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Ferentino, furibonda lite tra conviventi nigeriani lui 30enne è fini in galera

Ieri sera, in Ferentino, personale del locale Comando Stazione Carabinieri, traevano in arresto un 30enne di nazionalità nigeriana   poiché resosi responsabile del reato di “maltrattamenti in famiglia continuati, lesioni personali, danneggiamento...

Ieri sera, in Ferentino, personale del locale Comando Stazione Carabinieri, traevano in arresto un 30enne di nazionalità nigeriana poiché resosi responsabile del reato di "maltrattamenti in famiglia continuati, lesioni personali, danneggiamento e rapina". Nei confronti della propria convivente, anch'essa di nazionalità nigeriana.

In particolare l'uomo, nel corso di un litigio con la propria convivente - di anni 20 - l'aggrediva colpendola con calci e pugni e, non contento, danneggiava il divano, tagliandolo con il coltello, rompeva due televisori oltre a diverse altri suppellettili.

Successivamente, si appropriava di euro 65,00 che erano custoditi all'interno della borsa della ragazza la quale, nel tentativo di opporsi, veniva nuovamente picchiata.

Il personale dell'Arma, allertato dalla stessa vittima, una volta giunti sul posto, verificava che l'aggressore era andato via e, contestualmente raccoglievano ogni elemento utile alla ricostruzione dei fatti.

Le ricerche dell'autore del reato proseguivano fin quando l'aggressore veniva visto all'interno di un bar di Ferentino intendo a bere alcolici ed, una volta fermato e sottoposto a specifica perquisizione, si rinveniva la somma di Euro 65 euro che venivano, successivamente restituiti alla vittima.

Nei confronti della ragazza, visitata da personale medico, veniva refertata una prognosi di 8 giorni per le lesioni riportate.

FERENTINO, PROVOCANO UNA RISSA POI PER FUGGIRE DAI CARABINIERI PROVOCANO UN INCIDENTE E FINISCONO IN OSPEDALE

Sempre a Ferentino, personale del locale Comando Stazione Carabinieri, nell'ambito di specifica attività info-investigativa, intrapresa a seguito di una segnalazione per una lite iniziale tra ragazzi facenti parte di un gruppo, probabilmente dell'Est Europeo e sfociata poi nell'importunare delle famiglie italiane che si trovavano in quel momento al parco Molazzette , con i propri figli, identificavano due dei predetti ragazzi, (due cittadini di nazionalità romena, due 36enni, deferendoli in stato di libertà per il commesso reato di "Rissa". I predetti, nel corso della lite, prevedendo l'arrivo dei Carabinieri, si davano a precipitosa fuga ma, nel corso della stessa, provocavano un sinistro stradale sulla via Casilina. A seguito di tale evento, giunti in ospedale per le cure, al fine di sottrarsi all'identificazione, fuggivano dal nosocomio ma venivano identificati grazie all'attività posta in essere dai militari operanti.

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