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Auguri a tutti i cittadini della provincia di Frosinone dal Commissario Giuseppe Patrizi

“E’ arrivato il Natale, un momento importante per tutte le comunità, di festa ma anche di riflessione. Le festività natalizie, colme di significati religiosi e sociali, preludono anche al passaggio suggestivo tra un anno e l’altro,

Provincia Frosinone, Patrizi: entro venti giorni salderemo i debiti con le imprese

“E’ arrivato il Natale, un momento importante per tutte le comunità, di festa ma anche di riflessione. Le festività natalizie, colme di significati religiosi e sociali, preludono anche al passaggio suggestivo tra un anno e l’altro, inducono al consuntivo di quanto si è fatto, di quanto non si è saputo o potuto fare, di quel che ci è successo e, al contempo, ci portano ai proponimenti per un tempo nuovo, per l’anno che verrà, per il futuro.

In sintesi siamo, tutti noi, arrivati a un punto nodale. Per me questo momento, giunto al termine di un anno molto denso di responsabilità e di preoccupazioni ma anche di soddisfazioni e, soprattutto, di esperienze umane positive, è il tempo di fare dei ringraziamenti.

Li faccio alla gente di Ciociaria, del Sorano e del Cassinate; alle tre anime che costituiscono un territorio straordinario quel è la nostra provincia, un mosaico di valori e di bellezze che proprio quest’anno, grazie al mio incarico, ho avuto modo di vedere con occhi diversi e nuovi e diconoscere a fondo come mai, nella mia vita, avevo potuto fare

I miei Auguri- aggiunge ancora Patrizi- per questo Santo Natale si uniscono ai ringraziamenti e anche a sentiti complimenti. La nostra gente è piena di iniziativa, capace davvero in tante cose. Siamo ricchi di personalità eccellenti ma anche di un substrato umano che lavora, nelle tantissime particolarità dei Comuni, delle Contrade, dei minuscoli agglomerati urbani disseminati in luoghi impervi, quasi introvabili, per condurre in avanti una storia che si rinnova da millenni. Molto spesso in questi tempi difficili il fardello maggiore, specie nei piccoli paesi, è quasi tutto sulle spalle di generazioni non più giovani.

E’ la forza e la vitalità di tanti nostri anziani, la loro sapienza, a colpirmi di più ed è soprattutto aloro, prima di tutti gli altri, che mi sento di inviare i miei auguri, il mio ringraziamento, i miei sentitissimi complimenti.

Come immagine simbolica, molto significante, ho scolpita nella mente quella di uomini e donne non più giovani, curvi per il lavoro, ancora caparbiamente e amorevolmente attivi negli uliveti.Penso a quanto si debba a queste persone, a coloro che contro tutte le difficoltà, le indifferenze, le ingiurie dei tempi e delle congiunture, sono state capaci di portare fino ad oggi un valore di conoscenza oltre che economico, che caratterizza la nostra terra e fornisce, quando tutto crolla, unappiglio preziosissimo per i giovani volenterosi.

L’agricoltura ci ha salvato in ogni epoca, è la base di ogni nostra crescita, e nonostante i decenni diabbandono, di dimenticanza, ci fa ancora sperare quando progettiamo una rinascita, quando guardiamo alle giovani generazioni che possono, se vogliono, avvalersi delle innovazioni tecnologiche contemporanee per rendere sviluppo il tesoro che gli viene consegnato dai loro nonni. Parimenti mi rivolgo ai tanti che arricchiscono i loro paesi, spinti solo da un’incrollabile passione, delle tante manifestazioni tradizionali che costellano le stagioni della nostra provincia. Si tratta, anche in questo caso, di un valore non solo sociale ma di grandi potenzialità economiche non ancora messe a frutto, perché mai davvero valutate in questo senso.

Ho potuto, nei mesi trascorsi, analizzare di persona quanto di bello e di produttivo ci sia nelle feste tradizionali in ogni angolo nel nostro territorio. Oltre cento appuntamenti ai quali invitare una massa di visitatori, sempre più avida di bellezze da conoscere, di sapori da scoprire, di aria buona da respirare. E di aria buona, nonostante le ingiurie che per decenni sono state propinate al nostro cielo, in provincia di Frosinone ce n’è ancora tanta; tanti scorci indimenticabili, tanti panorami mozzafiato, tanti tramonti da incorniciare.

Tutto questo è un valore inestimabile che dobbiamo mettere alla base del nostro rilancio. Le Festività Natalizie devono essere un momento lieto e non ho intenzione di tediare alcuno con le tristezze che il periodo difficile ha già manifestato in ogni casa. Voglio solo cogliere questa occasione per ringraziare e stringere la mano a ogni componente della classe dirigente di questa terra, per aver saputo nei mesi scorsi donare una speranza di rilancio. Questo è, soprattutto, l’ormaiarcinoto Accordo di Programma che abbiamo siglato con il Ministero dello Sviluppo Economico e la Regione Lazio per riportare degli investimenti nella nostra industria. Quell’Accordo, progettato, inventato, nelle mura del Palazzo della Provincia di Frosinone, è il frutto della lungimiranza e del buonsenso di tutte le componenti che rappresentano il corpo produttivo di questo territorio.

Potrà dare notevoli risultati se sarà gestito con bravura e con serietà. Quel che ci ha già donato, però, è la consapevolezza di essere ancora in grado di fare grandi cose per la nostra gente, per i suoi imprenditori e, soprattutto, per i lavoratori.

L’Accordo di Programma è sostanza ma è anche un’idea, in una terra dove di buone idee, da decenni, non c’era traccia. Ora sappiamo che siamo ancora capaci di fare molto, sappiamo di poter riemergere tenendo a cuore il grande valore che hanno anche le altre aree produttive della provincia: quella antichissima del Sorano e quella del Cassinate, il più importante polo metalmeccanico dell’intera regione. Faccio solo un accenno, tenendo fede alla promessa di essere il meno noioso possibile, a quello che a mio avviso (ma la stessa opinione, ho potuto constatare, è molto diffusa) è un errore clamoroso della politica di questi ultimi anni. Mi riferisco alla cieca volontà di cancellare il più antico strumento per amministrare i territori che esista in questo paese, quello delle Province. Si è detto tutto e il suo contrario su questo argomento e non voglio aggiungere nulla in questa sede.

Guardo solo alla grande realtà che il territorio che amiamo è, e al peccato che sarà non poterloidentificare con un nome, gettandolo nella generalità delle “terre di mezzo” tra una città metropolitana e l’altra di cui non possiamo far parte. Terre di seconda serie, senza la possibilità di scegliersi una guida, senza un’identità da difendere, senza una voce per reclamare il dovuto, senza un punto di riferimento dove protestare le proprie ragioni e chiedere rappresentanza.

Tanti auguri, dunque, a tutti i cittadini della Provincia di Frosinone, grazie per la vostra forza, per la vostra sapienza e per la vostra abnegazione. Un popolo che, per tutte queste ragioni e anche tante altre, nessuno slogan potrà mai cancellare”.

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Giuseppe Patrizi Commissario Straordinario dalla Provincia di Frosinone

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