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Arpino panor-chiesa

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Arpino, accolto il ricorso al TAR del comune. Sospeso il rimborso di oltre 600 mila euro

Nell’udienza del dodici marzo scorso il TAR del Lazio ha emesso un’ordinanza cautelare con la quale ha accolto le motivazioni del Comune di Arpino, rappresentato e difeso dal prof. avv. Edoardo Giardino, nel ricorso proposto nei confronti della...

Nell'udienza del dodici marzo scorso il TAR del Lazio ha emesso un'ordinanza cautelare con la quale ha accolto le motivazioni del Comune di Arpino, rappresentato e difeso dal prof. avv. Edoardo Giardino, nel ricorso proposto nei confronti della Regione Lazio e ha così sospeso gli effetti della richiesta regionale di restituzione della somma di ? 645.393,06 che era stata utilizzata per rimborsare, in parte, al Comune di Arpino la retribuzione corrisposta ai lavoratori (originariamente appartenenti al bacino degli LSU).

La vicenda ha le proprie origini alla fine del 2010 allorquando la Regione, nel dare adempimento ad una propria previsione normativa attuata nella esclusiva finalità di assicurare il sostegno alla crisi occupazionale dei detti lavoratori, ne promuoveva un percorso di stabilizzazione assumendosi l'impegno di finanziarlo con fondi comunitari appartenenti al Fondo Sociale Europeo, poi rivelatosi illegittimo a seguito dell'esame della Corte dei Conti (deliberazione n. 123/2013) che - nella relazione del rendiconto operato nei confronti della Regione Lazio -aveva precisato che " ? solo in occasione del presente referto, è stato acclarato, in maniera definitiva ed indubitabile, che le risorse utilizzate per i processi di stabilizzazione non derivano da fondi comunitari. (?) La dinamica della stabilizzazione degli LSU, così come in fatto attuata, presenta le rilevanti criticità elencate nel corpo della relazione", ed aveva rilevato la presenza di "grave irregolarità" .

Ne è conseguito che nel giugno scorso la Regione Lazio ha dovuto procedere ad annullare le convenzioni stipulate con i Comuni per poi iniziare nel successivo novembre un paradossale procedimento di recupero di somme che assumeva come "indebitamente" percepite dal Comune.

Di fronte a tale comportamento - contrario agli obblighi ed ai vincoli che unilateralmente e consensualmente la Regione aveva assunto con propria legge prima e con le convenzioni dopo - il Comune di Arpino non poteva in alcun modo rimanere inattivo ed è ricorso al Tar del Lazio per vedere prima sospesi e poi annullati gli effetti della paradossale richiesta restitutoria.

"Sono molto soddisfatto per l'esito dell'udienza del TAR del Lazio del 12 marzo scorso, la sezione I ter del Tribunale infatti ha emesso un'ordinanza con la quale vengono accolte le motivazioni del ricorso proposto dal Comune di Arpino nei confronti della Regione Lazio.

Riteniamo che non solo la Regione Lazio non abbia diritto alla restituzione delle somme precedentemente corrisposte per la retribuzione dei lavoratori socialmente utili, ma che essa debba anche onorare l'impegno di corrispondere le mensilità del 2013, ad oggi anticipate dal nostro Ente" ha dichiarato il Sindaco della Città di Arpino avv. Renato Rea che conclude "Attendiamo la conclusione di questo procedimento, la misura cautelare n. 1145/2015 del TAR del Lazio avrà effetto fino alla pronuncia della sentenza di merito prevista a fine anno".

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