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Anagni, Sanità ed Ospedale: riunione dal sapore amaro

Anagni, Sanità ed Ospedale: riunione dal sapore amaro. Rabbia e delusione, unite alla sfiducia, hanno dominato la riunione tenutasi venerdì pomeriggio nella ex carrozzeria di Piazza Innocenzo III, dove un frettoloso Bassetta cercava la salvezza in...

Anagni, Sanità ed Ospedale: riunione dal sapore amaro. Rabbia e delusione, unite alla sfiducia, hanno dominato la riunione tenutasi venerdì pomeriggio nella ex carrozzeria di Piazza Innocenzo III, dove un frettoloso Bassetta cercava la salvezza in corner dopo la evidente disfatta sul settore. Si è parlato naturalmente del passaggio di consegne dalla Mastrobuono al commissario Macchitella, e della necessità di investire quest'ultimo delle problematiche che non può non conoscere. Il "mal comune mezzo gaudio" nell'ascoltare la situazione affatto rosea dell'ospedale di Alatri, non può essere una consolazione, e la politica in generale veniva bocciata su tutti i fronti. Il comunicato di Valeriano Tasca di Casapound, sintetizza in termini crudi il pensiero dominante: "Dobbiamo riavere il Pronto Soccorso, ecco su cosa doveva essere incentrato l'incontro di venerdì sulla sanità. Questa era la battaglia da fare, invece di credere alle promesse della Mastrobuono, di Buschini e di Bassetta. Quest'ultimo poi ieri ha ascoltato due interventi, ha detto due parole e poi è andato via. Si è inventato che ora è il momento di essere uniti, che non si può pensare alla sanità se non in maniera globale e che va difesa la sanità provinciale nella sua interezza. Parla proprio lui che ha votato un atto aziendale scellerato solo perché conteneva otto righe su Anagni. È riuscito nella brillante prestazione di contraddirsi nel giro di tre secondi. Ieri finalmente e paradossalmente, chi ci criticava ci ha dato ragione. Tutto quello che da un anno e mezzo andiamo dicendo si è verificato. Naturalmente anche ieri si è trovato il capro espiatorio e cioè la Mastrobuono, quando le responsabilità vanno ricercate nella politica e cioè nei sindaci e nel presidente della regione Lazio Zingaretti. Lo diciamo da tempo. I giochetti politici dovevano essere lasciati fuori dalla lotta per la sanità e bisognava continuare a difendere la lotta originaria che era quella appunto del Pronto Soccorso. Invece siccome qualcuno aveva il proprio parente che ricopriva una carica importante nell'amministrazione comunale e qualcuno era filo amministrazione non ci si è fatti scrupoli nell'abbandonare una parte di persone che voleva continuare a lottare per il Pronto Soccorso. Si prenda atto del fallimento del Piano Roiati, si convochi subito il coordinamento dei sindaci e questi decidano di riconsegnare le fasce al Prefetto, anche se sappiamo che questa è pura utopia perché non dobbiamo dimenticare che tra i sindaci c'è quel Bassetta che ha vinto le elezioni comunali con la sceneggiata del 16 maggio 2014 quando con Buschini e i suoi candidati parlava di immediate azioni concrete per far ripartire l'ospedale di Anagni. Un bravo e coscienzioso uomo politico dovrebbe semplicemente dimettersi e non rifarsi una verginità politica sbandierando ora l'unità di azione per salvare la sanità dopo che egli è stato uno dei responsabili del suo affossamento". Geronimo

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