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Regione, ater Abbruzzese (FI): su nomina commissari mi rivolgerò alla magistratura

"Non si può venire in aula e rispondere ad una interrogazione spiegando l'iter di una proposta legge. Questa è pura e vera arroganza e pertanto sul continuo e immotivato ricorso alla proroga del commissariamento degli Ater ritengo necessario far...

"Non si può venire in aula e rispondere ad una interrogazione spiegando l'iter di una proposta legge. Questa è pura e vera arroganza e pertanto sul continuo e immotivato ricorso alla proroga del commissariamento degli Ater ritengo necessario far ricorso alle competenti sedi giudiziarie. Il governo regionale sta perpetrando un abuso nei confronti delle istituzioni". Lo ha dichiarato Mario Abbruzzese, consigliere regionale di Forza Italia del Lazio nella question time di questa mattina presso il consiglio regionale.

" Quanto accaduto è un'offesa politica, noi non volevam osapre cosa sta succcendo ma chiedevamo al governo regionale se ha ancora intenzione di continuare le nomine commissariali in questi enti visto e cosiderato che sono quasi cinque anni che si procede a rinnovi ad ultranza senza benefici tangibili per i cittadini e le aziende stesse.

Ad oggi la proposta di Legge di riordino dell’ATER è ferma in Consiglio Regionale del Lazio, ovviamente per problemi della maggioranza, mentre, di contro, i vari Commissari straordinari continuano ininterrottamente da quasi quattro anni, in totale autonomia a gestire le varie Aziende senza, ovviamente, alcun controllo formale da parte degli organi di Amministrazione. Questa gestione commissariale rappresenta una vera e propria anomalia, sia in punto di fatto che di diritto, addirittura un unicum che stride profondamente con le norme del Diritto amministrativo oltre che con il comune buon senso.

"Tale situazione commissariale reiterata nel tempo, evidentemente contra legem, se dovesse ulteriormente protrarsi, comporterebbe inevitabilmente un ricorso alle vie legali. Queste gestioni Commissariali non comportano alcun genere di risparmio per l’Azienda, ergo per la collettività". Ha concluso Abbruzzese

SANITA'; ABBRUZZESE (FI): PEDIATRIA SAN RAFFAELE CASSINO, BUROCRAZIA BLOCCA SERVIZI A FAMIGLIE CON DISABILITA'. PRESENTATA INTERROGAZIONE A ZINGARETTI

"Ho presentato una interrogazione urgente al presidente Zingaretti in merito alla situazione del reparto pediatrico del San Raffaele di Cassino. La burocrazia sta bloccando un'eccellenza del territorio che dava risposte quotidianamente a circa 150 utenti, pertanto ho richiesto quali provvedimenti intende assumere la Regione Lazio, anche ai fini autorizzativi per consentire alle famiglie di continuare a fruire di questo servizio tanto prezioso per i propri figli". Lo ha dichiarato Mario Abbruzzese, consigliere regionale di Forza Italia del Lazio e presidente della Commissione Speciale riforme Istituzionali.

"Il reparto pediatrico del San Raffaele di Cassino, eroga da anni un percorso riabilitativo a bambini portatori di varie disabilità, abbracciando un territorio di utenti che va oltre la provincia di appartenenza. Anni di esperienza, cura e dedizione ne fanno un polo di eccellenza; eppure, da qualche tempo tutto rischia di venir meno. Da novembre dello scorso anno, infatti, nel reparto de quo non c’è un neuropsichiatra infantile, figura professionale necessaria fondamentale, sia per la diagnosi, che per il trattamento terapeutico dei piccoli pazienti, sia per la firma dei progetti riabilitativi.

La struttura ospedaliera ha pubblicato sul proprio sito istituzionale la ricerca della figura, ma ad oggi nessuno ha risposto al bando per manca dei necessari requisit.

Nel frattempo si assiste alla chiusura dei progetti formativi in scadenza e all’impossibilità di autorizzare nuovi ingressi. Se si pensa che i bambini in cura erano 115, ci si rende conto delle grandi difficoltà che sta generando questo vuoto. Parliamo di diagnosi che vanno dallo spettro dell’autismo, all’autismo, ai ritardi di linguaggio e a sindromi rare. I progetti riabilitativi posso coprire da un minimo di due ore ad un massimo di sei trattamenti a settimana;

Nel momento in cui il progetto non viene rinnovato, la terapia deve proseguire comunque e, non tutte le famiglie, possono permettersi di sostenere privatamente costi molto elevati. Invece, per chi ancora resta legato al progetto, iniziano i disagi legati alla riorganizzazione interna del reparto, generata dai progetti chiusi con relativo spostamento delle ore di trattamento, ciò ad anno scolastico avviato, e quindi con un sostegno già programmato, e relativa riorganizzazione del menage familiare;

Pur apprezzando gli sforzi compiuti fino ad oggi dalla Dirigenza del San Raffaele per ipotizzare delle soluzioni, ad oggi il problema rimane.

Per ovviare alla mancanza di questa qualificata figura professionale del neuro psichiatra infantile, non è possibile attivare una convenzione diretta con gli specialisti perché si creerebbe un conflitto tra controllore e controllato;

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Data l’eccezionalità legata alla necessità di assicurare un servizio importante che coinvolga mamme e bambini, si potrebbe ipotizzare invece una convenzione regionale straordinaria, di fatto una deroga, calata sulla ASL, con le caratteristiche della integrazione pubblico/privato (i medici a carico della ASL, il resto a carico del San Raffaele, senza penalizzazioni di sorta sulla retta)". Ha concluso Abbruzzese.

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