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Alatri, Il Centrodestra si organizza per dire No al referendum sulla Riforma Costituzionale

Al via i banchetti nelle piazze di Forza Italia e Noi con Salvini "Perché voteremo NO al Referendum sulla riforma costituzionale di Ottobre? Per sconfiggere una deriva autoritaria ma soprattutto antidemocratica".

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Al via i banchetti nelle piazze di Forza Italia e Noi con Salvini "Perché voteremo NO al Referendum sulla riforma costituzionale di Ottobre? Per sconfiggere una deriva autoritaria ma soprattutto antidemocratica".

In sintesi sono queste le ragioni che muovono Forza Italia e l’intero Centrodestra, a schierarsi contro lo strapotere che Renzi cerca di portare avanti attraverso una "pessima riforma, il cui intento finale è quello di rafforzarne la sua personale figura". Così, sulla scia di quanto già annunciato a livello nazionale, anche ad Alatri il Centrodestra porterà avanti la battaglia per il NO con la creazione di un comitato, assieme a Noi Con Salvini, che miri a raccogliere la sfida morale di riportare al centro il concetto della sovranità popolare.

"Per noi di Forza Italia, la riforma propinata dal duo Renzi-Boschi è da bocciare in tutte le sue parti, sia formali che sostanziali. Nella forma perché viene votata in un Parlamento dichiarato incostituzionale, e poi perché viola le stesse prerogative che la Costituzione ci offre. La Repubblica italiana si basa sul principio della “separazione dei poteri” ed è compito del Parlamento, ossia del potere legislativo, ovvero di chi fa le Leggi, promuovere iniziative che vadano a modificare la Costituzione stessa, e non del Governo che dovrebbe utilizzare questo potere solo nei momenti di particolare pericolo ed emergenza. Risulta dunque evidente a tutti, l’intento del Governo di spostare la discussione nel merito al plebiscito pro o contro Renzi. Esaminando successivamente la riforma da un punto di vista sostanziale, non possiamo separarla da un’altra aberrazione giuridica, la nuova legge elettorale denominata “Italicum”, che pone gravi problemi di rappresentanza democratica nominando i parlamentari con l’esclusivo criterio della fedeltà del leader, e trasforma così la pratica elettorale in una sublimazione del regime personalistico. La sovranità verrà fatalmente inabissata dal malintenzionato concetto che vede spostare il potere dal popolo al Palazzo, rendendo le elezioni un mero esercizio di stile anziché un vero e proprio momento di confronto e dibattito. Non è vero, come dice Renzi, che si supera il bicameralismo; ci sarà una complicazione della prassi parlamentare, con mille rivoli che ingolferanno il percorso legislativo, ed è altrettanto falso che ci sarà una maggiore trasparenza sulle competenze Stato-Regione. Con l’eliminazione del Senato, che non comporterà alcuna riduzione significativa dei costi, i Senatori, così come succede nelle Province, diventano praticamente una flotta di nominati. Saranno i Consiglieri regionali e i Sindaci, in una sorta di part-time nell’espletamento dei due mandati, a sedere tra i banchi di Palazzo Madama, rispondendo così a logiche partitiche anziché rappresentative. Le proposte di iniziativa popolare, anch’esse incorporate nel calderone riformatore! Dalle attuali 50.000 firme si passerà a 150.000 firme per poter presentare una legge sottoscritta dai cittadini al Parlamento. Un ulteriore indizio che ci fa capire quando possa stare a cuore a Renzi il rispetto della sovranità e della rappresentanza democratica!

Non escludiamo che la nostra Carta debba essere riformata per garantire una produzione più fluida e veloce delle leggi, ma non è questo il modo, non è attraverso un atteggiamento arrogante e prove muscolari che si può cambiare la Costituzione, soprattutto non lo si può fare escludendo le minoranze da tale processo. La Costituzione rappresenta l’assetto del nostro Stato civile e pertanto deve essere discussa e condivisa con tutte le forze politiche e non essere appannaggio dei propri desideri. Forza Italia e Noi con Salvini saranno fianco a fianco in questa battaglia per ripristinare il sacrosanto concetto di sovranità e rimettere al centro il cittadino attraverso il modello della partecipazione. A questo serviranno i banchetti nelle piazze! Per far sentire la voce di tutti, dopo tre Governi non eletti!

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