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Piglio, La pista ciclabile invasa dalla processionaria e non solo

La pista ciclabile, la più lunga d’Italia, che si snoda sul territorio di cinque comuni: Fiuggi, Acuto, Piglio, Serrone e Paliano, fiore all’occhiello della passata gestione della Regione Lazio e dei comuni attraversati, è ora invasa dal terribile...

moria alberi

La pista ciclabile, la più lunga d’Italia, che si snoda sul territorio di cinque comuni: Fiuggi, Acuto, Piglio, Serrone e Paliano, fiore all’occhiello della passata gestione della Regione Lazio e dei comuni attraversati, è ora invasa dal terribile virus, la “Processionaria”. Così, il danno oltre ad essere di natura ecologica è anche di natura paesaggistica.

Stiamo parlando di quella pista ciclabile realizzata a suon di miliardi delle vecchie lire e clamore di gran cassa e successivamente abbandonata a se stessa. I ciclisti della zona fanno di tutto per evitarla preferendo le strade provinciali e statali oppure i prati d’Arcinazzo. Fin qui la notizia.

Dopo questa emergenza, sarebbe opportuno che gli Enti preposti (Regione, Comunità Montana, Comuni e Ispettorati forestali) tutti riuniti attorno ad un tavolo, possano mettere in cantiere una bonifica delle zone infestate dalla processionaria con progetti oculati e finanziati adeguatamente.

Sarebbe opportuno orientarsi verso nuove metodologie di intervento in sintonia con la difesa ambientale, dicono gli ecologisti locali, niente interventi chimici, solo lotta biologica, un ottimo sistema che potrebbe essere rappresentato dall’immissione del Bacillus Thurincensis oppure procurare mediante la diffusione di sostanze odorose il cosiddetto disorientamento sessuale: si catturerebbero in tal modo i maschi evitando così l’accoppiamento sessuale.

La formica rupa, indicata ancora oggi da più parti come un ottimo deterrente al diffondersi della processionaria si è dimostrata inadeguata.

Infatti negli anni ’50 vennero prelevati alcuni nidi di questo insetto in Valtellina e tradotti nelle nostre zone. Ebbene la formica rupa non si è adattata al nostro ambiente tanto che si è quasi totalmente estinta. La situazione si fa sempre più critica non solo a Piglio ma anche nelle zone limitrofe.

Dal canto suo l’Assessore alla Regione, ed il suo omologo alla provincia di Frosinone in comunione con quello del Comune di Piglio debbono mettere in atto un progetto affinché si metta in piedi una task-force di uomini e mezzi per debellare definitivamente questo autentico flagello dei pini che ha invaso non solo la pista ciclabile ma e che sta distruggendo interi boschi di pini nelle alture di Piglio. Ciò non per puntare il dito contro qualcuno, ma per preservare nell’interesse di tutti le risorse naturali, un patrimonio di tutti.

Giorgio Alessandro Pacetti

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