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Fiuggi, la Colombia di Antonello Caponera a 'libri al borgo'

Giovedì 4 agosto, alle ore 21,15 per gli incontri “Libri al Borgo” (Giardino dell'Excelsior, Bar DueP, Via Ernesta Besso, Fiuggi Città) Mirco Cecili incontra il giornalista Antonello Caponera per la presntazione del libro “Colombia la catarsi di...

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Giovedì 4 agosto, alle ore 21,15 per gli incontri “Libri al Borgo” (Giardino dell'Excelsior, Bar DueP, Via Ernesta Besso, Fiuggi Città) Mirco Cecili incontra il giornalista Antonello Caponera per la presntazione del libro “Colombia la catarsi di un popolo”.

Dopo oltre mezzo secolo di guerra civile, il governo di Bogotà e le Forze Armate Rivoluzionarie Colombiane hanno firmato nelle scorse settimane a L’Avana la pace. Antonello Caponera, giornalista e docente, da tempo residente nel paese andino, offre in questo saggio un’intensa sintesi contestualizzata dal punto di vista storico, politico e soprattutto sociale. Quanti si avventureranno nella lettura di queste pagine non faranno alcuna fatica nel trovare l’agognata risposta. Essa si nutrirà a poco a poco della presa di coscienza del tragico bilancio delle violenze che ci riportano almeno al quarto decennio del secolo scorso. Si coglieranno le ragioni per cui, più che legittimamente i colombiani aspirano a una solida pace che allontani per sempre la violenza dalle loro città e campagne permettendo loro di tornare ad amare e scoprire senza timori un Paese bello e ricco di risorse naturali e ambientali che il conflitto ha pericolosamente danneggiato. La pace? “E’ come tornare finalmente a casa. Si tratta in pratica di rientrare in una casa dove ci sia l’acqua, un tetto, dove si possa mangiare, e dove vi possano essere condizioni per vivere felici”. In questo modo la scrittrice bogotana Laura Restrepo ha sintetizzato la sua opinione nel corso della Fiera del Libro di Buenos Aires 2016, di cui è stata ospite d’onore, sul lungo e complesso processo in cui è impegnata, e lo sarà ancora per molto, la Colombia per chiudere il capitolo della guerra civile e consegnare agli archivi della storia la stagione più lunga di guerriglia mai vissuta dall’America Latina. Subito dopo ha proseguito “C’è una domanda cui è necessario rispondere ed è questa: Siamo disposti a cercare il cammino della vita, e non continuare a dare spazio alla passione alla morte che da tempo sembra avere stregato i colombiani?” La risposta non è semplice, molto dipenderà dalla capacità che saprà avere il nuovo governo che scaturirà dal post conflitto, di rimuovere le grosse disuguaglianze sociali che da sempre sono la fonte della violenza. L’attualità degli ultimi tempi ha ridimensionato il sogno della guerriglia. Per fortuna però l’ha fatto solo dopo che il treno della pace ha superato le più grandi asperità del suo percorso. Spetta ora a tutti i colombiani esprimersi e dimostrare di essere capaci di mettere a segno il più bello dei goal possibili, quello che determinerà il trionfo irreversibile della democrazia, la gioia per la pace e il desiderio di un futuro migliore irradiano il cielo della Colombia finalmente di una grande speranza.

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