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frontiera 3

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Pastena, l’orgoglio di essere briganti

Di sicuro vogliono essere diversi dagli altri, nel pensiero, nei modi di agire, di certo vogliono misurare le loro forze, mettersi alla prova per realizzare ogni anno la “festa della frontiera” giunta ormai alla decima edizione.

Di sicuro vogliono essere diversi dagli altri, nel pensiero, nei modi di agire, di certo vogliono misurare le loro forze, mettersi alla prova per realizzare ogni anno la "festa della frontiera" giunta ormai alla decima edizione.

L'orgoglio di essere briganti, ovvero liberi di esternare le loro opinioni, anche se scomode e controcorrente, determinati a non essere schiavi di nessuno ma difensori dei principi di legalità e di giustizia a partire dai soggetti più deboli e delle fasce sociali più emarginate.

E' da questa sorta di filosofia della vita, tratta dalla storia dei briganti e dalla loro persecuzione ad opera delle truppe papaline e dallo sterminio praticato dalle truppe piemontesi, che trae forza e dinamismo l'associazione delle Frontiera di Pastena retta dal duo Roma Vincenzo e Zomparelli Massimo.

Veri animatori della manifestazione che punta tutto sul lavoro e sulla partecipazione degli abitanti della contrada Cavatelle, sede dell'antico confine tra lo Stato Pontificio e Regno Borbonico e scenario di numerosi scontri, durante la concitata stagione della riunificazione d'Italia tra gruppi di briganti e drappelli del neonato esercito italiano.

Rimane questo spirito indomito che si manifesta nel rifiuto di qualsiasi sovvenzione o contributo finanziario proveniente dalle casse regionali a simboleggiare l'autonomia e l'indipendenza da uno Stato che dovrebbe destinare a fini più nobili i soldi pubblici e ricondurre lo stile di vita dei rappresentanti del popolo a principi di sobrietà, onestà e lealtà che paiono si siano eclissati da tempo.

Non solo una festa popolare testimoniata dalla preparazione di autentici piatti tipici della zona, qualcosa in più rispetto alle tante sagre paesane che ravvivano i borghi e i paesi del nostro comprensorio, c'è un'atmosfera diversa forse generata dalla proiezione di film in bianco e nero che illustrano l'italia povera e contadina dell'inizio del novecento, forse è l'arte delle mani che incastrano i vimini, forse incanta il costume del contadino che quasi accarezza le sue bestie e condivide avversità atmosferiche e precarietà economica.

Siamo fuori dalla logica aziendale e del primato del profitto, ritorniamo alle radici della società, ai suoi bisogni primari che sono anzitutto la possibilità di nutrirsi, di avere una proprietà terriera, di potersi curare e di accedere ad un livello minimo di istruzione scolastica e soprattutto di avere un paese senza steccati e senza privilegi.

Lo stile dell'associazione è in fondo questo ritorno al rispetto della natura, all'amore per le cose genuine, alla convinzione che su questa terra non ci possono essere né schiavi e né padroni ma uomini e donne uguali che devono poter avere tutte le opportunità per raggiungere i loro obiettivi e realizzare i loro sogni.

Il brigante, emblema dell'associazione e filo conduttore delle due serate di festa, l'8 e 9 di agosto, è il richiamo ad un mondo che non sia vittima della tecnologia né delle ideologie autoritarie, ed è il rappresentante di un mondo rurale che aveva conosciuto la miseria, l'arretratezza, la povertà e la fame proprio in virtù di squilibri e ingiustizie sociali che concentravano ricchezza e potere nelle mani di pochi latifondisti. La società si è evoluta, il mondo è andato avanti ma ancora oggi una storiografia dominante descrive il brigante come un soggetto asociale, ribelle e violento. Durante queste serate quasi si riscopre l'umanità sofferta e repressa di una società che chiedeva maggiore considerazione e rispetto.

" E' una manifestazione essenziale e sobria, unica nel suo genere - scrive il Sindaco Gnesi- perché non cisono cover, amplificazioni, palcoscenici e luci abbaglianti. Tutto si svolge nel più assoluto rispetto dell'ambiente, cibi preparati con cura, vini, oli eformaggi locali . La nostra amministrazione sostiene solo moralmente questa associazione perché da sempre hanno sempre evitato di attingere a finanziamenti pubblici per realizzare il loro programma. Quest'anno è un traguardo importante soprattutto perché il trend incoraggia ad andare avanti in quanto la partecipazione è sempre crescente e la soddisfazione per quanto visto e ascoltato è davvero soddisfacente".

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