziate ad arrivare, assieme alle mamme e ai papà, schiacciate romene, couscous arabi, biscotti palestinesi. Dopo qualche piccolo momento di timidezza, le mamme hanno iniziato a raccontare nella loro lingua (e poi in italiano) le loro storie preferite, quelle che avevano appreso da piccole nella loro terra d’origine.” (Andrea Satta) (fonte ufficio stampa festival CassinoOFF).

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