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Alatri, saliti ad otto gli indagati per l’omicidio di Emanuele Morganti

Di Giancarlo Flavi Sono saliti ad otto gli indagati per il delitto di Alatri, davanti alla discoteca “Mirò”, dove ha trovato una morte assurda, sembrerebbe colpito alla testa da un corpo contundente  che ancora non si trova, il...

Alatri Tecchiena funerali Emanuele 26

Di Giancarlo Flavi

Sono saliti ad otto gli indagati per il delitto di Alatri, davanti alla discoteca “Mirò”, dove ha trovato una morte assurda, sembrerebbe colpito alla testa da un corpo contundente che ancora non si trova, il ventenne Emanuele Morganti, per il quale sono agli arresti in carcere i fratellastri Mario Castagnacci e Paolo Palmisani, due noti pregiudicati di Alatri dediti ad alcol e droga.

L’ottava persona finita nel registro degli indagati è una persona di mezza età presente all'esterno del locale in quella tragica sera, ma per il momento non si sa a che titolo è coinvolto. Intanto, lunedì proseguiranno da parte dei carabinieri diretti dal Cap. Contente gli interrogatori delle persone presenti durante le liti. Ci sono parecchie contraddizioni tra gli interrogati ed è difficile accertare le responsabilità penali. Intanto, si susseguono le testimonianze di persone che hanno avuto a che fare per motivi di Lavoro con il giovane Emanuele Morganti. La testimonianza arriva dal Sig. Marco Sarandrea di Collepardo, che aveva avuto alle sue dipendenze il giovane che studiava chimica ed è rimasto molto soddisfarlo del lavoro che aveva fatto Emanuale perché ha raccolto le schede dei prodotti consumati per le varie miscele per produrre i liquori. “ Io ero sull’etna, quando ho saputo la notizia- ci dice Sarandrea- non volevo credere che si trattasse di Emanele che aveva lavorato con me ma non posso far altro che parlare bene di lui per il quale nutro un bellissimo ricordo”.

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Davanti al Miro' abbiamo incontrato un ragazzo che abbiamo visto tentennare, perché per ben due volte si è presentato a leggere quanto stava scritto sui biglietti vicini ai fiori lo abbiamo avvicinato e gli abbiamo chiesto se era di Alatri. Ci ha risposto di Si. "Ma quando c’è stato il fattaccio ero a Milano per lavoro e le giuro che ho avuto una vergogna immensa al posto dove tutti mi guardavano con sospetto. Adesso sono qui a rendermi conto di quello che è successo". C’era mai stato dentro quel locale? "Si. Più di qualche volta,. Prima di andare a Milano ma non avevo notato niente di strano”.

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