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Lunedì, 24 Gennaio 2022
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Fiuggi, il Campione del mondo Marco Tardelli si racconta alla figlia Sara

Presentato da Padre Giulio Albanese il Campione del Mondo del 1982 Marco Tardelli che da ragazzo era costato, come primo ingaggio,  70.000 lire ed era poi finto  alla Juventus

Presentato da Padre Giulio Albanese il Campione del Mondo del 1982 Marco Tardelli che da ragazzo era costato, come primo ingaggio, 70.000 lire ed era poi finto alla Juventus

per un miliardo di lire, si è raccontato alla figlia primogenita Sara nel libro "Marco Tardelli Tutto o Niente" presentato alla Fonte Bonifacio VIII grazie ad Acqua e Terme Spa dal collega Pierluigi Barberio davanti ad un folto pubblico.

Il tutto è stato presentato con un discorso franco e semplice. Come semplice è stata la vita del grande campione di calcio che ci ha fatto sognare quella mitica notte del 1982 in Spagna con quel gol fantastico che ci ha portato la Coppa del Mondo. Momenti raccontati (potete anche vedere l'intervista video qui in alto) con una semplicità disarmante. Un ragazzo semplice che il padre voleva in banca o al comune, con il solito posto fisso, invece seguendo l'esempio dei fratelli ha iniziato a giocare ed è finito al Pisa, prima del grande salto nella Serie A con la Juventus di Boniperti: "Giampiero era una persona squisita e dopo qualche anno arrivò anche Le Roi Michel Platini e si creò un gruppo fantastico". Con serenità ha risposto alle domande dei presenti su i più svariati argomenti. Un tifoso gli ha chiesto chi è il miglior allenatore in circolazione in Europa e lui ha risposto senza esitazione Ancelotti e per questo ha paura che la Juventus, pur rinforzandosi molto, non abbia, ancora, la capacità di battere il Bayern Monaco. La figlia Sara presente alla presentazione del libro ha ricordato il regalo che ha avuto dal padre quando ha compiuto i 18 anni: la fotografia gigante di quando il padre baciava la Coppa del Mondo di Calcio, che lei ha vissuto da piccoletta. "Ogni mattina - ha esclamato la giovane autrice - quando esco la guardo sempre per cominciare al meglio la mia giornata". E' stato il collega Barberio però a stuzzicare il campione Tardelli con alcune domande tratte dal libro: "Marco Tardelli si è confessato alla figlia Sara che ha avuto un bravo maestro di giornalismo come Minoli". "Una vita che ovviamente non conoscevo- quella raccontata da mio padre- perché certe sfumature io non le vedevo e vederle a 30 anni me l'ha fatte rivivere in modo diverso". Poi il campione stuzzicato dalle domande del pubblico ha parlato del calcio attuale e delle differenze con il passato: "ai miei tempi il calcio aveva un'anima. Perché ad esempio il colloquio con i giornalisti era costante, questi entravano negli spogliatoi con noi e c'era un feeling interessante, oggi è addirittura proibito parlare con loro. Il calcio in Italia è cambiato con l'avvento di Berlusconi nel senso positivo - ha esclamato Tardelli - ma io non amo questo calcio di oggi". Poi sulle donne di Tardelli la bella chiusura di Padre Giulio amico di famiglia da sempre. La famiglia allargata di Tardelli è stata definita da Padre Albanese (direttore delle riviste della CEI) dopo aver ricordato che la partita del lontano 1982 la vide a Londra poco prima di partire come missionario in Uganda: "Una famiglia all'africana ma molto unita. E' una bella famiglia e vale la pena davvero leggere questo libro per riflettere sul passato, guardare oggi e pensare il futuro". Giancarlo Flavi (Servizio, foto e video)

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