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Fiuggi, Patrizio Oliva si racconta alle Terme il 31 Luglio alle ore 10,30

Venerdì 31 luglio, tornano alla Fonte Bonifacio VIII gli incontri culturali del “Cafè du Parc” giunti alla XXVI edizione. L’ospite di Pino Pelloni, è il pugile napoletano Patrizio Oliva che presenta la sua biografia intitolata “Sparviero” (Sperlig...

Patrizio Oliva

Venerdì 31 luglio, tornano alla Fonte Bonifacio VIII gli incontri culturali del “Cafè du Parc” giunti alla XXVI edizione. L’ospite di Pino Pelloni, è il pugile napoletano Patrizio Oliva che presenta la sua biografia intitolata “Sparviero” (Sperlig & Kupfer), alle ore 10,30 nella splendida cornice delle Fonte dedicata al grande Papa anagnino.

Dalla “grotta”, la palestra umida in uno scantinato di Napoli dove ha tirato i primi pugni, al titolo mondiale nella epica notte di Montecarlo, 1986. Patrizio Oliva narra la sua storia con uno sguardo ai grandi racconti di boxe: da “Toro scatenato” a “True” di Tyson, da “Quando eravamo re” a Jack London... A partire dall’infanzia povera, in una famiglia numerosa, segnata da un lutto precoce (il piccolo Ciro, ucciso da un tumore) e da un padre violento, a sua volta vittima di violenza. Fino al coronamento del sogno più grande. Un’autobiografia sportiva da leggere tutta d’un fiato, dove la boxe diventa vita e la vita diventa boxe, sullo sfondo dell’Italia degli anni Settanta.

L’amore può essere una folgorazione. È stato così per Patrizio Oliva: la prima volta che ha visto il fratello Mario indossare i guantoni, ha giurato a se stesso che la boxe sarebbe stata anche il suo destino. Nonostante le paure della madre, nonostante il carattere imprevedibile del padre - incapace di liberarsi dei fantasmi di un passato violento -, nonostante le difficoltà di crescere in una famiglia ricca di affetti ma piegata dai sacrifici, mantiene fede alla promessa. Da bambino si allena da solo sul balcone, rubando i segreti dei campioni in tv, finché a undici anni può entrare nella palestra Fulgor. Nello scantinato buio e infestato dai topi, impara i rudimenti di uno sport duro e leale, dove l'intelligenza vale più della forza e il rispetto è la prima vera regola. Ad accompagnarlo in questo percorso di sudore e fatica è il ricordo del fratello Ciro, scomparso prematuramente. È anche per lui che Patrizio combatte, si perfeziona e affronta con caparbietà la sorte incerta dell’atleta. Nel giro di pochi anni diventa lo”Sparviero della boxe”, vincendo la medaglia d’oro e la coppa Val Barker alle Olimpiadi di Mosca ‘80, e infine il titolo mondiale nell’incontro con Ubaldo Sacco nel 1986. Nel suo libro Patrizio Oliva ripercorre la sua carriera, fatta di passione, coraggio e determinazione, che ci restituisce l’epoca d’oro del pugilato e il ritratto intenso di un uomo che lotta oltre la sconfitta, in perenne sfida con la vita.

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